
Prima di descrivervi questo piccolo esemplare della famiglia dei cobitidi, ora chiamato come Yasuhikotakia sidthimunki, volevo avvisarvi di una cosa molto importante:
I prelievi in natura per soddisfare le richieste del mercato acquariofilo ne hanno impoverito a tal punto il
numero che è stato iscritto nella RED
LIST, la lista rossa di tutte le specie che rischiano in ogni parte del mondo l'estinzione...
Il Governo della Tailandia ne ha già proibito la raccolta nei suoi territori, e spero che si riesca a
prendere le misure necessarie per salvaguardarne la presenza in natura, magari anche riuscendo a riprodurli in
larga scala, come si riesce a fare con molti pesci (non con i Botia, purtroppo).
Quindi, per favore, se sentite consigliare il Botia sidthimunki come pesce "mangialumache" che rimane
piccolo, ricordatevi e fate presente che il pesce in questione, perchè qualcuno non ha voglia di togliersi
le lumache in più da solo, sta rischiando di scomparire dalle sue terre d'origine...
Yasuhikotakia sidthimunki è un piccolo obitide pacifico e tranquillo,
che In natura vive in grandi banchi che, diversamente dalla maggior parte delle altre specie di Botia, non nuotano
vicino al fondo, ma principalmente nel livello centrale dell’acqua.
In acquario, Y. sidthimunki deve essere allevato in grandi gruppi, asolutamente almeno 5 esemplari, perchè
assumano comportamenti naturali inteagendo tra di loro e formando una struttura sociale.
Anche in acquario stanno sempre in gruppo e nuotano nel livello centrale della vasca, e sono attivi sia di giorno che di notte. Il substrato di fondo deve essere come sempre morbido e fine, possiblimente di sabbia, per non ferire i delicati barbigli, e bisogna provvedere un certo numero di rocce e di radici organizzate per formare nascondigli adatti. Preferiscono acqua tenera che va cambiata regolarmente, perchè sono molto sensibili agli agenti inquinanti.

Segnalo la necessità assoluta di rispettare in acquario le esigenze di questi botia, visto il pericolo di estinzione che corrono... sembra che adesso, per ovviare al decremento della pesca in natura, vengano riprodotti tramite iniezioni ormonali, ma il tutto è ancora avvolto nel mistero. Se li vedete nei negozi, prima di comprarli chiedete se sono di allevamento o di cattura, per non incrementare il prelievo in natura e partecipare attivamente alla sua estinzione.
Le spine sotto agli occhi, che si presentano in tutti i cobitidi, vengono alzate quando il pesce è eccitato o minacciato. Le spine possono rimanere impigliate nella rete dei retini quando si sta spostando il pesce da una vasca all’altra. È importante disincastrare i pesci molto delicatamente. Inoltre, ponete grande cura per evitare le punte taglienti, che possono causare ferite dolorose alle mani.
I profili dorsali e ventrali di questo piccolo e allungato cobitide sono soltanto leggermente convessi. Le squame sono molto piccole ma non sono presenti sulla testa. La bocca ha tre paia di barbigli. La parte superiore è brunastra e la pancia è argenteo-bianca. I fianchi sono marrone dorato con un disegno molto variabile di bande marroni scure organizzate in quattro fasce longitudinali. Due di queste fasce sono vicino alla parte superiore della schiena; le altre compaiono circa al livello della colonna vertebrale. Queste fasce longitudinali sono collegate l’una all’altra da barre trasversali similmente colorate, che danno un aspetto quasi di rete. In individui giovani le bande scure sono nere. Le pinne sono quasi incolori.
Autore: Emma Turner
Tutto quello che c'è da sapere sull'allevamento dei cobitidi appartenenti alla sottofamiglia dei Botiinae, e riclassificati da Kottelat. Emma Turner spiega quali sono i comportamenti e le necessità delle specie più comuni da trovare in commercio, e come bisogna fare per allevarli al meglio, rispettando la loro natura. L'articolo è corredato dalle splendide foto di Emma.
Autore: Mike Ophir
Esperienza personale d'allevamento di questi pesci.
Autore: Kamphol Udomritthiruj e Anuratana Tejavej
Spiegazione con foto esplicative delle differenze tra i due Botia, Botia sidthimunki e Botia cf. nigrolineata
Ecco le belle foto di Klaus Grønhøj
Clicca sulle miniature per vedere gli ingrandimenti
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