La maggior parte dei Ciclidi nani piu' comunemente commercializzati in ambito acquariofilo, dagli Apistogramma sudamericani ai Pelvicachromis africani, depone le uova in cavità, grotte, caverne.
Vi sono molti modi per procurare questo tipo di nascondigli in acquario, vanno bene sia i vasi da fiori di terracotta rovesciati, sia i manufatti di terracotta apposta per acquari, ma il materiale che più si presta, a mio modesto avviso, e uno tra i più utilizzati dagli acquariofili di tutto il mondo, è costituito dalle noci di cocco, tagliate a metà e rovesciate.
Mi sono resa conto, da quando ho questo sito, che a volte è difficile capire come vanno utilizzate le noci di cocco per fare tali nascondigli, specialmente per chi è alle prime armi in campo acquariofilo, anche se in realtà è un metodo veramente alla portata di tutti.
Cercherò quindi di spiegare come fare a trasformare le noci di cocco in accoglienti luoghi di deposizione per i Ciclidi nani, ma anche per molti altri pesci, come Badis badis o anche Ancistrus (se l'entrata è abbastanza larga), grazie anche alle foto di Patrice Bouissou, che me le ha gentilmente concesse dal suo articolo in questa pagina.
Innanzitutto bisogna procurarsi le noci di cocco, in genere sono comunemente in vendita nei supermercati ed ipermercati.
Una volta portate a casa si ripuliscono grossolanamente. Quello che si vuole ottenere è di dividerle in due parti, non necessariamente perfettamente uguali, o con il bordo diritto, tanto poi andrà affondato nella sabbia (o nel ghiaino) e non sarà più visibile.
Innanzitutto è utile fare due o tre fori alla sommità della noce di cocco, per far fuoriuscire il latte; i fori serviranno poi per migliorare la circolazione dell'acqua all'interno della noce, una volta collocata in acquario.
Per dividerle in due si può procedere in vari modi: dare un colpo netto con un oggetto tagliente, tipo la mezzaluna da cucina, o anche una bella martellata secca (oltre a non ferirvi, fate attenzione naturalmente non solo a non rovinare il piano di lavoro, proteggendolo con una tovaglia spessa o ripiegata, ma anche a non far schizzare maldestramente la noce di cocco contro la vetrinetta che custodisce il servizio buono :-)
Per facilitare la spaccatura in due metà, è utile già che avete il trapano in mano fare una serie di piccoli fori lungo il diametro della noce di cocco.
Sempre per tagliarla a metà, si può, una volta traforata la noce di cocco lungo il diametro, "passare" da un foro all'altro con un cutter affilato e robusto.
Per un risultato più "pulito" si può anche usare un robusto seghetto, ma ci vuole molto più tempo e olio di gomito :-)
Una volta tagliate a metà, bisogna rimuovere l'interno della noce di cocco dal guscio, servendosi di un coltello robusto o di un cacciavite. La parte interna si mangia tranquillamente
mentre il guscio esterno è quello che ci servirà per la tana dei pesci.
Sempre con il trapano o con un cutter affilato fate poi il foro d'entrata, dalle dimensioni adeguate alla specie che dovrà entrarvi a deporre le uova.
Al termine si dà una bella lavata ai semigusci, e magari anche una breve bollitura, per maggior sicurezza.
La peluria che ricopre esternamente il guscio può essere rimossa con un'energica raspatura con una raspa o carta vetrata grossa, ma può anche essere lasciata: se avete in vasca ancistrus, loricaridi in genere o lumache vi ringrazieranno sentitamente e provvederanno loro a ripulirle per voi.
Lo stesso vale per l'interno della noce, nel caso non riusciste ad asportarlo completamente: loricaridi e lumache lo apprezzeranno quanto voi :-)
Se i gusci di noce di cocco messi così, nudi e crudi, in acquario vi sembrano antiestetici, potete mimetizzarli con l'ambiente circostante facendovi radicare sopra delle piante, quelle che non vanno interrate ma vengono coltivare attaccate a tronchi o rocce, ad esempio Anubias di tutti i tipi, Microsorum pteropus, Bolbitis heudelotii, muschio di Giava.
Il procedimento è semplice: la pianta scelta va dapprima legata alla noce di cocco, utilizzando della lenza di nylon, e servendosi dei fori fatti per l'aerazione, sulla sommità del guscio; con il passar del tempo le piante in questione con le nuove radici si abbarbicano saldamente alla noce di cocco, e sarà possibile in tal modo eliminare la lenza.
In questo modo le noci di cocco saranno praticamente invisibili per tutti, tranne che per i pesci :-)
Si ringrazia Patrice Bouissou per le foto, tratte dal suo articolo
"Réalisation d'abris en Noix de coco" su Cyberaqua.
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