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Chromobotia macracanthus

La Riproduzione

Dimorfismo sessuale

Coppia di Botia macracantha

Il dimorfismo sessuale dei Chromobotia macracanthus (ex Botia macracantha) è praticamente inesistente, nell'"Atlante di Aquarium" è descritto come segno di dimorfismo la diversa forma della pinna caudale, più grossa e più profondamente incisa, con le punte rivolte verso l'interno nel maschio, mentre più piccola e con punte diritte nella femmina. Inoltre i maschi avrebbero il dorso più inarcato e sarebbero più tozzi.

Queste differenze comunque sarebbero evidenti solo nei pesci che abbiano già raggiunto una taglia medio-grande, non alle dimensioni in cui sono tenuti comunemente in acquario.

Molti confutano comunque le osservazioni di Baensch sull'"Atlante di Aquarium", ritenendo che le femmine si possano distinguere solo dalle maggiori dimensioni rispetto al maschio e da una maggiore "rotondità" (dovuta evidentemente alle uova)

Riproduzione

Poco o nulla si sa delle riproduzioni avvenute in acquario, che sono molto rare, ed ottenute comunque da esemplari di una certa età e taglia.
In genere quando si parla di allevamento di Chromobotia macracanthus (ex Botia macracantha) si fa riferimento ad iniezioni ormonali fatte dagli allevatori per stimolare la riproduzione che altrimenti non avverrebbe, ma non ho trovato nulla di certo a questo proposito.

Sempre sull'Atlante di Aquarium si accenna ad una coppia di Chromobotia macracanthus (ex Botia macracantha) di ben 18 anni, che deponevano regolarmente le uova in un anfratto. L'allevamento degli avannotti era avvenuto con successo, mediante naupli di artemia salina.

Anche nell'articolo Riproduzione del Chromobotia macracanthus è riportata un'esperienza di riproduzione avvenuta con successo, è molto interessante perchè spiega dettagliatamente come questa è avvenuta, seguendo una specie di "ciclo" delle stagioni simulato in acquario, e fornendo ai Botia alimenti molto proteici e sostanziosi, Botia anche questi però che avevano raggiunto la taglia di una trentina di cm.

Comunque una delle motivazioni più frequente che si dalla alla mancata riproduzione dei Botia in acquario è che non riescano a raggiungere le dimensioni che avrebbero in natura, e non arrivino quindi alla maturità sessuale.

Aggionamento del 26.04.2004

In base a questo nuovo articolo, che Ola Åhlander, dell'Associazione acquariofila svedese di Bollmora, mi ha concesso gentilmente di tradurre e pubblicare nel mio sito, sembra che in realtà, in base alla sua stessa esperienza personale, i Chromobotia possano arrivare alla riproduzione anche a dimensioni non notevoli... Quanto da lui ottenuto, e comprovato dalle foto dei suoi esemplari, conservati presso il Museo di Storia Naturale di Stoccolma, è di avere una femmina con il ventre pieno di uova, di 10-11 cm. di lunghezza, grazie a condizioni adatte dell'acquario e soprattutto di alimentazione...

Da quanto da lui riportato, potrebbe sembrare che la mancata riproduzione dei macracanthus negli acquari domestici sia imputabile, più che ad un loro non raggiungimento delle dimensioni adeguate, ad un ambiente non idoneo e soprattutto ad un'alimentazione insufficiente e sbilanciata rispetto alle loro esigenze (più carnivore che onnivore).

Crescita degli avannotti

Come ho già detto, nei rari casi di nascita degli avannotti, essi sono già delle dimensioni adeguate per nutrirsi agevolmente con i naupli d'artemia salina, quindi dovrebbero crescere senza molti problemi.



Autore: Ola Åhlander
Articolo veramente interessante, in cui sono presenti descrizioni e foto dell'ambiente naturale dei Chromobotia macracanthus, e soprattutto foto di un esemplare con le uova: l'articolo infatti sfata vari miti che si sono diffusi su questi simpaticissimi pesci, in particolare per quanto riguarda proprio la riproduzione.
Uno tra gli articoli più completi ed interessanti che abbia letto sui Cobitidi.

Autore: William Berg
Articolo in cui potrete trovare un compendio di tutto quello che c'è da sapere per scegliere o meno i Botia per le proprie vasche, con indicazioni pratiche per il loro allevamento, e resoconto della riproduzione.

Autore: Martin Thoene - Ken Childs - Ola Ahlander
Articolo che riferisce in modo molto dettagliato di una riproduzione di Chromobotia macracanthus (ex Botia macracantha) che sembra avvenuta nel 95/96 nel Regno Unito, con commenti e argomentazioni correlate.

Autore: Kristian Adolfsson
Descrizione dettagliata di quello che accade in natura quando inizia e progredisce la stagione delle piogge nelle foreste pluviali tropicali. Viene quindi spiegato come si può simulare questo avvicendarsi di stagione secca e stagione delle piogge in acquario, per stimolare la deposizione delle uova nei pesci che sono difficili da riprodurre.

  • Ho letto su Practical Fishkeeping della riproduzione riuscita dei Chromobotia macracanthus da parte di un acquarofilo russo, Mihajlov Oleg:
    Fishkeeper successfully breeds Clown loach
    Le foto dei piccoli pagliaccetti di cinque settimane di età sono tenerissime, purtroppo però andando avanti nella lettura si scopre che Mihajlov Oleg è arrivato alla riproduzione soltanto grazie ad iniezioni di ormone pituitario... : - (
    Arrivare ad una riproduzione con questi metodi per me è una sconfitta, non una vittoria... è come ammettere che in acquario i macracanthus non troveranno mai le condizioni adatte alla riproduzione, senza interventi invasivi da parte dell'uomo... e purtroppo sembra proprio che sia così : - (
  • Un alro articolo sempre sulla stessa rivista, Breeder produces Clown loach hybrids, riporta che lo stesso allevatore che li ha riprodotti con iniezioni di ormoni è anche riuscito a dar luce ad un ibrido, ottenuto fecondando le uova di Chromobotia macracanthus con lo sperma di un Botia almorhae... Se la riproduzione tramite iniezioni ormonali può trovare una parziale giustificazione nel tentativo di diminuire il prelievo in natura, laproduzione consapevole e cercata di ibridi è da condannare in toto

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Pubblicato in data 10/07/2003

Aggiornato il: 22/08/2008 16.45.13

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