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Danio rerio

La Riproduzione

Dimorfismo sessuale

Il dimorfismo sessuale dei Danio rerio è praticamente inesistente, cioè è praticamente impossibile distinguere i maschi dalle femmine da segni esterni; l'unico modo per distinguerli è quando sono in periodo riproduttivo: infatti la femmina, essendo piena di uova, appare più "tozza" e con la pancia più piena, mentre il maschio rimane più snello e longilineo.

Cliccando su questo link potete vedere una foto, anche se non proprio eccelsa (ma io in quanto a foto è meglio che sto zitta :-)) ) dove quella in primo piano, colpita dal flash, presenta la pancia prominente propria delle femmine, a differenza degli altri tre esemplari in secondo piano.

Riproduzione

La riproduzione dei Danio è molto facile da ottenere, si dice che siano i pesci ovipari più facili da far riprodurre, e infatti l'accoppiamento avviene spesso spontaneamente anche in acquario di comunità, a volte anche senza che l'acquariofilo se ne accorga. L'accoppiamento avviene in acque libere, dopo un corteggiamento costituito da insistenti inseguimenti della femmina, con la pancia gonfia di uova, da parte del maschio (a volte anche da parte di due o più maschi), fino a che i due, affiancati, espellono all'unisono i prodotti sessuali, uova e sperma. le uova fecondate ricadono verso il fondo, dove, in acquario normale, vengono accolte con grande riconoscenza dagli altri pesci, e ricercate e gustate avidamente anche dagli stessi genitori.

In acquario normale è quindi praticamente impossibile che sopravvivano degli avannotti, a meno che non si riesca con grande cu... ahemm, fortuna, a trovare qualche piccolissimo avannotto nel filtro o in acqua, ed isolarlo in un altro acquario, o in una sala nido i retina bianca, non in quelle di plastica con le feritoie, perchè queste ultime sono troppo larghe rispetto alla piccolezza degli avannotti, che ci passano attraverso.

Se si sta cercando invece di riprodurli e di far sopravvivere la prole, e si è quindi già pensato a come e dove poter far crescere e come poi "liberarsi" dal centinaio di Danio che ci ritroveremo, bisogna prendere alcune accortezze, come ho desunto dai messaggi di IHA qui riportati (Massimo si è accontentato di quelli che è riuscito a trovare per l'acquario, non ha mai provato a farli riprodurre separatamente):

E' innanzitutto necessario, per salvare le uova dalla famelicità dei genitori, predisporre una vaschetta di 10 - 20 litri, senza nessun arredamento e senza sabbia o ghiaia, ma con una rete abbastanza larga da far passare le uova, e abbastanza piccola da non far passare i genitori, ricoperta con ciuffi di muschio di Giava.
Oppure, invece della rete, si possono usare delle biglie di vetro, formandone uno strato che ricopra interamente il fondo.
Ovviamente le biglie devono essere lavate accuratamente. Le uova espulse cadranno sopra alle biglie e scivoleranno sulla superficie di vetro fino a raggiungere il fondo della vasca. I genitori non saranno in grado di mangiarle, in quanto non possono passare tra una biglia e l'altra.

La vasca dovrà essere senza filtro, o con un piccolissimo filtro a spugna, per non correre il riscio di aspirare gli avannotti.
Dopo aver riempito la vasca con acqua dell'acquario in cui vivono i Danio, che nel frattempo saranno nutriti per almeno una settimana prevalentemente con cibo vivo o congelato, per stimolare la riproduzione, si lascia stabilizzare il tutto almeno per una giornata.
il giorno successivo, al mattino, si introduce la coppia, oppure per essere più cauti si può inserire prima il maschio e poi il giorno dopo la femmina: immettere prima il maschio serve perchè è lui che si deve fare prima un territorio, per poi corteggiare la femmina quando verrà introdotta già piena di uova, non fare assolutamente il contrario, perchè se il maschio non è a proprio agio non sarà certo la femmina a stimolarlo.
A differenza di quanto suggerito per le Rasbore, per i Danio ho letto che per ottenere un tasso maggiore di schiusa delle uova è meglio inserire 2-3 maschi per ogni femmina.

Somministrare dei chironomus e basta.
Se li avanzano, dopo un'oretta è meglio sifonare il fondo per togliere gli avanzi e mantenere così l'acqua bella pulita.

La coppia potrà mettersi a deporre dopo qualche ora, oppure il giorno dopo, in genere depongono non appena vengono accese le luci.
Quando si noterà il ventre della femmina piu' sgonfio, ad indicare che la deposizione e' avvenuta, bisogna togliere subito la coppia e fare un massiccio cambio d'acqua, perchè i prodotti sessuali sono molto inquinanti.

Le uova schiudono mediamente in 24/36 ore, in relazione alla temperatura.

Crescita degli avannotti

Gli avannotti, che nascono dopo circa 24 ore, consumano dapprima il sacco vitellino, e in seguito possono essere nutriti (solo quando iniziano a nuotare) con liquifry o con infusori.
Il cibo andrebbe sommìinistrato dalle 4 alle 6 volte al giorno; si può usare anche il micronizzato per gli avannotti, ma come dice Maurizio Vendramini, sarebbe come "dar da mangiare pane e mortadella ad un neonato", con la conseguenza di una mortalità più alta e una crescita più lenta degli avannotti.

Come viene segnalato sempre da Vendramini per le Rasbore, senza filtro si hanno più probabilità che si formino nella vasca piccoli organismi viventi utilissimi per la prima alimentazione degli avannotti. Particolarmente utile si rivela la presenza della pianta galleggiante Riccia fluitans, veramente insuperabile nell'offrire un ottimo substrato per piccole creature, come infusori e Cyclops, i naupli dei quali sono ottimo cibo per li piccoli Danio.
Senza filtro è però necessario effettuare cambi quotidiani di 1/10, facendo particolarmente attenzione non tanto ad eventuali differenze di PH (che comunque saranno minime e quasi ininfluenti), ma alla conduttività che fino a quando non incominciano a nutrirsi di artemia, dovrebbe rimanere invariata.
Il lieve innalzamento di PH che si ottiene con i piccoli cambi, permetterà lo sviluppo di elementi microscopici, cibo insuperabile per avannotti di piccoli ovipari quali rasbore e tanichthys.

I cibi liquidi per avannotti sono da usare con molta parsimonia, perché altamente inquinanti e non particolarmente graditi ai microavannotti.
Dopo circa 1 settimana che avranno iniziato a nuotare, potranno iniziare a mangiare naupli d'artemia salina.

Se si ha la necessità di trasferire i piccoli non va mai usato il retino, ma i piccoli vanno aspirati con un tubo del diametro sufficientementa largo per non schiacciarli: fino ad almeno 1 cm di lunghezza, il solo contatto con l'aria ucciderebbe i pesciolini.

Per far crescere le larve con un minimo intervento umano è molto utile anche attuare quanto spiegato da Antonello Demontis nell'articolo "Acqua verde" sul sito dell'Acab Sardegna.



Autore: R. Shane Lindler
Descrizione dell'allevamento e della riproduzione del Danio albolineatus

Autore: Gina Tash e Rich Serva
Descrizione di un metodo alternativo per riprodurre i Danio rerio

Autore: Reet Thomas
Spiegazione per filo e per segno su come sia possibile ottenere la riproduzione dei Danio rerio.

Autore: Ola Åhlander
Descrizione e foto delle specie appartenenti al genere Trigonostigma, con descrizione della riproduzione di Trigonostigma espei

Autore: Randy Carey
Descrizione particolareggiata delle similitudini e delle differenze tra la riproduzione di queste due specie di Rasbora.

Autore: Michael Pham
Racconto di uno dei primi report di riproduzione riuscita di un pesce appena scoperto negli altopiani del Myanmar, la splendida Microrasbora sp. "Galaxy", piccola (arriva al massimo ai 2 cm di lunghezza) ma dalla livrea incredibilmente bella ed inusuale.

Autore: Denyce K. Trudeau
Le principali caratteristiche, l'allevamento e la riproduzione della Trigonostigma heteromorpha.

Autore: Randy Carey
Articolo molto interessante che descrive l'orgoglio e la soddisfazione che si prova quando si riesce a riprodurre questi pesci con successo, perchè non fanno tutto da soli, ma richiedono da parte dell'acquariofilo un impegno attivo, forte e costante, nello stimolare la deposizione prima e nel far sopravvivere e crescere i piccoli avannotti poi.

Autore: Ron Finlayson
Esperienza di allevamento e riproduzione dei Tanichthys.

Autore: Jason Shaw
Articolo con l'esperienza personale dell'autore nell'allevamento e riproduzione del Tanichthys albonubes.

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Pubblicato in data 08/02/2004

Aggiornato il: 22/08/2008 16.51.15

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