Il comportamento riproduttivo dei Badis badis e dei Dario dario è molto interessante, e costituisce una fonte di studi da parte degli etologi, per la sua complessità, specie nell'ambito riproduttivo.
Descriverò qui in breve i punti salienti di entrambi, mettendo in evidenza le similitudini, ma anche le differenze, a volte molto accentuate.
Il dimorfismo sessuale è molto evidente, sia nei Badis badis che nei Dario dario la femmina è molto meno colorata del maschio, ha un colore tendente dal grigio al marroncino-beige.
Inoltre nel Badis badis il maschio ha la parte inferiore del corpo, la pancia, che forma una linea concava, mentre la femmina ha in genere la pancia più arrotondata, specialmente con l'avvicinarsi del periodo riproduttivo.
Per la riproduzione, inizio con descrivere quella del Badis badis:
con l'avvicinarsi del periodo riproduttivo, il maschio inizia ad assumere una colorazione molto più scura, che arriva al nero notte quasi totale, ad eccezione delle pinne, orlate di un blu luminoso.
Inizia ad appartarsi nel luogo che ha scelto e preparato per la deposizione, che in genere è costituito da una caverna, che può essere fornita da gusci di noci di cocco, tronchi, radici, o sassi.
Si esibisce quindi in parate spiegando le pinne davanti alla femmina, ed inseguendola per brevi tratti.
La deposizione avviene quindi al riparo della grotta, dopodichè il maschio scaccia la femmina e assume su di sé tutti i compiti di protezione e cura delle uova, scacciando chiunque si avvicini alla grotta, femmina compresa.
Dopo circa una settimana le uova si schiudono, ed è necessario ancora qualche giorno prima che le larve abbiano terminato il sacco vitellino ed inizino ad andare alla ricerca di cibo.
Per i Dario dario le cose sono abbastanza diverse. Anche qui in periodo riproduttivo i colori del maschio si intensificano, diventando di un rosso veramente brillante, e inizia ad esibirsi in parate davanti alla femmina, spiegando le pinne, punzecchiandola sui fianchi, inseguendola per brevi tratti.
Però i Dario dario non depongono in caverne, come i loro congeneri, ma che depongano sopra cespugli molto fitti, che possono essere costituiti da muschio di Giava (Vesicularia dubyana) o Riccia.
Questo comportamento in effetti coincide con le osservazioni di mio fratello, che ha visto più volte maschio e femmina in rituali d'accoppiamento, con il maschio che dopo vari inseguimenti raggiungeva la femmina e la "abbracciava" piegando il corpo ad U intorno al corpo della compagna, sopra un bel cespuglio fitto di vegetazione, esattamente come fanno betta, trico e colisa sotto il loro nidi di bolle.
Sembra inoltre che i Dario dario abbandonino le uova, sparse in mezzo alla vegetazione, subito dopo la deposizione. Questo però non è detto, c'è chi asserisce che il maschio Dario dario staziona sopra il cespuglio dove è avvenuta la deposizione (vedi testimonianza di Arthit Prasartkul nell'articolo in basso), difendendo le uova.
In genere le uova schiudono dopo circa tre-cinque giorni, anche in relazione alla temperatura d'allevamento; il problema principale per la crescita degli avannotti è costituito dalle loro microscopiche dimensioni.
Nei primi giorni di vita i piccoli Badis badis sono accuditi dal papà, mentre i Dario dario trovano probabilmente un ottimo rifugio tra il muschio di Giava, che se l'ammasso è molto folto può anche racchiudere potenziali alimenti per i primi giorni di vita.
L'alimentazione dei primi giorni deve essere quindi costituita da infusori, parameci, e da tutte le minuscole creaturine che si sviluppano tra il muschio e tra le alghe.
Dopo 5-6 giorni si può passare ai naupli d'artemia appena schiusi e a microworms; dopo un mesetto sono in grado di mangiare piccoli tubifex e chironomus.
Crescono comunque molto lentamente.
Vi copio-incollo qui un messaggio tratto dalla
ML dei Labirintidi, in cui per affinità si parla anche dei Badis, molto interessante per quanto riguarda la riproduzione e la crescita degli avannotti di Dario dario:
di Stefano Valdesalici, traduzione dall'inglese di Gabriele Gallareto
Il miglior metodo per mantenere i Dario dario è a gruppetti di 2 o 3 coppie in una vasca di 60*30*30 centimetri (si può anche avere successo con 40*25*25cm o addirittura un trio in 40*15*20cm ).
È molto importante che la vasca sia densamente piantumata, in special modo consigliamo dei muschi (Vescycularia sp. o Fontinalis sp. ad esempio). I pesci non dovrebbero essere in contatto visivo se non per brevi istanti, se non si hanno abbastanza piante è probabile che un pesce perda la propria colorazione a causa dello stress; in tal caso il pesce va separato immediatamente, in caso contrario con ogni probabilità morirà.
I valori fisico-chimici dell'acqua dovrebbero essere 18-24C° con circa 7Ph e 7-18 DGh.
La deposizione avviene sulle piante (Vescycularia sp. ed Anubias bartheri var. nana), non è necessaria l'aggiunta di alcuna "grotta" o altra cavità.
Dalla deposizione alla schiusa non sappiamo con certezza quanto tempo passi pensiamo 3 giorni ma è comunque difficilissimo rinvenire le minuscole uova fra le piante.
Le larve sono minuscole (100µm) ed possibile catturarle con maggior facilità durante i cambi dell'acqua; vanno piazzate in una vasca separata con molte piante ed uno strato di fondo. Gli avannotti andrebbero nutriti per le prime due settimane con mangimi liquidi commerciali per poi passare ai naupli d'artemia.
Dopo circa 6 mesi d'accrescimento i pesci raggiungono la maturità sessuale ed una taglia di circa 25mm.
Nei primi tentavi è stata usata una vaschetta da due litri per 5-10 larve, non vi è stato alcun cambio d'acqua fino a quando gli avannotti sono stati in grado di predare i naupli d'artemia, dopodichè si attende ancora qualche giorno per spostarli in una vasca più capiente.
Attualmente viene usato il seguente metodo: si pongono tutte le larve che si riescono a catturare nel giro di due settimane in un acquario di 60*30*30cm attrezzato con riscaldatore ed un filtro ad aria (assolutamente da evitare una pompa elettromagnetica che risucchierebbe le nostre larve), la vasca è densamente piantumata ma senza ghiaietto o sabbia sul fondo, come nel metodo precedente l'acqua non viene cambiata per le prime 2 settimane, viene aggiunto mangime liquido bigiornalmente in ragione di 1-2 gocce per ogni avannotto. Si è provato anche con infusori (paramecium sp.) ma i risultati sono stati inferiori rispetto al mangime liquido commerciale, stessa cosa dicasi per l'uso di rotiferi.
Se vi accontentate di un esiguo numero di giovani è sufficiente che la vasca sia ricca di piante come nascondigli, che sia di adeguate dimensioni (40*25*25cm per una coppia) e che venga somministrato abbastanza cibo vivo agli adulti da distoglierli dal predare larve e avannotti.
Per i primi giorni gli avannotti si nutriranno dei microrganismi presenti in vasca, quando noterete la presenza degli avannotti vanno somministrati naupli d'artemia di cui si ciberanno anche gli adulti.
Autore: Don Kinyon
Articolo sull'allevamento e la riproduzione dei Badis badis.
Autore: M.J. Parry
Sintetico articolo sull'allevamento e la riproduzione dei Badis badis.
I Badis badis sono facili da riprodurre, in un mezzo vaso da fiori. Al contrario di Robin Engelking, l'autore raccomanda di non allevarli con pesci lenti e tranquilli.
Autore: Arthit Prasartkul
Articolo esauriente, con belle foto, sull'allevamento e la riproduzione dei Dario dario, ex Badis bengalensis, in un acquario a loro dedicato.
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