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Per Una Acquariofilia Consapevole
Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere
Ma Non Avete Mai Osato Chiedere...
In questa pagina potete trovare alcuni post che ho raccolto da it.hobby.acquari da
quando lo seguo, trattano di argomenti così disparati che non possono essere catalogati, li ho solo messi
in ordine alfabetico... :-)

CANNOLICCHI
- Il Cava
- ma nel cannolicchio intasato c'e' vita? :-))
- Geppy
- Dunque, dunque!
I pori dei tubetti di ceramica (pori in quanto ciechi mentre quelli delle zeoliti di cui si parlava sono canali
comunicanti tra loro e con l'esterno) si ostruiscono con la morte dei batteri che li hanno colonizzati, particelle
microscopiche di sedimento, ecc.
Poichè non vengono dilavati dal passaggio dell'acqua, restano praticamente intasati dalla sostanza organica
che si forma al loro interno (sostanza organica in quanto i batteri stessi sono sostanza organica).
A causa della carenza di ossigeno stessa che si forma, non avviene un rapido processo di degrado di questa sostanza
ma, addirittura, potrebbero formarsi sostanze indesiderate a causa dell'azione di batteri anaerobi facoltativi
(che non sono necessariamente quelli che trasformano i nitrati in azoto gassoso) e della praticamente nulla circolazione
dell'acqua.
E' altrettanto evidente che questi fenomeni riguardano superfici talmente piccole da risultare di fatto insignificanti.
La vera conseguenza è che la superfice disponibile per i batteri aerobi (quelli che servono per l'ossidazione)
dopo un po' di tempo risulta inferiore.
Questo non è un grosso problema se nel filtro è installata una giusta quantità di tubetti
di ceramica, ma lo diventa nel caso in cui il biologico sia stato caricato con materiali come il syporax; questi
materiali si usano in quantità decisamente minori rispetto ai supporti tradizionali in quanto fanno della
loro porosità il loro punto di forza.
La loro forza è, però, anche il loro limite ed è per questo che le aziende produttrici di
materiali ultraporosi (tra queste ricordo, oltre ai syporax, i materiali ultraporosi di Eheim, di Seachem, ecc.)
raccomandano di sostituirne spesso una parte.

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FILTRI DENITRATORI:
- Roberto Morelli
- Cosa potrebbe succedere se non somministrassi più nessun nutrimento?
Per quale motivo i batteri anaerobi hanno bisogno di un nutrimento?
Non gli bastano i nitrati presenti nel mio acquario (dolce, tropicale, di comunità) che superano concentrazioni
di 100 mg/l?
- Giovanni Camera Roda
- Ti riposto una vecchia risposta (leggermente corretta ed integrata) per spiegare a cosa serve il "cibo" per
i batteri denitrificatori.
- In effetti il "cibo" di cui hanno bisogno i batteri per svilupparsi e' un composto organico del carbonio
(cioe' legato in composti organici).
Attraverso l'azione dei batteri, tale composto organico (quale che sia) funge da "accettore di ossigeno",
cioe' viene degradato per effetto dell'ossigeno sottratto ai nitrati, che vengono percio' ridotti (a nitriti ed
ad azoto gassoso se la denitrificazione e' completa). Come composti organici nei processi di trattamento di acque
reflue vengono ad esempio spesso utilizzati metanolo, etanolo, acido acetico ecc. (tutti da evitare in acquario)
che vengono aggiunti oppure il "carbonio interno od endogeno", cioe' composti organici gia' presenti
nell'acqua da trattare.
I batteri (principalmente Pseudomonas) sono generalmente "anaerobici facoltativi", vale a dire che possono
operare sia in ambiente aerobico (in questo caso pero' non utilizzando l'ossigeno presente nei nitrati, ma solo
quello disciolto) che in ambiente anaerobico (quello che si cerca di mantenere nel filtro denitrificatore).
Dunque e' necessario carbonio organico perche' i batteri possano operare.
Come detto, tale carbonio e' in parte gia' presente in acquario sotto forma di diversi composti organici (il "carbonio
interno od endogeno"), ma in tale caso in genere si trova ad una concentrazione non ottimale o sotto forma
di molecole anche complesse ed abbastanza difficilmente attaccabili dai batteri. Per tale motivo si preferisce
alimentare un carbonio organico di piu' facile "digeribilita'" da parte dei batteri e con una concentrazione
opportuna. E' evidente che questo preferibilmente va' alimentato nel filtro denitrificatore ed infatti negli impianti
sofisticati l'alimentazione di questa corrente di alimento e' controllata da un misuratore di potenziale redox
posto nel filtro che aumenta o diminuisce la portata per mantenere un potenziale redox compreso tra -250 e -50
(indice di buon funzionamento del filtro denitrificatore).
Il carbonio organico piu' facilmente attaccabile dai batteri pare essere l'alcool metilico, ma questo composto
non viene quasi mai utilizzato in acquario in quanto puo' creare dei gravi problemi se non e' perfettamente dosato
ed arriva fino in vasca. Si preferisce percio' utilizzare, come fonte di carbonio organico, delle sostanze zuccherine.
Se non "nutri" i batteri l'efficienza del filtro si riduce molto in quanto il "carbonio interno" non
e' sufficiente a fare reagire una quantita' significativa di nitrati. I preparati appositi disponibili in commercio
probabilmente contengono varie sostanze zuccherine e forse altre sostanze (la composizione non e' riportata sulle
etichette) e, a detta dei produttori, funzionano meglio delle soluzioni artigianali (ma sara' vero?).
In effetti molti utilizzano al posto di questi prodotti specifici, quali Bio-Nip, Nitra fluid, Anafood ecc., direttamente
degli zuccheri come fruttosio, lattosio (so che in America usano molto anche il cibo per colibri' che e' appunto
una soluzione zuccherina) od anche zucchero da tavola disciolto in poca acqua (vedi ad esempio MioMao).
- Per quanto riguarda le reazioni di denitrificazione esse sono, adoperando alcool metilico,:
6 NO3 + 2 CH3OH --> 6 NO2 + 2 CO2 + 4 H2O
6 NO2 + 3 CH3OH --> 3 N2 + 3 CO2 + 3H2O +6 OH-
Per altre fonti di carbonio organico, le stechiometrie si modificano a seconda della diversa formula del composto
organico in considerazione portando sempre pero' alla formazione degli stessi prodotti.
Nota: e' bene che i nitriti che si formano dalla prima reazione si decompongano quasi tutti in nitrati attraverso
la seconda reazione, perche' altrimenti una volta in vasca (oltre a potere creare problemi se non vengono trasformati
velocemente) si ritrasformeranno in nitrati ad opera dei batteri aerobici. Questo lo si realizza facendo operare
opportunamente il denitrificatore, cioe' con un opportuno tempo di permanenza al suo interno ed un'opportuna attivita'
dei batteri favorita da una corretta alimentazione di "nutrienti".
Posso cioe' in pratica agire o sulla portata, diminuendola se ci sono troppi nitriti in uscita (riduzione non completa),
od aumentando, sempre senza esagerare, la portata di nutrienti. Questo almeno in un filtro gia' maturo, il che
vuol dire in genere dopo alcuni mesi di funzionamento (soprattutto in acqua marina i tempi di maturazione sono
lunghi).
Attenzione che se la portata e' troppo bassa e le condizioni sono "troppo" anaerobiche (gia' consumati
tutti i nitriti ed i nitrati) i batteri potrebbero utilizzare come fonte di ossigeno anche i solfati, che altrimenti
in condizioni normali di funzionamento non verrebbero utilizzati, formando il pericoloso e puzzolente idrogeno
solforato. Anche troppi nutrienti potrebbero portare ad un simile inconveniente.

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HO VISTO NEMO
- ZioMaury
- > E' una vera e propria tortura per i pesci marini.....ma ci pensate che vivevano
in barriera corallina e da un giorno all'altro si sono ritrovati in 1 metro per 70 cm?????? ma daiiiii
Boicottiamo l'acquisto di pesci marini tropicali
Sono parzialmente d'accordo con te, dato che l'acquario può essere una prigione e una tortura ma dipende
dalla specie che si ospita e dalle sue esigenze biologiche: se ad esempio un ocellaris potrebbe stare bene in un
20 litri, probabilmente un 1000 litri sarebbe troppo stretto per un leucosternon, mente se per un flavescens 30
litri potrebbero andare bene, per un Synchyropus forse non basterebbero 100 Litri.
Quindi il concetto è che si possono tenere solo quegli animali che stanno bene in un acquario.
E lo stesso concetto vale per l'acqua dolce. I Chanda non muoiono per la siringata di colore (in natura un pesce
sopporta ferite bene peggiori) MUORE PERCHE' E' UN PESCE D'ACQUA SALMASTRA, ma questo nessuno lo dice e si fanno
le crociate contro i mulini a vento o contro cose che sono secondarie per la vita di un animale: cosa volete che
sia una siringata, seppur da disapprovare e sicuramente da evitare, paragonata ad una vita, in genere molto breve,
in condizioni ambientali totalmente diverse da quelle naturali?
E lo stesso discorso vale per i Poecilia velifera, anch'essi salmastri, o per i discus o i Ram, mangioni polentoni
spesso costretti nutrirsi di fiocchi tra un turbinio di pesciolini velocissimi e voraci come cardinali o brachidanio,
solo per il nostro piacere. E poi tutti hanno problemi con Discus e Ram e
chiedono aiuto quando si ammalano; mi meraviglio che sopravvivano in certi acquari. Per fortuna alcuni pesci impiegano
solo pochi giorni a morire quando l'ambiente è sfavorevole, un discus ci impiega anche 6 mesi prosciugandosi
un po' alla volta: E' QUESTO IL VERO SCANDALO, NON UN PESCIOLINO SIRINGATO e che se fosse rimesso in un'acqua ideale
supererebbe sicuramente il trauma, seppur forte; i pesci fortunatamente hanno grandi capacità di recupero,
purtroppo noi riusciamo ad inibire tali capacità!!!!!!!!!!
Riflettiamo

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MINIACQUARI
- crazy water
- > in casa ho trovato un contenitore cilindrico in vetro che conterrà si e
no 5 litri.......
Sarà che io ho il pallino per la microfauna... ma il natale scorso regalai un paio di micro acquari siffatti:
- vaso di vetro cilindrico IKEA (sarà stato simile al tuo)
- 3 cm di ghiaietto policromo, fertilizzato
- un paio di elodea densa (o altre potature ricavate dall'acquario)
- tanti cyclops che saltellavano (il vaso, essendo cilindrico, formava un provvidenziale effetto lente)

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PISELLI & AGLIO: UNA PANACEA PER TUTTI I PESCI
- il Cava (13 ott 2004)
- > Non hanno alcun segno di malattia solo ventre leggermente incavato.
Hai notato qualcosa di particolare circa le feci? Non sono filamentose o biancastre o semitrasparenti?
La prima cosa cui pensare e' la presenza di parassiti intestinali, vermi o protozoi (flagellati) che siano. Mi
pare d'aver capito che i pesci si alimentano, quindi potresti fargli fare una cura col pastone di aglio e vedere
come va. Puoi fare una ricerca tra i vecchi post per la ricetta esatta, in buona sostanza si tratta di fargli mangiare
dell'aglio fresco sminuzzato.
Le cure farmacologiche possono avere conseguenze pesanti sugli organi interni e quindi andrebbero usate solo in
casi gravi e quando i pesci non mangiano piu'.
- il Cava
- Ho conservato la ricetta che mi diede Biribix alias Lucia, copio e incollo:
"...Prendi una decina di piselli, servono a pulire l'intestino, dato che non vengono digeriti dai pesci ,
passano intatti per tutto l'intestino ed escono insieme ad eventuali occlusioni, ripulendo tutto il "dentro".
Ecco la ricetta : Riduci in polvere il mangime dei pesci, fai una pappetta di uno spicchio di aglio e impasta tutto
in modo da poter formare dei gnocchi di grandezza variabile, a seconda della bocca dei tuoi pesci.....
Già in un paio di giorni ho visto miglioramenti. So di persone che fanno il pastone aglio/piselli una volta
al mese anche senza problemi, e proprio per non avere problemi! Lo farò anche io...".
Tentar non nuoce

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RAMI DI VITE
- Marcozig
- stamattina ho trovato dei rami di vite... vi assicuro che sono bellissimi (secondo me), perche
tutti contorti e molto coreografici, oltretutto ottimi per poterci ancorare piante epifite, ma questo legno di
vite lo posso tenere a mollo oppure si rovina in acquario e rilascia qualche sostanza velenosa?
- Felix
- Ciao, io personalmente li uso ormai da due anni in un acquario da 200 l e in uno da 60 sono ottimi per farci
attecchire Vescicularia dubyana Fontinalis antipyretica e Microsorum windelow (non ricordo come si scrive).
Nel 200 l sono bellissime ed arrivano oltre la superficie; la Fontinalis (anche questa la trovi in natura) si è talmente
sviluppata che cresce molto bene anche fuori dall'acqua.
Per quanto riguarda la sicurezza in acquario fai attenzione; anche se non spesso come si potrebbe credere le viti
vengono trattate con prodotti a base di rame che è estremamente nocivo per i pesci.
Io prima di usarle, viste le dimensioni, le ho lasciate in ammollo in vasca per 2 mesi, i primi 7 giorni con 5
kg di sale da cucina grosso (senza iodio), i restanti con acqua normale cambiandola ogni 2-3 giorni. Fai attenzione
che questo trattamento macchia lo smalto della vasca, per ripulirla ci vuole molto, ma molto olio di gomito -:))
Altro problema è che devi asportare la corteggia più superficiale, quella che si stacca semplicemente
tirandola, altrimenti dopo un po te la trovi in giro per la vasca, infine se hai piante eliofile, preparati a cambi
d'acqua settimanali xchè tingono molto per almeno i primi 6 mesi.
Ultimissima cosa, GALLEGGIANO, devi ancorarle legandole con del filo da pesca a delle pietre.
Entrambe le vasche sono popolate da ramirezi (notoriamente delicati) che si riproducono normalmente.
Visto che ci sono colgo l'occasione per chiedere se c'è qualcuno residente in Umbria (zona Todi) che vuole
qualche esemplare visto che ho 4 vasche piene di ram di varia grandezza.

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TRAPOOLA PER AVANNOTTI
- marcopc
- 1) Ho preso una bottiglia in pvc di Gatorade (non lho scelta a caso e spiegherò il perché)
- 2) Ne ho bevuto allegramente il contenuto eheh
- 3) Con una robusta forbice lho tagliata a circa 12 cm dal tappo in modo da ottenere, con il collo un cono.
- 4) Ho tolto il tappino (quello che sale e scende) e con una mola (ma basta anche una lima o un forbicione) ho
tolto la parte in plastica che ne fa da supporto fino a liberare completamente il buco che ha il diametro di circa
8 mm.
- 5) Ho tagliato anche il fondo della bottiglia e lho sostituito, attraverso unopera di taglia e cuci
con il filo da pesca, con un disco di rete fine prelevato da una vecchia zanzariera; il tutto per consentire un
sufficiente ricambio dacqua quando la bottiglia sarà in vasca.
- 6) Ho infilato il cono precedentemente ottenuto con il collo della bottiglia nella bottiglia stessa con il tappo
modificato rivolto verso linterno.
- 7) Ho messo mezza pastiglia di mangime nella trappola così ottenuta e nel giro di unoretta ho catturato
più piccoli che in tre ora di battaglia.
- Conclusioni:
I piccoli, attirati dallodore del cibo entrano nella bottiglia attraverso il cono, ma non trovano più luscita
senza quasi accorgersene, visto che continuano imperterriti a mangiare lesca. Ho utilizzato la bottiglia
di Gatorade perché ha un foro piccolo che evita agli adulti dei conchigliofili di infilarsi pure loro nella
trappola. Si potrebbero usare anche le bottiglie in pvc del latte, praticando in vari tappi raccolti precedentemente
fori di dimensioni diverse a seconda delle dimensioni dei piccoli che si vogliono catturare.
- Spero di essermi spiegato in un modo comprensibile, anche se le foto sarebbero state più esaustive.

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TRASFERIMENTI
- Alessandro (Siena)
- racconto la mia esperienza (fatta ieri) per trasferire il mio acquario da Siena (provincia) a Firenze (città).
Distanza 100km circa...
- L'acquario ha una capacità di 90-100 litri, e ospita i seguenti pesci:
1 Discus
4 Ramirezi
4 Corydoras
16 Neon
4 Otocinclus
- Per il trasporto dei pesci ho utilizzato una di quelle vecchie "valigie frigo" (andavano di moda negli
anni 80 per i picnic) della capienza di una 30ina di litri.
Ho proceduto nel seguente modo:
1) ho tolto tutte le piante (echinodorus, cryptocorine, Hygrophila e altre)
2) ho tolto i sassi e il tronco col muschio di java
3) ho riempito con una 20ina di litri di acqua dell'acquario la valigia portapesci.
4) ho riempito 2 taniche con l'acqua buona per un totale di 35 litri+20 con i pesci
5) conservato in una busta con acqua dell'acquario tutti i cannolicchi e la lana filtrante
6) Catturato tutti i pesci (1 oretta di lavoro) nel mentre li catturavo ho tenuto calda l'acqua con il riscaldatore.
7) ho tolto tutta l'acqua dall'acquario... e siccome era ancora pesante, ho tolto anche il ghiaietto (15 kg).
8) Ho smontato il mobiletto.
- Al termine della fase di Smontaggio ho notato che.... tutti i pesci stavano benone, tranne il discus... che appena
inserito nella valigia ha dato di matto e ha picchiato diverse volte contro le pareti... poi avendo oscurato la
scatola s'era calmato ma era adagiato su un lato sul fondo.... sembrava moribondo...
- Ho caricato tutto in macchina... i pesci nel lato passeggero (senza cinture di sicurezza).
Per non far scendere troppo la temperatura ho messo l'aria calda a manetta...io ero a maniche corte...
Tratto Siena(provincia) - Firenze percorso in circa 1.5 ore...
arrivo a casa e comincio a rimontare il tutto...
1) Monto il mobiletto
2) Lavo l'acquario, e il ghiaietto (che per prenderlo s'era mischiato al terriccio fertile)
3) Decido che non ho bisogno del terriccio, quindi rimetto il ghiaietto un pò lavato dentro l'acquario e
rifaccio il fondo...
4) riempio per circa metà l'acquario con l'acqua vecchia e comincio a risistemare le piante(opportunamente
potate)
5) ho aggiunto circa 30 litri di acqua fiorentina(sembra molto dura e piena di cloro).
6) Ho miscelato, per una mezz'oretta le 2 acque(quella in acquario, e quella in valigia) per dare meno shock possibile
ai pesci.
7) Ho preso il discus e l'ho infilato per primo nell'acquario.
8) Per inserire gli altri pesci, ho praticamente svuotato la valigia dentro l'acquario (a cascatella insomma).
9) ho inserito il materiale filtrante, e riattivato pompa e riscaldatore.
- L'acqua era praticamente nera... quindi stanotte il filtro meccanico ha fatto gli straordinari... e infatti stamattina
l'acqua era abbastanza trasparente... i ramirezi stavano alla grande, han mangiato si stanno ricreando i loro territori,
cory e neon non si son neanche accorti del viaggio.
L'unico ancora un pò incazzato è il discus...ma stamattina già scorrazzava per l'acquario,
anche se non ha ancora mangiato.
- Tutta l'operazione s'è svolta dalle 16.30 alle 03.00 di ieri:)
- Ho voluto semplicemente raccontare la mia esperienza:-)
Saluti a tutti

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Giovedi` 20 Novembre 2008
“L’inizio della conoscenza
è chiamare le cose con il loro
giusto nome„
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