
Ogni tanto mi capita di leggere qualche articolo sulle sogliole d'acqua dolce, corredato magari da foto accattivanti, e di soffermarmi a pensare a quanti, attirati dal desiderio di avere un pesce insolito e diverso dagli altri, le andranno a cercare nei negozi... E, mi chiedo, quanti tra questi cacciatori di specie insolite penseranno realmente a dedicare una vasca alle loro esigenze, e quanti invece le sbatteranno in acquari totalmente inadatti, senza preoccupazioni di sorta?
Sogliole, platesse, rombi e affini appartengono all'ordine dei Pleuronettiformes, che comprende specie diffuse nei mari freddi, temperati e tropicali di tutto il mondo; molte risalgono le foci dei fiumi e si adattano a vivere anche in acque completamente dolci, ma pochissime possono dirsi effettivamente d'acqua dolce, per la maggior parte si tratta solo di periodi più o meno lunghi.
Una cosa curiosa è che nella loro "gioventù" la maggior parte delle specie ha l'aspetto di un pesce normale, e solo con l'età adulta subiscono una totale trasformazione: il corpo si appiattisce, diventando asimmetrico, il fianco sinistro diventa generalmente il lato inferiore e si depigmenta, diventando biancastro-grigio chiaro, mentre il lato destro diventa in genere quello superiore, dove trovano posto entrambi gli occhi, e che può assumere una colorazione variabile.
Le tipiche sogliole del Mediterraneo e dell'Atlantico appartengono alla famiglia Soleidae, che comprende però molte specie tropicali, alcune delle quali si stanno diffondendo nel mercato acquariofilo. Nell'allevare queste sogliole in acquario però bisogna rispettare dei requisiti fondamentali: innanzitutto le dimensioni della vasca: anche per le sogliole più piccole, come Brachirus harmandi e Trinectes fluviatilis, che non superano rispettivamente i 12-15 cm, occorre una superficie di almeno 100x50 cm, e specie più grandi, come Achirus achirus, che possono superare abbondantemente i 20 cm, non si possono tenere in meno di 300 litri, con una base di 150x50 cm.
Acqua molto dura, se non leggermente salmastra, e temperatura abbastanza alta (25-28°C.) sono altri requisiti delle specie prima nominate; come arredamento, poche rocce e tante piante (adatte ad acqua dura/legg. salmastra: Crinum thaianum, Ceratophyllum demersum, Samolus valerandi, Cryptocoryne ciliata e Cryptocoryne pontederifolia) raggruppate in modo da lasciare un'ampia superficie di sabbia libera, in cui le sogliole possano insabbiarsi, lasciando sporgere solo gli occhi.

Sono esclusivamente carnivore, per cui è molto raro che si abituino a mangiare mangime secco: mangiano solo cibo vivo, e solo dopo un certo periodo di acclimatazione possono adattarsi a nutrirsi di mangime congelato (non bisogna dimenticare che provengono tutte dalla cattura in natura). Sono adatti piccoli lombrichi, artemie, tubifex, enchitrei, larve di insetti acquatici, avannotti e piccoli pesci.

Vanno poi allevate da sole: sono timide e tranquille, quindi mal sopportano specie aggressive, turbolente o scavatrici, mentre d'altro canto pesci troppo piccoli o tranquilli finirebbero con l'essere mangiati; pesci che nuotino nella parte superiore della vasca invece si mangerebbero la maggior parte del mangime, rendendo problematico il nutrimento delle sogliole.
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