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Acquariofilia Consapevole

Acquariofilia

Pagine riguardanti l'acquariofilia in generale

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Scrivimi

Pagina creata il 13 aprile 2009

Ultimo aggiornamento il 13 aprile 2009

 

Articoli Vari e/o Generali

Qui c'è qualche articolo che non riguarda una specie particolare, ma è di carattere "generale", nel senso che riguardano d


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Pagina creata il 8 gennaio 2009

Ultimo aggiornamento il 8 gennaio 2009

 

Tabella con relazione tra pH, KH e CO2

 

Tabella per il calcolo della concentrazione in mg/lt di Co2

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Pagina creata il 18 settembre 2009

Ultimo aggiornamento il 7 ottobre 2009

 

La Chimica dell’acqua vista da Mister Fish

I valori dell’acqua

Pesce Rosso

Era doveroso fare un accenno anche ai valori dell’acqua.
L’acqua del rubinetto che l’acquariofilo ha a disposizione ha i seguenti valori:

  • GH = 20°/ 22° tedeschi a secondo dei giorni
  • KH = 15° tedeschi
  • pH = 7,5

La decalcificazione spontanea dell’acqua!

Ovviamente l’acqua tirata giù dal rubinetto contiene molta CO2 altrimenti il PH non sarebbe così favorevole (questo credo che sia tipico delle acque dure basate su calcio e magnesio).


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Pagina creata il 4 settembre 2009

Ultimo aggiornamento il 10 ottobre 2009

 

Un esempio di acquario del poveretto che funziona con l’aeratore

gestione pratica dell’acquario del poveretto

Acquari del Poveretto - Dettaglio - Foto Archivio AC

Acquari del Poveretto - L’intera postazione. Come si vede c’è ombra, anzi di solito ce ne è di più. Poi circa alle 5 si accende la luce, fino alle 23,30 circa. Una semplice lampadina a risparmio energetico - Foto Archivio AC

Pesce Rosso

Ed infine ecco l’ultimo esempio di acquario del poveretto.

Ovviamente l’aspetto da principiante di per se non dirà molto. Ma dobbiamo ricordarci che il poveretto, può essere o non essere un principiante, a secondo dei casi. Ma sicuramente sotto molti aspetti è sempre e comunque un deficiente. Non per offendere nessuno. Ma effettivamente gli mancano i mezzi.


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Pagina creata il 26 agosto 2009

Ultimo aggiornamento il 10 ottobre 2009

 

Ulteriori Considerazioni: La Temperatura

gestione pratica dell’acquario del poveretto

4

Stesso discorso del tipo di acqua! Ci rendiamo conto che la stragrande parte degli acquariofili fa vivere qualunque cosa con il riscaldatore alla temperatura di 24-25 gradi centigradi?

Pesce Rosso

In questo modo non si imparerà mai niente su quelle che sono le vere potenzialità dei pesci venduti nei negozi di acquari. Molti possono vivere a temperature molto più basse! Anzi gli fa bene se durante l’inverno vanno anche a 18 gradi o meno! Ed altri hanno effettivamente bisogno di temperature costantemente più alte. Per esempio gli scalari. Ed i Discus. 29-30° C. Quindi è vero che a molti piace mettere assieme pesci come gli scalari con pesci come i neon. Però anche se i neon non dovessero diventare la preda degli scalari, c’è anche da considerare la faccenda delle temperature.

E’ solo questione di cominciare a studiarci sopra.

Quindi, per chi vuole espandere la propria conoscenza sulle esigenze vitali dei pesci, io consiglierei proprio di non utilizzare alcun riscaldatore e cominciare con pesci tipo i Tanichthys (se piacciono. Perché poi potreste doverveli tenere per un bel po’ di anni. Meglio passare qualche tempo a decidere che pesci volete allevare quindi prima di partire in quinta e comprare i primi che vi capitano a tiro.). E dopo andare avanti a studiarci sopra.

Comunque ho visto un acquariofilo in particolare tenere per anni acquari definibili del poveretto con il riscaldatore a 24°C. (ovviamente per quanto riguarda l’inverno. In quanto d’estate le temperature salgono facilmente a 30° C. anche al nord). E forse per cominciare è meglio questo.

Ce ne sono tanti altri di tipi di pesci che normalmente vengono tenuti per tutta la vita a temperature più alte di quelle che effettivamente necessitano assieme a pesci che effettivamente hanno bisogno del riscaldatore. Non facciamoci ingannare dalla provenienza dei pesci. Perché la temperatura nei luoghi naturali è influenzata anche dall’altitudine. Vi ricordo che la Terra non è tutta allo stesso livello come sulle cartine geografiche. Ci sono delle cose chiamate colline, altre chiamate montagne e altre ancora chiamati altipiani.

Se sono pesci che vivono a quote più alte, è chiaro che potranno resistere a temperature bassissime anche se provengono dai tropici!

Comunque ovviamente se i vostri pesci necessitano del riscaldatore, fatelo col riscaldatore l’acquarietto del poveretto. Però tenete conto che anche per questo aspetto è bene studiarci sopra nel senso che potreste fare l’errore di tenere insieme nello stesso acquario due specie di pesci che è vero che vivono bene tutte e due a 24 –26 gradi centigradi. Però una delle due potrebbe resistere anche a 15° o meno e l’altra invece no. Non rimanete nell’ignoranza a vita in questo modo qui.


Un’ altro esempio sul quale sarebbe interessante riflettere è quello dei Discus. Tutti conosciamo la grande bellezza ed il fascino di questi pesci, anche delle varietà considerate meno pregiate. Veramente una lode al creatore. Tutti saremo quindi d’accordo che per questi pesci è bene cercare di ricreare le migliori condizioni stando attenti fin nei più piccoli dettagli. Come per esempio la temperatura che non dovrebbe mai scendere sotto i 28° C. E fin qui tutto bene.
Eppure in alcune pubblicazioni specializzate per Discus si legge che pesci come i Neon (Paracheirodon innesi) sarebbero dei gioielli per l’acquario dei discus. Ed è certamente vero che anche i Neon come i discus si trovano a loro agio in acque tenere e acide.
Eppure i Neon non si possono definire proprio pesci tropicali, se per pesci tropicali intendiamo pesci che hanno bisogno di vivere sempre a temperature così alte. E anzi è presumibile che non sia l’ideale per loro una temperatura sempre così alta. Però, sai, un Discus costa molti più soldi…

A parte quest’ultima frase. Però vale la pena di studiarci un po’ di più su questo dettaglio.

Comunque in casa di solito di inverno si può arrivare sui 18 gradi qui in Italia. A volte anche 13 o meno.

Spesso si allestisce un acquario come acquario tropicale con riscaldatore e tutto; mentre i pesci e le piante che poi si utilizzano, non sono realmente definibili tropicali a tutti gli effetti. Allora forse in molti casi si può dire che si sta facendo un acquario d’acqua dolce tropicalizzato, non tropicale. Cioè forzato per tutto il tempo a temperature tropicali mentre le piante ed i pesci che si stanno tenendo non lo sono affatto contrariamente a quello che si pensa.

In realtà, una grande parte dei pesci venduti come "pesci tropicali" possono tranquillamente vivere in acquari non riscaldati (tenuti ovviamente in casa, non fuori all'aperto). Ecco un piccolo elenco di pesci adatti ad essere allevati senza riscaldatore.

Pesce Rosso

Molti alle prime armi anche per questa ragione si orientano verso i rappresentanti della mia specie, i pesci rossi. Cioè perché pensano che così non avranno bisogno del riscaldatore. Magari comprando anche l’acquario. Noi pesci rossi però diventeremo belli grandi. O meglio dovremmo diventarlo se avessimo lo spazio. Però non state cercando di fare pesci bonsai, vero? Dateci lo spazio di cui abbiamo bisogno.

Invece sarebbe 1000 volte meglio una semplice vaschetta con dentro due sassi ricoperti di alghe e qualche pesciolino che resta piccolo e che può vivere benissimo senza il riscaldatore. Non stiamo consigliando questa cosa. La cosa migliore è sempre l’acquario. Vi sto solo dicendo che noi pesci rossi non siamo gli unici pesci che possono sopportare temperature basse (contrariamente a quello che potranno dirvi alcuni negozianti) Ed inoltre non andiamo bene per l’acquario del poveretto perché non lasciamo abbastanza in pace le piante ed il fondale. Ci piace così tanto grufolare sul fondo, vicino alle radici!
Ma ci sarebbe da chiedersi quale acquario sarebbe adatto a noi. Ripetendo le parole del famoso acquariofilo H. de Jong: ”non è esagerato dire che un pesce rosso di 15 cm di lunghezza necessita di circa 50-60 litri d’acqua. E quindi in una vasca di 150 litri possono stare al massimo 4 pesci rossi belli grandi.”

E tutto questo solo perché si voleva cominciare con dei pesci facili? Ma informiamoci prima su quali sono in alternativa i pesci di piccole dimensioni! Conviene!

Ovviamente molti potranno obiettare che il pesce rosso che non ha spazio non crescerà più di tanto (se riuscirà a sopravvivere). Comunque questo è a scapito dell’acquariofilo perché alla lunga non si potrà allestire un acquario tanto interessante in questo modo. Anche perché in uno spazio ristretto, sarà difficile coltivare una buona vegetazione o tenere altri pesci più piccoli insieme ai pesci rossi. E quando v sarete stufati, presi dal panico dove ci buttate? Nel laghetto del giardino pubblico? No! anche perché difficilmente ci adatteremo. Specialmente i miei colleghi delle varietà più delicate. E comunque prima o poi il laghetto verrà svuotato. E comunque in molti posti è illegale fare una cosa del genere.

Pesce Rosso

Non è per criminalizzare nessuno. E’ soltanto che vale la pena di rifletterci prima. C’è solo da guadagnarci!
Ripetiamolo: “I pesci rossi non sono i pesci più facili. Ci sono delle alternative!”

Carassius auratus - Foto di Corrado Bozzano (www.bozzilla.it)

Carassius auratus di forma "normale", a pesce - Foto di Corrado Bozzano (www.bozzilla.it)

Comunque ricordiamoci che solo le varietà più classiche di noi pesci rossi possono dare la garanzia di resistere bene alle temperature invernali. I Carassius dalle forme "spinte", con pance rotonde, pinne e/o code doppie/triple, occhi dalle varie conformazioni, hanno ormai poco a che fare con la forma e le caratteristiche dei pesci rossi "comuni" per cui gli acquariofili che li conoscono bene consigliano di non allevarli a meno di 23-24°C, come quindi la maggior parte dei pesci tropicali.

Sempre secondo H.de Jong, il pesce rosso comune, può resistere per un periodo limitato anche a temperature intorno a 5-8° C. (quindi non così basse come spesso si crede). Però andiamo sul fondo ed entriamo in una specie di letargo. In casa è meglio tenerci almeno a 18° se possibile. Quindi, contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, se molti pesci rossi miei colleghi si ammalano durante la stagione invernale, potrebbe essere proprio per il freddo.

Chiaramente fra il nord ed il sud d’Italia abbiamo delle grosse differenze in fatto di temperature. E quindi anche di ciò che si può tenere all’aperto. O in casa senza riscaldatore.

Vale la pena qui cogliere l’occasione per ricordare che nei nostri fiumi a volte si incontrano dei carassi. Però quasi sempre non si tratta della mia stessa specie, carassius auratus. Ma di un’altra specie di carassio molto più selvatica e resistente (e meno colorata), il Carassius carassius. < br />Inoltre sempre H.de Jong fa notare che il Carassius auratus non è una vera e propria specie ma una varietà del Carassius auratus gibelio, un pesce d’acqua dolce diffuso in Europa ed Asia. Da questa specie deriva il Carassius auratus auratus, cioè il vostro pesce rosso.

Le varietà più delicate tipo a palla ecc.. magari ci si ritrova a doverli tenere col riscaldatore a 20°C. o più altrimenti un colpo di freddo e si ammalano!

Ricordiamoci che tutto dipende anche da quanto i pesci sono acclimatati, non basiamoci solo su quello che c’è scritto sui libri. Dipende da come sono stati allevati quelli che avete comprato voi.
Infatti suggerisco di comprarli di estate (non i pesci rossi, ma l’alternativa di dimensioni più ridotte che avrete scelto). In questo modo avranno tutto il tempo di abituarsi all’abbassamento di temperatura invernale. Questo non solo per i pesci rossi (se proprio volete prendere noi) ma per qualunque tipo di pesce si pensi di far vivere senza riscaldatore (E comunque non è detto che basti nemmeno questo per acclimatarli. A volte ci vorranno anni e più generazioni). Qualunque cosa voi compriate in un acquario del negoziante che invece è riscaldato. Comunque se avete dei dubbi che possano sopportare temperature basse come quelle che ci sono in casa vostra di inverno, e dopo aver letto questo articolo volete fare delle prove, tenetevi pronti con un riscaldatore per qualunque evenienza. Pensando bene fin da subito a come sistemarlo nell’acquario nel caso che i pesci diano segni di malessere.

Comunque meno esperimenti strani si fanno e meglio è. Cioè informarsi prima se una specie ha qualche possibilità di vivere a basse temperature. Ma non fidatevi dell’unico parere di un negoziante che ne sa poco o niente di queste cose. Fate delle ricerche.

Allora l’acquariofilia potrà progredire come mai prima. Anche se con l’ausilio di semplici acquari del poveretto...



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Pagina creata il 28 giugno 2009

Ultimo aggiornamento il 10 agosto 2009

 

Ulteriori Considerazioni: La Luce

gestione pratica dell’acquario del poveretto

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Si può fare moltissimo anche senza le lampade a volte. E’ questione di fare prove e controprove. E’ chiaro che se la luce del sole raggiunge direttamente l’acquario, ci potranno essere problemi con le alghe. Ma per esperienza vi dico “non insormontabili”. Specialmente se non le odiamo le alghe! Un acquario senza piante dove si facciano crescere liberamente le alghe e con l’aeratore non è detto che non possa essere affascinante! Anzi, vi dirò che io mi ci trovo molto meglio che in acquari troppo "asettici" dove hai paura anche a toccarle le piante...

Pesce Rosso

Comunque se volete mettere le lampade e le piante, verificate innanzi tutto qual è la quantità minima di luce che serve per farle crescere. Sia in termini di ore sia di potenza, sia di quantità di lampade.

Non fate il discorso al contrario. Cioè siccome nei biotopi naturali l’illuminazione è di 12-16 ore a volte, allora anche voi dovete far durare così tanto la luce artificiale in acquario. Altrimenti si rimarrà sempre nel dubbio che magari bastava molto meno. Inoltre con poca luce, anche le alghe sarebbero cresciute molto meno.

Poi è ovvio che se ci sono degli animali in acquario che si mangiano tutte le alghe, non ne avrete comunque. Però non bisogna demonizzarle le alghe (chiedete a Biggia che lei lo sa cosa consigliarvi se il problema è questo). Tutto dipende da cosa si sta cercando di ottenere. E cosa si sta cercando di ottenere? Una situazione tranquilla, senza preoccupazioni eccessive. Anzi senza preoccupazioni e basta!

Effettivamente quando si decide di gestire l’acquario con la luce diretta del sole, e non con le luci artificiale, quindi posizionando l’acquario nei pressi di una finestra, la luce arriva di lato e non dall’alto. Se la luce arrivasse da una finestra posta più in alto dell’acquario, tutto bene. Ma se la luce arriva di fianco bisogna ammettere che si assiste allo strano fenomeno dell’inclinazione dei pesci verso la luce. Quando lo lessi la prima volta mi sembrò un’assurdità. Ma effettivamente i pesci tendono a nuotare storti se la luce proviene dalla finestra, cioè inclinati verso la luce. E questo è particolarmente evidente con pesci dalla forma del corpo appiattita. Cioè alti e stretti come per esempio gli scalari.

Comunque non vuol dire che così si faccia per forza vivere i pesci in un modo totalmente improbabile in natura. Infatti basta che sul fondo di un laghetto ci sia una grotta o qualcosa di simile. E la luce arriverà di lato. Cioè dall’entrata della grotta.


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Pagina creata il 28 giugno 2009

Ultimo aggiornamento il 10 agosto 2009

 

Ulteriori Considerazioni: Esempi

gestione pratica dell’acquario del poveretto

L'acquario dei pesci carota (Xiphophorus maculatus)

L'acquario dei pesci carota - Foto Archivio AC

Ecco qui un acquario del poveretto degli anni 80 e primi 90. L’ho chiamato acquario dei pesci carota.

Pesce Rosso

Permettetemi di spendere qualche parola riguardo a questo acquario. E' stato allestito da un mio amico acquariofilo, che molto pazientemente ha ascoltato tutte le mie considerazioni su quello che andava bene e su quello che non andava bene dell'acquariofilia come viene comunemente intesa. Non gli sono sembrate idee troppo strampalate, anzi le ha considerate una vera e propria rivelazione. E ha cercato quindi di metterle in pratica

Si tratta di un acquario di 80 cm x 40 x 45 se non ricordo male. Comunque più o meno. Quindi non poi così piccolo.
Innanzi tutto c’è da dire che in questo acquario effettivamente non c’era né il filtro né l’aeratore (tranne brevi periodi nei quali c’è stato un filtro esterno a barilotto)

Però questo non significa che con una leggera aerazione le cose non sarebbero potute andare ancora meglio! In effetti negli acquari più grandi con molte piante, la mancanza di un aeratore o di un filtro si fa sentire meno che negli acquari più piccoli. Però anche qui alla mattina probabilmente c’era scarsità di ossigeno per i motivi già spiegati in precedenza.

Si è parlato molto sul fatto che l’aeratore favorisca la crescita delle alghe. Questo però dipende tutto da come si impostano le cose fin dall’inizio. E’ ovvio che se di punto in bianco si passa da una gestione senza aeratore ad una con l’aeratore, la cosa potrebbe anche risultare spaventosamente evidente.

Seconda cosa: le piante. Parliamo prima di tutte delle Cryptocoryne. per chi è ancora alle prime armi spieghiamo che si tratta delle piante che si vedono in primo piano in questa foto. Ne esistono molti tipi differenti.

Queste dovrebbero essere Cryptocoryne wendtii. Comunque ne esistono diverse sottovarietà che crescono in modo differente. Cioè più o meno alte e con colori leggermente differenti. Comunque la loro forma dipende molto dall’ambiente nel quale sono coltivate.

L’unica cosa sempre vera è che probabilmente voi acquisterete una pianta che ha determinate foglie (di solito piuttosto piccole e col gambo corto) ma poi nell’acquario le piante assumeranno una forma differente nel corso del tempo. In questo caso infatti dopo un periodo di adattamento, le vecchie foglie furono completamente soppiantate da foglie più alte e più scure. In questo acquario la cosa non costituì un problema perché l’acquario era abbastanza alto. Però bisogna stare attenti anche a questi dettagli che sono scontati per chi è un po’ più esperto ma non lo sono affatto per chi è alle prime armi. E quindi ci si potrebbe ritrovare con un acquario che risulta troppo basso per le piante che si sono acquistate.

In questo caso al momento dell’acquisto erano circa alte una decina di centimetri, forse meno, mentre le successive foglie diventarono all’incirca 15 - 20 cm compreso il gambo .

Solo per fare un esempio che poi potrà essere applicato dall’acquariofilo in senso più generale, diciamo che le Cryptocoryne sono piante indicate per l’acquario del poveretto per vari motivi :

  1. perché sono piante a lenta crescita
  2. perché non è necessario potarle in quanto non cresceranno eccessivamente in altezza. E anche perché non ramificano nella parte aerea (ramificano solo sotto terra)
  3. Perché appunto creano stoloni sotto terra (cioè ramificazioni) e quindi emettono nuove foglie che spuntano da sotto il terreno creando a poco a poco delle piccole foreste.
Pesce Rosso

Però qui è a mio avviso fondamentale spiegare quello che dovrebbe essere l’atteggiamento del poveretto nella gestione delle sue piante acquatiche. Come si vede nella foto grande, questa pianta ha costituito nel corso di qualche anno una piccola forestina partendo da un unico striminzito vasetto. Tuttavia non è che sia andato tutto rose e fiori come si potrebbe immaginare.
Infatti inizialmente sembrava che stesse morendo miseramente. Le foglie erano quasi completamente marcite. A questo punto molti acquariofili l'avrebbero sradicata e buttata via.
Invece il mio amico, ricordandosi dei miei consigli, lasciò la pianta dov’era e questa dopo qualche tempo cominciò a generare le nuove foglie che mano a mano si diffusero. Però fu un processo lentissimo; che richiese anni.

Inoltre mano a mano che cresceva, alcune foglie si riempivano di alghe come si può vedere dalla foto (questo anche perché l’acquario non era condotto proprio al meglio, c’erano degli errori grossolani). Però le foglie infestate non venivano strappate via. Se lo si fosse fatto, in breve non ci sarebbe rimasto assolutamente niente. E questo è quello che succede in molti acquari a conduzione moderna (anche se Biggia mi suggerisce che il raffronto non andrebbe fatto fra conduzione antica e moderna, ma fra conduzione con diffusore di Co2 o senza. Ma a me sembra più pittoresco così).

Abbiamo accennato ad errori grossolani. Qualcuno starà giustamente dicendo fra sé e sé: “Cosa? Ditemi cosa!!!!”
Questo è probabile perché la questione delle alghe è un po’ il punto chiave di tutto l’acquario d’acqua dolce. Infatti se le alghe prendono il totale sopravvento sulle piante, non sembrerebbe che lo si possa definire un successone.
Quindi è bene spiegare almeno quali sono i punti fondamentali che possono fare la differenza in molti casi.

Diciamo subito che in una gestione come quella dell’acquario del poveretto, la lotta alle alghe è tendenzialmente molto più difficile rispetto ad una conduzione con piante a rapida crescita del tipo che necessitano frequente potatura.
Però è anche più semplice perché si parte dal presupposto che se anche le alghe dovessero comparire (o meglio quando compariranno) non sarà poi questo grande problema. Sempre se la cosa non sarà eccessiva.

  • Un errore fatto dal mo amico era stato quello di avere un fondale di tipo calcareo insieme ad un acqua del rubinetto già dura. Si andava facilmente molto oltre i 20° Gh . E di conseguenza anche il ph si innalzava.
  • Un altro errore erano le lampade. Del vecchio tipo Gro lux fitostimolante (almeno una) molto usata. E con un numero di ore di luce giornaliere a volte superiore alle necessità probabilmente.

Infatti ricordiamoci che nell’acquario del poveretto si può anche non accendere le lampade per molte ore (specie se alla mattina arriva la luce del sole. Nel caso di questo acquario da est). E poi accenderle verso sera dalle 17 / 18 fino anche alle 23. Infatti è un po’ assurdo non poter guardare l’acquario di sera. Ed accendere le luci in questo modo secondo me non è un problema.
L’importante è non accenderle all’improvviso di sera tardi o di notte. Inoltre è consigliabile assolutamente utilizzare un timer che le accenda e le spenga automaticamente. Altrimenti spesso le si lascia accese tutta notte!

Al riguardo di questo fatto delle lampade è bene ribadire la differenza fra l’acquario del poveretto ed un normale acquario con piante a rapida crescita. Nell’acquario del poveretto la crescita delle piante è lenta. Tutti i fattori nutritivi per le piante sono ridotti al minimo (a parte il fondale che con l’andare del tempo si arricchisce parecchio di concime naturale). Questo può andare bene per certi tipi di piante ma non per tutte. E non senza adattamento. Comunque in questo modo si limita anche la crescita delle alghe.

In un acquario normale invece tutti i fattori nutritivi sono pompati al massimo. Luce, Co2 (con diffusore a bombola), luci potenti, concimazione liquida dell’acqua e solida nel terreno. Durezza molto bassa, ph intorno a 6,5 o meno. E soprattutto presenza di piante a rapida crescita che possano usufruire di tutte queste cose! In questo modo le alghe hanno difficoltà.

Però ho visto un acquario, di recente, fatto in questo modo nel quale la cosa funzionava solo sulle piante a rapida crescita che ovviamente venivano potate di frequente (e anche ripiantate probabilmente. Perché non si può solo potare. Ad un certo punto in quel tipo di gestione devi anche sradicare la piante a crescita rapida, potarla e ripiantare solo il fusto più nuovo) mentre sulle piante a crescita lenta le alghe c’erano e come!

Comunque a parte questo dettaglio, quello che volevo dire è che nella gestione del poveretto invece non puoi pompare al massimo uno solo di questi fattori, per esempio la luce. Oppure decidere all’improvviso di immettere un concime liquido. Questo perché sene approfitterebbero solo ed unicamente le alghe. Anche se per il resto la qualità dell’acqua è ottima. Per esempio in questo caso (non è l’acquario visto in precedenza) la luce era eccessiva in termini di potenza e probabilmente di ore:

Alghe in acquario - Foto Archivio AC
Alghe in acquario - Foto Archivio AC

Questo non deve succedere.

Biggia mi ha chiesto se non si poteva semplicemente arrotolare le alghe su di un bastoncino di legno e toglierle.
“Certo Biggia! Ma così sarebbe stato troppo facile. Io ed il mio amico acquariofilo volevamo sapere cosa c’era che non andava!”.
La luce era fornita da un’allora modernissimo tubo fluorescente Trocal dennerle (che causava questa luce gialla che a me piace molto). Però siccome c’erano solo piante a lenta crescita…
Se poi concimiamo...

Anche avere il diffusore di Co2 può non risolvere niente se tutti gli altri fattori non sono del tipo spiegato per l’acquario a rapida crescita.

Comunque nell’acquario del poveretto credo che sia proprio il fattore luce quello sul quale bisogna puntare maggiormente l’attenzione. Cercando di averne il meno possibile (almeno all’inizio. Per capire se si riesce a tenere sotto controllo le alghe e nel contempo a far crescere le piante seppur molto lentamente.)
Questo sia in termini di potenza che di durata dell’illuminazione giornaliera.

Pesce Rosso

Secondo me gioca un ruolo importantissimo anche la provenienza della luce del sole. Se la stanza è esposta a nord. Cioè la luce arriva da nord. Credo che le alghe crescano molto meno che se la luce arriva da sud. Ma bisogna fare altre prove.

Però state attenti ai prodotti contro le alghe. Nell’acquario appena visto fu in seguito usato uno di questi prodotti col risultato che tutte le forme vegetali, quindi anche le piante, subirono una bella mazzata. Senza per altro risolvere il problema delle alghe. Non si può basare la lotta alle alghe su prodotti chimici. E’ una cosa di livello infimo.
Oggigiorno è tutto più facile perché si dispone di animali che tendono a mangiarsi le alghe. Per esempio i gamberi d’acqua dolce o le lumache usate da Biggia. (le neritine che a sentire lei sono perfette. Io non lo so perché non ci ho mai vissuto assieme). Una volta non si disponeva di queste cose.

Tornando al primo acquario visto. Un altro errore era quello di non effettuare i cambi dell’acqua con scadenza regolare. E di fare a volte esperimenti strani con concimi vari (cosa assolutamente inutile in un acquario del genere)
Nonostante tutto questo, il risultato fu comunque abbastanza soddisfacente.
I pesci, come si vede dalla foto, ovviamente erano pesci che potevano vivere bene in acqua dura (ammetto che talvolta il mio amico ha inserito pesci d’acqua tenera che non c'entravano niente). E che si riproducono facilmente (guppy, platy neri e rossi, poecilia velifere).

Un’ultima doverosa considerazione va fatta per il fondale: osservate questo dettaglio dell’acquario dei pesci carota:

Cryptocoryne in acquario - Foto Archivio AC

Che io mi ricordi, in questo acquario che è andato avanti per anni, il fondale non è stato mai sifonato. Eppure come potete vedere era piuttosto pulito.
L’acquario non era di recente allestimento al momento della foto (si noti in alto a sinistra la foglia sporca di fanghi)
Sul fondale si vedono mandrie di lumache melanoides.

Io attribuisco la scomparsa dei fanghi (che in questi articoli abbiamo chiamato ”fuffa”), proprio all’azione di queste lumache (tanto disprezzate da molti acquariofili).
Per azione intendo dire che secondo me proprio si mangiano i fanghi. E li fanno sparire completamente . Ma questo è possibile solo se gli escrementi prodotti dai pesci ed il mangime somministrato restano in quantità ridotte. E se la temperatura dell’acquario non scende mai al di sotto di una certa soglia. In questo acquario d’inverno andava il riscaldatore che manteneva la temperatura intorno ai 24° C.

Se la temperatura va sotto i 17° e nel contempo c’è poco nutrimento per le lumache, inteso come cibo vero e proprio che sfugge alla bocca dei pesci e va a depositarsi sul fondale, allora queste lumache rischiano l’estinzione.
Se queste lumache vengono nutrite bene durante l’estate, anche in acquari d’acqua fredda, possono sopravvivere all’inverno. Ma al di sotto dei 17°C. secondo le mie osservazioni vanno in letargo nel fondale. Però alcune (o molte) possono non farcela a passare l’inverno.

Comunque se oltre ai fanghi , hanno anche del buon cibo (mangime per pesci di fondo, pezzetti di zucchine cotte al vapore, residui del mangime dei pesci. Ma sempre senza esagerare con le quantità. Attenzione all’inverno perché se cominciano ad andare in letargo non mangiano più ed il mangime somministrato resta sul fondale), piano piano ripuliranno il fondale.
In quest’acquario il mio amico non si preoccupava di nutrirle. Se la cavavano con i residui del mangime dei pesci. Però il tipo di pesci che aveva (tutti i poecillidi, Guppy ecc.) producevano un buon volume, anche se non eccessivo, di escrementi solidi.
Rispetto alle physa (le lumachine di forma rotonde) le melanoides le possiamo considerare divoratrici di fanghi. Mentre lumache come physa e ampullarie sono produttrici di fanghi.

Riguardo a questi fanghi che si formano in acquario va però finalmente detto che non sono il prodotto del semplice accumulo delle feci dei pesci. Infatti si formano anche in acquari che non hanno pesci.
Sono infatti principalmente il prodotto dell’azione depurativa dell’acqua da parte dei batteri. I quali conglomerano le sostanze inquinanti disciolte nell’acqua in fiocchi di fango che contengono oltre ai batteri anche altre forme di vita unicellulari come protozoi.
Ovviamente una simile prodigiosa scomparsa dei fanghi non è sempre possibile. Dipende come si è detto da molti fattori e soprattutto da quanto i pesci che abbiamo, sporcano. Però ci si può provare. E quest’acquario ne è stata la dimostrazione per molto tempo.

Poi se in qualche angolo rimangono un po’ di fanghi, non succede niente.
D’altra parte la produzione di fanghi, o la sovrapposizione alghe più fanghi è un processo del tutto naturale.

Pesce Rosso

Ok! Ci sarebbe ancora molto da dire su questo argomento, ho avuto molto tempo per pensare ed approfondire... voi però non prendete tutto quello che vi ho detto per oro colato, ma fate ulteriori ricerche e approfondimenti per conto vostro: le mie non sono "verità", sono solo cose interessanti sulle quali iniziare a ragionare. Visto che in questo paese c'è liberta di parola anche per i non laureati, e per i semplici pesci come me.


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Pagina creata il 27 giugno 2009

Ultimo aggiornamento il 26 agosto 2009

 

Ulteriori Considerazioni: L'Acqua

gestione pratica dell’acquario del poveretto

5

Per quanto riguarda l’acqua abbiamo detto che varrebbe la pena provare a vedere cosa si può effettivamente fare con la propria semplice acqua del rubinetto. Ovviamente alcuni come Biggia possono contare sul fatto che l’acqua della loro zona è particolarmente tenera.

Questo però non è affatto il caso della maggioranza degli italiani (e probabilmente anche della maggioranza degli europei). Comunque verso Roma, che io sappia, l’acqua è già più tenera (intorno agli 8°Gh). A maggior ragione vale la pena di sfruttarla. Chiaramente come si è detto vi informerete su che pesci e che piante possano andar bene con la vostra acqua prima di cominciare a fare qualunque cosa.

Riguardo all’acqua però c’è da spendere ancora qualche parola. Infatti quanto detto fin qui lascia sottintendere che non ci sia da preoccuparsi troppo.
A volte però succede che in effetti l’acqua del rubinetto sia piuttosto aggressiva nei confronti della pelle e delle branchie dei pesci. Ed anche verso le piante. Specialmente a causa del cloro che viene immesso nella rete idrica.

Pesce Rosso

Per esempio una volta un mio amico acquariofilo aveva installato un cambio continuo dell’acqua in un acquario di circa 300 litri. L’acqua veniva immessa goccia a goccia ma senza essere prima filtrata né trattata in alcun modo. In poco tempo le piante (muschio di Giava ed anubias) vennero completamente rovinate. Risultarono come bruciate.

Un’altra volta allestì un acquario per i Barbus tetrazona. Sebbene avesse preso la precauzione di riempire il nuovo acquario con buona parte dell’acqua proveniente da un altro acquario già stagionato (se non ricordo male circa il 50%), l’acqua risultò lo stesso troppo aggressiva nei confronti delle branchie dei Barbus (il 50% ovviamente era acqua nuova del rubinetto) ed alcuni pesci ne risultarono gravemente menomati a vita. E questo anche se aveva aspettato qualche altro giorno prima di trasferirli nel nuovo acquario. Forse tutto questo non sarebbe successo se i pesci in questione fossero stati i più resistenti Guppy. E non si sarebbe reso conto di niente (pur arrecandogli un danno). Quindi alla luce di queste esperienze in effetti, se non si vuole utilizzare dei biocondizionatori (venduti comunque nei negozi per acquari) per rendere migliore l’acqua, è comunque meglio starci attenti. Visto anche che la qualità dell’acqua del rubinetto può variare all’improvviso da un giorno all’altro.

A questo proposito quindi potrà tornare utile per il poveretto dare anche queste ulteriori dritte.

  • L’acqua prelevata dal rubinetto può benissimo essere lasciata riposare per qualche giorno prima di essere introdotta in acquario. (in un contenitore che offra sufficienti garanzie di non tosicità). Così tra l’altro si sarà sicuri di introdurre acqua alla stessa temperatura di quella dell’acquario nel caso che non si abbia il riscaldatore. O che si sia d’estate.

Il carbone attivo

Vorrei precisare che per rendere di migliore qualità l’acqua eventualmente inquinata non esiste solo l’opzione di mischiarla con acqua di osmosi. All’interno del contenitore nel quale farete riposare l’acqua, è possibile introdurre del carbone attivo. Per esempio sfruttando una semplice calzina venduta appositamente a tale scopo nei negozi specializzati. Cioè per contenere il carbone attivo. Molti fanno notare che il carbone attivo non assorbe i nitrati ed i nitriti né l’ammoniaca. Tuttavia assorbe un sacco di altre sostanze tossiche più complesse. Di certo migliora di parecchio la qualità dell’acqua! In effetti si può anche introdurre nell’acquario del poveretto una calzina del genere per migliorare le condizioni dell’acqua qualora ci si renda conto che qualcosa non va ed alcuni pesci particolarmente delicati soffrano per una scarsa qualità dell’acqua.

A questo proposito vorrei far notare ai detrattori dell’uso del carbone attivo, che sarà pur vero che il carbone non rimuove i nitrati. Però, almeno stando alle istruzioni, rimuove sostanze ureiche che se lasciate nell’acquario vengono successivamente trasformate in nitrato. E quindi…
E comunque rimuove anche altre sostanze inquinanti. Sulle istruzioni di una marca della quale non faccio il nome per ovvi motivi, si legge che rimuove: cloro, sostanze ureiche, agenti ossidanti e prodotti metabolici. Oltre a rendere l’acqua limpidissima.

Ovviamente sono d’accordo che non si può basare il buon funzionamento di un acquario sul semplice carbone attivo. Però è un mezzo brutalmente potente. Una volta sempre il mio amico acquariofilo ha curato un pesce affetto da una specie di degenerazione della pelle che sembrava addirittura una fungosi (un piccolo caracide) semplicemente migliorando la qualità dell’acqua tramite l’uso del carbone attivo.
(Un grosso filtro a carboni attivi potrebbe migliorare enormemente la qualità dell’acqua di qualsiasi acquario. Molto di più di tante altre cose come per esempio un filtro biodenitratore. Ovviamente rimuove anche le sostanze che possono a volte essere utili. Per esempio le sostanze umiche rilasciate dalla torba molto usata per esempio negli acquari per Discus. Su questo devo ammettere che non sono un esperto e quindi non lo so. Però per quanto mi riguarda si potrebbe anche tentare di filtrare prima l’acqua col carbone attivo e poi farla filtrare in un filtro caricato solo con una grossa quantità di torba. Però questo esula dall’argomento dell’acquario del poveretto.)

Se nell’acquario del poveretto non c’è il filtro, potrà perlomeno tornare utile conoscere questi stratagemmi, anche se dal sapore un po’ antico. I miei cinquant'anni di vita mi avranno insegnato ben qualcosa di utile, no? Per esempio se dopo una riproduzione all’interno dell’acquario il numero dei pesci è cresciuto inaspettatamente e ci accorgiamo che la cosa crea seri problemi alla qualità dell’acqua.

Ovviamente non si potrà usare il carbone attivo in concomitanza con medicinali. Di solito lo si usa dopo aver finito la terapia con qualche medicinale; proprio perché adsorbe i residui del medicinale usato.

Alcuni sostengono che dopo al massimo 7 giorni è il caso di rimuovere il carbone attivo dall’acquario perché dopo aver esaurito le sue capacità adsorbenti, comincerebbe a rilasciare ciò che ha precedentemente eliminato dall’acqua. Questo non sembra molto plausibile, primo perché il tempo che il carbone attivo impiega per esaurire le sue capacità adsorbenti, varia a secondo di molti fattori. Per esempio il carico di inquinamento dell’acquario, la quantità di carbone attivo impiegato, il tipo di carbone attivo.
Secondo perché il carbone attivo anche per uso industriale (per esempio grandi filtri per l’aria) può essere rigenerato facendo uscire tutte le sostanze che ha precedentemente adsorbito. Però ciò richiede degli speciali trattamenti fisico-chimici, non è una cosa che si può fare a livello casalingo

Per approfondire l'argomento:
I carboni attivi: una visione razionale del loro utilizzo articolo del Prof. Giovanni Camera Roda, Università di Bologna
I carboni, questi "conosciuti"? articolo di Walter Peris

Comunque al riguardo il discorso potrebbe essere più complesso e forse non è questa la sede per poterlo approfondire. Certo è che potremmo prendere come riferimento la limpidezza dell’acqua (Cioè la chiarezza! Infatti un’acqua può essere limpidissima e nello stesso tempo però avere un colore ambrato) per capire se il carbone attivo ha esaurito le sue capacità e va sostituito.

Però bisogna sottolineare che lunghi tempi di utilizzo del carbone attivo potrebbero privare le piante di alcune sostanze nutritive fondamentali ed anche rendere l’acqua talmente priva di sostanze organiche da determinare una maggior delicatezza della pelle dei pesci. Quindi ogni acquariofilo dovrà fare le sue prove tenendo conto di tutti questi fattori.

In questo sito italiano ci sono ulteriori informazioni.
Una cosa che però non mi convince molto qui è che dice che utilizzando il carbone attivo si migliora anche il funzionamento del filtro biologico. Dico questo perché per quel che ne so, i batteri del filtro hanno bisogno anche di carbonio per sopravvivere (oltre che azoto: Ammonio/ammoniaca, nitriti). E di solito questo carbonio viene fornito dalla materia organica (legni in decomposizione, feci ecc..). E come si sa il carbonio attivo elimina soprattutto le sostanze organiche.

Secondo la mia esperienza, dopo l’uso col carbone attivo, si può avere un’esplosione di alghe!!
Qualcuno dirà: "ma come? Non avevi detto che si migliorava così tanto la qualità dell’acqua?".
Si! Questo, a mio parere (ma per ora è solo una mia teoria), succede perché si è migliorato troppo la qualità dell’acqua!

Mi spiego meglio:

  1. come detto sopra, se i batteri non hanno più carbonio a loro disposizione non funzionano più tanto bene e non possono nemmeno degradare le sostanze come Ammoniaca e nitriti in sostanze meno tossiche come il nitrato. Quindi si altera l’equilibrio dell’acquario. Infatti anche se nell’acquario del poveretto non c’è il filtro, i batteri sono lo stesso presenti (anche se in numero minore) e svolgono il loro lavoro biologico. Per questo è bene che nell’acquario del poveretto ci siano un certo numero di arredi (rocce, legni ecc..). Per fornire un minimo di superficie ai batteri.
    Per avere questa dimostrazione della presenza dei batteri e del loro lavoro è sufficiente tener presente che se si usano in acquario dei prodotti medicinali, spesso si uccidono anche i batteri utili. Ed infatti l’acqua può diventare torbida per un po’ di giorni. Questo perché l’equilibrio biologico è stato interrotto. Per questo è bene utilizzare i medicinali in vasche a parte per la quarantena. Non nell’acquario principale. E questo specialmente nell’acquario del poveretto sprovvisto di filtro.
    E se tutti i pesci dell’acquario si ammalano?
    Di solito però questo succede se avete introdotto in acquario dei pesci nuovi senza prima averli messi in quarantena in una vaschetta speciale (perfettamente attrezzata allo scopo) per il giusto tempo d’osservazione (non un solo giorno).
  2. Dopo l’uso col carbone attivo, si può avere un’esplosione di alghe: forse anche perché le piante emettono delle sostanze che inibiscono la crescita delle alghe e le alghe viceversa emettono sostanze che tendono ad inibire la crescita delle piante. Se in un acquario che ha raggiunto un suo equilibrio, si fa in modo all’improvviso (con l’uso del carbone attivo) che tutte queste sostanze vengono eliminate dall’acqua, tutti i vegetali hanno campo libero.

Però prendetele solo come delle ipotesi sulle quali ragionare.

In conclusione si può dire che se si può fare a meno del carbone attivo è meglio! A meno di non avere sistemi di filtraggio complicati che tengano conto di tutte queste cose.


Un’altra cosa che va considerata a priori è che se si hanno in acquario piccoli animaletti tipo per esempio planarie (per la mia esperienza questi vermettini sono molto pericolosi per le grosse lumache del tipo pomacea. Cioè le ampullarie. Le uccidono! Le altre lumache invece le lasciano stare) o lumachine alle quali si tiene, come per esempio giovani ampullarie e non si desidera farle fuori, allora il metodo della calzina col carbone attivo non va molto bene. Questo perché prima o poi la calzina dovrà essere tolta dall’acquario per essere pulita. Ed inevitabilmente molti vermettini resteranno impigliati e finiranno nello scarico del lavandino. Peggio ancora se farete bollire il carbone attivo con tutta la calzina. In quest’ultimo caso ve ne ritroverete alcuni bolliti sul fondo del pentolino. Non è uno spettacolo poi così edificante… specialmente se avevate deciso già da tempo di fare la grazia ai vermettini (di solito planarie) e lasciarli vivere. Magari comprando pesci che non li mangiano, tipo Tanichthys o Otocinclus.

Pesce Rosso

Infine c’è la questione di quanto tempo sia il caso di lasciar decantare l’acqua prima di usarla per il cambio parziale.
L’acqua, soprattutto in un acquario piccolo e senza filtro, andrebbe cambiata almeno due volte al mese. Se per i pesci che abbiamo scelto, l’acqua di rubinetto va bene, è comunque meglio lasciarla decantare. Alcuni consigliano indicativamente una decina di ore.
Però questo è un argomento molto interessante perché è certo che lasciandola decantare per più tempo, non solo si dà la possibilità al cloro di evaporare. Ma si abbassa anche notevolmente la durezza Kh di acque particolarmente dure (tipo quella che abbiamo in molte località italiane). Però sembra il caso di non svuotare tutta l’acqua dal contenitore nell’acquario ma di buttare via il fondo pieno di deposito. Per esempio, una volta, lasciando riposare circa una settimana l’acqua in un annaffiatoio, sono passato da Kh 15 a Kh 8 . E’ improbabile che si scenda al di sotto di Kh 8. Per questo chi ha acque tenere come Biggia non potrà notare facilmente questi fenomeni.

Comunque ci sarebbe da chiedersi se a questo punto l’acqua non si sia già deteriorata per altre questioni. E quindi non sia il caso di lasciarla decantare al massimo due o tre giorni. La cosa secondo me merita ulteriori indagini…

  1. Quando si tira giù l’acqua dal rubinetto, il miglior sistema è quello a doccia. Questo perché così l’acqua si mischia energicamente con l’aria ed il cloro eventualmente presente viene parzialmente neutralizzato. Lo stesso si può supporre che avvenga se in acquario abbiamo un aeratore.
  2. Ovviamente la cosa migliore sarebbe di cambiare poca acqua tutti i giorni (circa il 10-20% in acquari piccoli e 5-10% in acquari un po’ più grossi). Se lo si fa, in molti casi, si dovrebbe notare veramente un miglioramento della crescita delle piante e della salute dei pesci. Però questo non sempre è possibile o comodo per tutti. Quindi come indicazione diciamo che in un piccolo acquario ben stagionato (50 cm x 25cm x 30cm) almeno il 50 % una volta alla settimana. Se si va a 20 giorni si sta già rimandando un po’ troppo oltre. E lo si vedrà chiaramente nel malessere delle piante e dei pesci.
  3. Stare attenti a non alzare il fondale quando si aggiunge la nuova acqua. Infatti nell’acquario del poveretto ci sono sempre molti fanghi che è bene lasciare quieti dove sono. E comunque non è il caso di smuoverli troppo proprio quando si deve cambiare l’acqua.
  4. Da qualche anno per togliere l’acqua dall’acquario in occasione dei cambi parziali, ho visto il mio amico acquariofilo utilizzare il seguente sistema che mi sembra risulti particolarmente comodo: attraverso un tubicino del tipo che si utilizza per l’aeratore di lunghezza circa 2-3m, anziché un normale tubo di diametro più grande. Utilizzando una porosa a grana media come filtro. Cioè introducendo nell’acquario il tubicino con la porosa (il tubicino già riempito d’acqua, di modo da non dover aspirare). Si fa defluire l’acqua dall’acquario in una grossa tanica posta sul pavimento. In questo modo potrete allontanarvi dall’acquario senza dovervi preoccupare che qualche piccolo pesce o qualche altro piccolo esserino dell’acquario venga aspirato.
  5. Bisogna specificare che utilizza una tanica da 25 litri che in effetti è una capienza superiore a quella dell’acquarietto in questione. Quindi l’acqua non potrebbe straripare dalla tanica nemmeno nel disgraziato caso che inavvertitamente lo si svuotasse tutto.
  6. Per evitare quest’ultima nefasta ipotesi è ovvio che bisogna fissare il tubicino con mollette o pesi o altri sistemi sicuri ad un’altezza prefissata, di modo che l’acquario si svuoti solo fino al livello voluto e non oltre. Inoltre fissate il tubicino anche alla tanica perché se ve ne andate a fare un'altra cosa a volte il tubicino mal inserito nella tanica finisce per terra ed allora allaghereste la casa. Per questo si possono usare dei tubicini di 2-3 metri anche se ne basterebbe di meno. In questo modo si introduce nella tanica almeno 1 m di tubicino ed il tutto risulta più sicuro.
  7. Dopo un po’ di volte, le porose ovviamente tenderanno a intasarsi. Per stasarle si può farle funzionare per un po’ per il loro uso naturale con l’aeratore. E poi alla fine saranno da cambiare. Comunque a parte questo dettaglio non proprio brillante, il metodo è piuttosto comodo. Per velocizzare un po’ il tutto si possono usare due tubicini con le loro rispettive due porose in contemporanea. Però mi sembra vada meglio la grana media perché comunque la grana grossa tende ad aspirare i piccoli esserini dell’acquario (lumachine e vermetti) Che nell’acquario del poveretto possono essere più numerosi del solito proprio perché non essendoci il filtro non ci finiscono dentro. Poi dipende da che pesci avete. Cioè se se li mangiano oppure no.
  8. In alcuni casi si può benissimo immettere l’acqua in acquario tirandola giù direttamente dal rubinetto. Cioè senza lasciarla decantare. Per esempio se dovete semplicemente rabboccare.
  9. E’ anche chiaro che se in un grande acquario ben avviato e stagionato cambiate solo una piccola quantità d’acqua 3-5 % una volta ogni 2-3 giorni, utilizzando acqua appena tirata giù dal rubinetto, non è molto probabile che questo possa provocare chissà quali danni ai pesci ed alle piante. Però questa è una valutazione che deve fare l’acquariofilo stesso. E’ solo responsabilità sua valutare se sia il caso oppure no (purtroppo noi pesci siamo muti). E questo dipende da molti fattori, i più importante è il grado di inquinamento (da varie sostanze) dell'acqua. Se contiene molto cloro. E quanto i suoi pesci sono sensibili.
  10. State sempre però molto attenti a non far prendere sbalzi di temperatura ai vostri pesci. Meglio non abbassare mai di colpo la temperatura di più di un grado centigrado.

Pesce Rosso

Anche sul fatto di non sifonare il fondale. Effettivamente il mio amico acquariofilo non lo fa ed in effetti va tutto bene. Però ci devono essere delle condizioni particolari. Non è sempre detto che sia così semplice. Ovvio che non si possono tenere pesci che mangiano come maiali (ops! ma non è colpa mia se ho sempre tanta fame!) e di conseguenza producono tantissime feci solide tutti i giorni e poi pretendere che il fondale sia pulito.

Anche questa scelta potrebbe costringervi a molte ore di manutenzione. Quindi scegliete bene i pesci in base a tutti i fattori possibili. E al tipo di gestione che vi prefiggete.

Comunque non è impossibile riuscirci e di conseguenza trarne molti momenti di relax. Sia per voi acquariofili, che per noi pesci. Noi adoriamo la tranquillità, ci dà sicurezza :-)

Se l’acquario del poveretto è ben avviato, si tratta solo di pulire il vetro frontale ogni tanto e cambiare l’acqua almeno una volta ogni 15 giorni a seconda del tipo di pesci ed ovviamente della grandezza della vasca. A parte rari interventi eccezionali a piante e fondale, se proprio necessari.

Ricordiamoci che gli acquari piccoli necessitano di cambi dell’acqua più frequenti. A costo di sembrare piattoloso, vale la pena di ricordare che ovviamente la quantità di cibo deve essere proprio ben ponderata. Mai esagerare col mangime. (Lo so, mi dò la zappa sui piedi da solo, ma essere troppo cicciottelli oltretutto fa male a noi pesci, anche più che a voi umani) E questo vale a maggior ragione nell’acquario del poveretto sprovvisto di filtro. Quindi, solo quantità di mangime che possano essere consumate completamente nell’arco di 1 minuto. Se non ci sono motivi particolari, come per esempio la necessità di alimentare lumache che vivono sul fondo. Meglio poco più volte al giorno che troppo tutto in una volta. Inoltre quando si decide di somministrare cibi più impegnativi tipo artemie saline surgelate (che ovviamente inquinano l’acqua molto di più del cibo secco), è consigliabile farlo solo il giorno prima del cambio parziale dell’acqua.

Ma non fatevi troppe illusioni. Un acquario casalingo è sempre un impegno. Dovete valutare attentamente se potete permettervi di dedicargli del tempo per la manutenzione. Anche nel caso di un acquario che non abbia piante a rapida crescita e sia sprovvisto di filtro.

Comunque non è proprio un acquario per principianti l’acquario del poveretto!
Il problema è che di solito non si ha nessuno accanto che ti guidi. Non è che sia così difficile. E’ che molte cose non sono affatto scontate. Però ricercate la semplicità e sarete già nella direzione giusta !


Scrivimi

Pagina creata il 27 giugno 2009

Ultimo aggiornamento il 10 agosto 2009

 

Ulteriori Considerazioni: La Scelta Delle Piante

gestione pratica dell’acquario del poveretto

Acquari del Poveretto - Dettaglio sagittaria - Foto Archivio AC

Acquari del Poveretto - Inizialmente, della sagittaria, c’era solo il ciuffo più basso e più avanti. Ma poi si è propagata. - Foto Archivio AC

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Roba che resti bassa e cresca lentamente! Non c’è bisogno di comprare dieci specie di piante. Poi si ostacolano una con l’altra. Meglio un tipo solo di pianta che prolifica seppur lentamente (magari due o tre se l’acquario non è poi così piccolo), che dieci tipi di piante ingestibili. Che vi costringono a rifare l’arredamento ogni tre per due! Poi può darsi che a volte (ma non sempre) si ricoprano in parte di alghe. Però sta proprio li la maestria. Cioè nella giusta convivenza fra piante ed alghe. E poi diciamocelo: a volte è proprio il caso di accontentarsi.


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Pagina creata il 27 giugno 2009

Ultimo aggiornamento il 10 ottobre 2009

 
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