Sollecitata da un thread su it.hobby.acquari, ho deciso di rimettere mano a questa pagina. Innanzitutto, pare che nel suo Aqualog dedicato ai pesci d'acqua salmastra, l'autore Frank Schäfer abbia preso qualche abbaglio, affermando che tutti i pesci venduti come "Chanda ranga" o "pesci di vetro" siano pesci puramente d'acqua dolce.
In realtà le specie della famiglia Ambassidae vivono praticamente tutte in acque salmastre, se non marine, e solo occasionalmente possono risalire le foci dei fiumi per essere ritrovate in acqua dolce; questi però sono casi sporadici, occasionali appunto: il loro ambiente normale, abituale, è d'acqua salmastra o marina.
Come si spiega che in un Aqualog, pubblicazioni di tutto rispetto ed autorevolezza, vengano riportate notizie così sbagliate (e soprattutto così pericolose per la vita dei pesci in questione)? Il problema sta tutto nell'enorme difficoltà nel riconoscere una specie dall'altra, in particolar modo alle piccole dimensioni in cui si trovano in negozio, per cui è facilissimo pensare di trovarsi davanti ad una specie, per scoprire una volta adulta che si trattava di tutt'altro.
La confusione che regna in questo campo è tanta, troppa per assicurare a questi poveri pesci un’esistenza dignitosa. Tale confusione è amplificata, oltre che dalle poche informazioni sui luoghi d'origine delle varie specie, anche dalla confusione tassonomica, con le varie revisioni e spostamenti sistematici, non condivisi da tutti gli autori.
Come dico spesso, (anche se nella precedente pagina sui chanda non l'ho fatto, argh!) non bisogna fermarsi ad un'unica fonte quando si cercano informazioni, sia su internet che sulla carta stampata, perchè in acquariofilia le leggende tramandate di articolo in articolo sono tantissime, anzi troppe.
Tornando ai Chanda ranga, sono conosciuti per lo più come “pesci colorati artificialmente”, perché essendo pesci dal corpo pressoché trasparente, si prestano bene purtroppo ad essere iniettati con coloranti artificiali, e li troviamo spesso in vendita nelle vasche dei negozi, colorati di fucsia, giallo, arancione ed altri colori fluorescenti.
Il trattamento non è indolore, né per chi lo fa, come potete approfondire nella pagina dedicata, né soprattutto per i pesci, la cui mortalità, durante e dopo il trattamento, è altissima.
Ma il fatto che generalmente osservando attentamente i pesci nella vasca del negoziante si può notare uno stato di generale sofferenza (pinne sfrangiate, con bordo bianco e/o consumato, macchie biancastre sul corpo e sulla bocca, occhi appannati, ecc.) dipende non solo dalle iniezioni di colorante artificiale, ma anche e soprattutto dal fatto che i Chanda ranga sono pesci d’acqua salmastra, che se tenuti come fanno quasi tutti in acqua dolce soffrono e ne vengono debilitati, al punto di morire molto prima di quella che sarebbe la loro aspettativa di vita in acqua salmastra.
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