L'Asia sudorientale è una zona molto ricca in biodiversità, con un alto grado di organismi endemici sia nella flora che nella fauna. Molte specie di pesci d'acqua dolce sono state sfruttate per il commercio dei pesci ornamentali.
Mentre la popolazione in Asia sudorientale aumenta, ampi tratti di foresta sono stati distrutti per scopi agricoli, industriali e di urbanizzazione. Allo scopo di conservare e sfruttare in maniera sostenibile la popolazione selvatica dei pesci, dovrebbero essere adottate delle misure per proteggere queste risorse naturali.
Già parecchie specie ornamentali sono state gravemente supersfruttate, per esempio il Balantiocheilus melanopterus (Squaletto), il Botia sidthimunki (Botia nano, pygmy loach) e lo Scleropages formosus (Arowana). I motivi della sparizione delle popolazioni locali sono molteplici e non dovuti solo alla pesca per il commercio, ma anche ad altri motivi, fra cui vi è la deforestazione. Ci sono inoltre ancora molte specie che hanno grandi potenzialità come pesci ornamentali. Inoltre alcune specie di pesci selvatici si sono riprodotte con successo in cattività e sono state conservate, per esempio Puntius tetrazona (Barbo tigre), Balantiocheilus melanopterus (squaletto), Botia sidthimunki (Botia nano) e Scleropages formosus (Arowana). Altri metodi di conservazione includono l’educazione delle persone, lasciare le foreste originarie intatte e la riforestazione. Viene dibattuto il commercio acquariofilo del Botia pagliaccio (Botia macracanthus) in Sumatra e nel Borneo.
L'Asia sudorientale è un conglomerato di masse continentali e numerose isole, che si trovano tutte all'interno della fascia equatoriale. E' composta dai paesi di Tailandia, Malesia, Indonesia, Singapore, Brunei e Filippine; il caldo che dura per tutto l’anno, l'alta umidità e la luminosità della regione hanno dato come risultato un ambiente estremamente diversificato e variegato negli habitat (Whitmore, 1986). La fauna costituita dai pesci d'acqua dolce di questa regione è eccezionalmente varia e sono state riconosciute attualmente oltre 1000 specie (Kottelat ed altri, 1993) dall'Indonesia occidentale alla Malesia orientale (Kottelat ed altri, 1993; Kottelat & Lim, 1995).
Non è di conseguenza sorprendente che il lucroso commercio acquariofilo abbia utilizzato le numerose specie
selvatiche dell’Asia sudorientale per molti anni. Il numero delle specie trattate, tuttavia, è sorprendentemente
piccolo, malgrado il grande numero di specie presenti.
Gran parte del commercio "ufficiale" è stato costituito dalle specie riprodotte negli allevamenti,
come guppy, pesci
rossi, carpe koi, molly, Xiphophorus
helleri (portaspada) e ciclidi, nessuno dei quali è nativo della regione. Mentre è stato
scritto molto sul commercio di queste specie, molto meno si conosce sul commercio dei pesci selvatici.
Come con tutte le risorse naturali, ci sono parecchi punti di vista in conflitto sul modo di usare questa risorsa. Dettami d’economia impongono che il commercio dovrebbe essere espanso, con più specie e più grandi quantità esportate. I conservazionisti, fautori della preservazione delle risorse naturali, sostengono che una tale risorsa dovrebbe essere lasciata intatta e conservata, mentre i sentimentali sostengono che il commercio di animali vivi è inumano e dovrebbe essere completamente vietato. La realtà, tuttavia, richiede che venga stabilito un compromesso.
Il commercio in sé è enorme. Singapore da sola esporta l’equivalente del valore di 80-90 milioni di dollari americani di pesci ogni anno. Mentre il grosso di questo commercio è dovuto alla vendita di specie allevate, una parte in costante aumento include la ri-esportazione di pesci catturati in natura. Inoltre generalmente si riconosce che il commercio reale, anche per Singapore, è probabilmente parecchie volte le cifre ufficiali. Ci sono poche cifre certe anche per gli altri paesi, e le cifre ufficiali sono spesso una grossolana sottovalutazione del totale reale. Per l'Asia sudorientale nell'insieme, valutiamo un commercio totale compreso tra 300-400 milioni di dollari americani nelle specie di pesci d'acquario in totale.
Il presente documento è un tentativo di presentare alcune prospettive sul fiorente commercio regionale acquariofilo di specie di pesci selvatici. Metteremo a fuoco una descrizione del commercio, dei problemi da fronteggiare e delle concrete questioni sulla conservazione imminenti di cui bisogna occuparsi onestamente. Inoltre guarderemo alcune specie chiave che sono attualmente importanti per il commercio, gli errori che sono stati commessi in passato, le potenzialità per il commercio e le idee sbagliate comuni a questo proposito, così come offriremo suggerimenti su come questa risorsa possa essere controllata in modo sostenibile.
Le osservazioni ed i suggerimenti attuali sono basati su molti anni di attento lavoro in rapporto molto stretto con i raccoglitori, i commercianti e gli esportatori di pesci nella regione, non soltanto a livello scientifico ma anche a livello delle industrie peschiere. Ci sono così poche informazioni pubblicate che riteniamo che sia di fondamentale importanza che alcune di queste osservazioni siano messe nero su bianco.
© Raffles Museum of Biodiversity Research
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vorrei sapere qualcosa sulle carpe,il mondo del mare mi affasc ina molto,soprattutto le carpe!!vi prego aiuto!!! grazie
grazie, ora so come allevare la mia coppia di pesci combattenti. P.S. provate a mettere uno specchio davanti al vetro dell'acquario dove si trova il maschio del pesce combattente, è davvero divertente, provateci e scoprirete di cosa sto parlando
un consiglio per Loll, le carpe diventano molto grandi, ma comunque sono molto belle da vedere, se avessi un lago nel giardino questi pesci non mancherebbero
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