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Pelvicachromis pulcher

Il Biotopo d'Origine

I Pelvicachromis pulcher sono ciclidi dell'Africa Occidentale, e sono diffusi in un'area che si estende dal Benin, attraversa la Nigeria per finire fino al Camerun Occidentale, in una striscia di terra che va dalla costa fino a 150 Km all'interno, comprendente la zona del grande delta del fiume Niger, e specialmente l'areale di Benin City, una grande città ad ovest del delta del Niger.

Cartina della Nigeria; in rosso l'area di origine del Pelvicachromis pulcher - Wikipedia
In rosso l'area di origine del
Pelvicachromis pulcher - Wikipedia

In natura il Pelvicachromis mostra quella grande adattabilità ad ambienti diversi che ritroviamo poi anche nei nostri acquari: è stato rinvenuto sia nelle acque limpide e tranquille di piccoli affluenti, sia in quelle torbide e mosse dei grandi fiumi, sia addirittura nelle zone di acqua salmastra in prossimità delle loro foci.

Collocazione geografica della Nigeria - Wikipedia
Collocazione geografica della Nigeria
Wikipedia

Qualche acquariofilo li alleva quindi, senza inconvenienti, in acque salmastre, ma recenti osservazioni direttamente nei luoghi d'origine (vedi articolo di Anton Lamboj su Hydra - n. 11 aprile 2002) mettono in evidenza che normalmente i Pelvicachromis tendono ad evitare le zone con acqua salmastra, mentre vivono prevalentemente in fiumi e ruscelli che scorrono in regioni boschive, dalle acque per la maggior parte dell'anno limpide, molto tenere e con un valore di pH neutro o leggermente acido.

Gli stati dell'Africa occidentale - Wikipedia
Gli stati appartenenti all'Africa
Occidentale - Wikipedia
Mappa del fiume Niger - Wikipedia
Mappa del fiume Niger
Wikipedia
Il fiume Niger a Koulikoro - Wikipedia
Il fiume Niger a Koulikoro
Wikipedia
Il delta del fiume Niger visto dallo spazio - Wikipedia
Il delta del fiume Niger
visto dallo spazio - Wikipedia

Nel libro di Linke e Staeck "Ciclidi Africani I: Ciclidi dell'Africa Occidentale" sono descritti nei dettagli due ambienti presi come esempio a campione di "biotopo" del Pelvicachromis pulcher, un piccolo corso d'acqua e un fiume.
In generale l'acqua è da leggermente a molto corrente, limpida e tenera, il materiale di fondo è scuro, in gran parte ghiaietto lateritico molto fine, con pochi sassi ma ricoperto in parte da rami e radici, che formano un intrico sotto al quale i pesci scavano delle piccole cavità, che servono da rifugio e da luogo per la deposizione.
Le piante crescono in gruppi isolati, formando delle macchie di vegetazione molto folta, al riparo delle quali il Pelvicachromis vive, lasciandole solo raramente.

I valori registrati dai due autori sono:

Riproduzione di Pelvicachromis pulcher - Foto di Fabio Nicora
Pelvicachromis pulcher con avannotti
Foto di Fabio Nicora
  • Acqua limpida e incolore
  • pH = 8
  • GH < 1
  • KH < 1
  • Conduttività 5 µs alla temperatura di 27,5°C
  • Profondità fino a 60 cm.
  • Corrente debole
  • Temperatura 27,5 °C
  • Luce da 60.000 lux a 25.000 lux in superficie, da 20.000 a 7.000 a 60 cm. di profondità, con cielo sereno e con cielo nuvoloso.
Il lago Debo, formato dal fiume Niger, visto dal satellite - Wikipedia
l lago Debo, formato dal fiume Niger,
visto dal satellite - Wikipedia
Il fiume Niger a Koulikoro - Wikipedia
Case di fango su un'isoletta del lago Debo
Wikipedia

In genere i Pelvicachromis vivono in gruppi abbastanza numerosi fino allo stadio adulto, quando si formano le coppie, che si dividono dal gruppo per occupare territori da uno a due metri quadrati di estensione.

Il loro comportamento è per lo più pacifico, tranne che nel periodo riproduttivo, quando difendono il territorio prescelto e la loro prole con un accanimento veramente notevole, nonostante le ridotte dimensioni (max 10 cm. il maschio, 7-8 cm. la femmina).
Sono per lo più monogami, e non è raro che la coppia duri "per tutta la vita". Depongono in piccole grotte o cavità, il maschio spesso scava piccole buche nella sabbia come rifugio per gli avannotti.

La loro dieta è costituita prevalentemente da piccole particelle, soprattutto larve di insetti, uova di crostacei, detriti, frammenti di piante.

Pesci che in natura vivono nelle stesse zone del Pelvicachromis pulcher:

  • Chromidotilapia guntheri guntheri
  • Hemichromis cristatus
  • Hemichromis fasciatus
  • Tilapia zilli
  • Alestes longipinnis
  • Aphyosemion bivittatum

Più raramente si possono incontrare:

Piante rinvenute nell'habitat naturale del Pelvicachromis:

Nymphaea lotus - Foto di Bjarne Sætrang (aquadigital.net)
Nymphaea lotus - Foto di Bjarne Sætrang (aquadigital.net)

Altre piante ampiamente diffuse in Africa Occidentale:

  • Ammania gracilis e senegalensis
  • Bolbitis heudelotii
  • Anubias barteri, congensis, gracilis, heterophilla, lanceolata
  • Crinum calamistratum e natans

Autore: Vinny Kutty
Esperienze di osservazione, cattura e raccolta dei pesci nel loro ambiente naturale, descrizione delle osservazioni del loro comportamento in natura, dell'emozione che si prova nel vedere i pesci nel loro habitat e dell'esultanza per una cattura riuscita. Vinny Kutty negli anni '80 va a trovare i genitori in Nigeria tutti gli anni. Racconta qui le sue avventure e commenta le specie di pesci che riesce a catturare in quei luoghi.
Nel 1997 questo articolo ha vinto il premio FAAS come miglior articolo sulla raccolta in natura.

Autore: Rhett A. Butler
Descrizione dell'allestimento di un acquario che riproduca il biotopo dei fiumi dell'Africa occidentale e centrale, dove vivono tra gli altri anche i Pelvicachromis.

Autore: Rhett A. Butler
Come allestire un acquario simile ad un biotopo di torrente d'acqu nera sudamericano, con molte foto degli ambienti naturali, come in particolare il Rio Negro.

Autore: Rhett A. Butler
Descrizione dettagliata e corredata da molte foto del biotopo osservato in un ruscello che sbocca nel Rio Sucasari, in Perù.

Autore: Max Galladè
Articolo tradotto a sua volta dal tedesco, con la descrizione e foto interessanti su come è stato ricostruito un angolo di foresta pluviale amazzonica, che comprende le forme di vita sommerse durante la stagione delle piogge, al National Museum di Baltimora.

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Pubblicato in data 22/05/2003

Aggiornato il: 01/08/2008 20.59.31

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