Avere un acquario non significa avere un soprammobile pieno d'acqua e pesci di cui non si sa neanche il nome, ma significa "gestirlo", prendersi cura del piccolo "ecosistema", conoscendo le esigenze delle creature ospitate...
Non c'è naturalmente un unico modo di gestire un acquario, ma mille, e tutti possono andar bene, se si basano sulla conoscenza dei pesci, delle piante, dell'acqua, di quello che succede in acquario... in base alla propria esperienza e sensibilità.
Prima di tutto però, ricorderei che un acquario come presupposto fondamentale ha la STABILITA': spesso chi non ha buoni risultati è perchè sta in continuazione "con le mani in vasca", cioè sposta questo, mette quello, cambia neon, mette co2, toglie co2, cambia piante, cambia fertilizzante, mette pesci, cambia pesci... può succedere di stufarsi di un allestimento, o di cambiare arredamento, ma non un mese sì e uno anche... l'acquariofilo che ha più successo è l'acquariofilo "con le mani in tasca" :-)
Ci sono comunque degli errori da evitare e delle cose da NON fare, per evitare cocenti delusioni, e questo vuole essere solo un piccolo elenco di quelle che si possono evitare più facilmente.
In primo luogo non finirò mai di consigliare la lettura delle FAQ di it.hobby.acquari, dove troverete le nozioni più elementari per gestire un acquario. (1)
Potete trovare condensate le basi di partenza per allestire un acquario in questa pagina, sul sito di Corrado Bozzano, BozzillaWeb: in una pagina sono riassunte le cose principali a cui bisogna prestare attenzione quando si decide di avere un acquario, e possono aiutare chi non ha mai visto un acquario ad evitare gli errori più grossolani. Su Playfish n. 9 - marzo 2005 c'è anche tutta la sequenza fotografica dell'allestimento di un acquario, dal fondo, al filtro, al posizionamento degli accessori, sempre ad opera di Corrado Bozzano.
Vi segnalo anche l'articolo "Caro Diario..." su Playfish n. 13 del 2006 per un aiuto su uno strumento che ritengo molto utile, il diario delle vasche e di quanto vi accade.
In secondo luogo, vi consiglio di visitare il sito di Walter Peris, dove troverete nozioni più approfondite, sulla chimica dell'acquario e sulla coltivazione delle piante. Soprattutto, per sfatare alcune "leggende metropolitane" che circolano tra gli acquariofili, vi consiglio la lettura di questa pagina: Le leggende metropolitane dell'acquariofilia, dove vengono elencate e "smontate" alcune tra le più diffuse leggende acquariofile.
Ci sono due modi per allestire un acquario: si prende prima l'acquario, adatto alla propria disponibilità di spazio in casa, e poi si scelgono i pesci in base alle dimensioni e all'acqua che ci si mette dentro, oppure prima si sceglie il/i pesce/i che si vogliono allevare, e di conseguenza si prende un acquario adatto e si usa acqua dai valori adeguati.
Prima di procedere all'acquisto di un qualsiasi pesce, fosse anche un comunissimo guppy, informatevi prima delle sue esigenze, dei valori dell'acqua che richiede, delle dimensioni che raggiunge, delle sue abitudini di vita: se preferisce vivere in branco o solitario, se in mezzo alle piante o senza, se è adatto alla convivenza con i coinquilini, se è vegetariano o carnivoro... pesci che vivono in branco DEVONO vivere in branco; se la vasca è troppo piccola per ospitarne un guppo, allora è troppo piccola anche per un solo esemplare.
Comunque si proceda, bisogna ricordare che molte specie hanno esigenze di spazio, di coinquillini, di alimentazione particolari, per cui prima di comprarle bisogna pensare bene se si possono soddisfare le loro esigenze, o non comprarle per nulla: Pesci da non comprare.
Cosa purtroppo fondamentale, NON FIDATEVI DEI NEGOZIANTI!!! Può sembrare brutto dirlo, ma la maggior parte dei negozianti basta vendere non chiede nemmeno per che vasca sono destinati i pesci, e se anche voi lo dite dice che va benissimo lo stesso... anche perchè molte volte secondo loro va davvero tutto bene, sono i primi a non sapere che pesci sono quelli che vendono :-( Per non contare le svariate boccette di prodotti assolutamente inutili che tentano di propinare come miracolosi...
Quindi, prima di comprare qualsiasi cosa, ma soprattutto pesci, chiedete ad altre persone, su IHA o sui vari forum in rete, ad altri che hanno già un acquario, per sentire le diverse idee e farvene una vostra... Quando avrete le idee chiare, e solo allora, chiedete al negoziante: dalle risposte che vi darà capirete se è il caso di fidarsi o no, e potreste anche avere la lieta sorpresa di sentirvi consigliare le cose che vanno davvero bene per il vostro acquario, o sentirlo rifiutarsi di vendervi cose inutili... :-) Grazie al cielo, i negozianti onesti non sono tanti, ma vi posso assicurare che esistono ;-)
Un'altra cosa importante di cui molti non sono consapevoli è che molti dei pesci in commercio non sono sati allevati e riprodotti in cattività, ma sono stati catturati direttamente in natura... Le specie che non si riproducono in acquario, o meglio la cui riproduzione non è "economicamente conveniente" vengono catturate in natura, con mezzi talvolta illegali che distruggono l'ambiente naturale, e fanno correre alle specie che si riproducono con meno intensità anche seri pericoli di estinzione.
Questo commercio si svolge ad un prezzo altissimo per i pesci, che vengono trasportati e stabulati spesso in pessime condizioni, il che provoca una altissima mortalità, e questo vale purtroppo anche per i pesci che vengono riprodotti con metodi "industriali"... classico il caso dei guppy, pesci una volta famosi per la loro robustezza ed adattabilità, e famosi oggi, dopo che provengono praticamente tutti dalle grandi farm industriali asiatiche, per la facilità con cui si ammalano e muoiono negli acquari.
Per quanto riguarda i pesci marini forse è anche peggio, con la famosa pesca con cianuro e la distruzione della barriera corallina, ad opera anche dalla grande richiesta di "pietre vive" per gli acquari di tutto il mondo...
In conclusione, la percentuale di pesci che muoiono di "vecchiaia" in acquario è bassissima, non supera il 30% di tutti quelli catturati o riprodotti per il mercato acquariofilo, a causa non soltanto delle condizioni in cui vengono catturati/riprodotti, trasportati e quarantenati, ma anche e forse soprattutto a causa delle pessime condizioni in cui vengono tenuti da "acquariofili" disinformati e superficiali.
E' molto importante sapere che molti dei medicinali venduti per le malattie dei pesci nei negozi acquariofili, con la denominazione generica di "biocondizionatori" ("escamotage" delle aziende acquariofile per poter vendere medicinali in comuni negozi e non in farmacia con ricetta veterinaria, come dovrebbe accadere, e per non scrivere da cosa sono composti), contengono composti ALTAMENTE CANCEROGENI, per cui NON vanno assolutamente messe la mani in acqua quando si usano, e men che meno toccati puri con le mani nude. Inoltre dopo l'uso bisogna eliminarli totalmente usando un buon carbone attivo (Dupla e Askoll, probabilemente, qui c'è un test comparativo che dovrebbe essere ancora attendibile) e perchè non rimanga per mesi intrappolato da piante e arredi è sempre meglio isolare il pesce in una vasca nuda durante la cura.
Particolare attenzione va posta se si hanno bambini piccoli, perchè non ne vengano a contatto, come del resto si fa per ogni altro medicinale, e che va fatto per ogni prodotto acquariofilo. Occhio anche, in caso di bimbi liberi per casa, ad eventuali attrezzature come bombole di CO2 o altro, che pur sembrando innoque possono trasformarsi in armi micidiali sia per loro (leggi questo post) ma anche per i pesci, ad esempio se accidentalmente aumentasse a dismisura la quantità di co2 che va in vasca.
Un accenno al fatto che può succedere, in soggetti con difese immunitarie abbassate, o particolarmente predisposti, che malattie presenti in acquario passino anche all'uomo; quindi è il caso di prestare particolare attenzione a mettere le mani in acqua, specie se si hanno abrasioni o ferite in loco. Vi segnalo a questo proposito gli articoli "La nostra esperienza con le micobatteriosi" su Playfish n. 4 del 2004, e "Attenti al chironomus" sul sito del GAEM.
Nella sezione Links troverete parecchi siti utili per informarsi, nonchè la pagina con la Bibliografia; purtroppo però tenete conto che esistono sia siti internet che libri non solo superficiali, ma talvolta anche inattendibili, che possono mettere a rischio la sopravvivenza dei pesci, con consigli gratuiti e sballati...
Nella pagina dei libri sconsigliati potrete trovare un elenco di libri che sarebbe meglio evitare di comprare, nella pagina dei link sconsigliati invece c'è una serie di siti internet che contengono informazioni superficiali e fuorvianti, di cui si può accorgere solo chi ha già una certa dose di esperienza "sul campo"; questi due elenchi sono assolutamente parziali ed in continuo aggiornamento.
Non voglio "tirare fango" sui siti nominati, ma incoraggiare chi legge queste pagine a pensare bene a quello che legge, tenendo sempre presente che non tutto quello che è scritto, sul web e sui libri, è oro colato, e di non fermarsi al primo articolo, ma di cercare sempre nuove conferme; in questo modo saprete ben presto distinguere da soli quali informazioni possono essere attendibili e quali no.
Infine, una pagina in cui troverete alcuni link a pagine che spiegano in maniera chiara e comprensibile le principali nozioni che bisognerebbe avere per mantenere un acquario, dal ciclo dell'azoto alla sifonatura del fondo...
Note:
(1) Un unico avvertimento, spero Maurizio Ghelli non me ne voglia: io non terrei conto dell'ultima faq della sezione "Primi consigli", quella con i possibili abbinamenti di pesci in base alla capacità della vasca: secondo me mettere 15 Tanichthys o 10 Barbus titteya in soli 20 litri renderà l'acquario molto instabile, mettendo a rischio la salute dei pesci, oltre al fatto che non avranno spazio per nuotare. Lo stesso mettere 21-25 pesci in 40 litri; inoltre i Danio rerio (ex Brachydanio) sono i pesci meno adatti a vasche piccole, dato il loro bisogno di nuotare e la loro vivacità. Molto più proporzionato l'abbinamento per 80 litri, dove si propongono solo 20 pesci, e meno male, se andava avanti così mi aspettavo almeno 40-50 pesci, in proporzione con le altre vasche... :-)
La prima cosa di cui tener conto è che la vasca più è piccola e più è instabile, e più è a rischio sovrappopolazione: i nitriti/nitrati si accumulano molto più velocemente, il filtro è piccolo, e se non si sta attenti succede un patatrac. Con tutte le specie adatte a piccoli acquari (lumache, rane, caridine) proprio pesci che amano nuotare bisogna metterci? O ci si compra una vasca decente (dove ci stanno 20 litri non ci possono stare almeno almeno 40-50 litri?) o si rinuncia ai pesci, d'altro canto facendoli morire o vivere male di certo non si avranno grandi soddisfazioni dall'acquario... (torna indietro)
Link che rimanda a sito esterno
Link che rimanda a documento pdf
Link a foto esterna al sito

Magari tutti sapessero di questo sito! Ancora troppe persone sono ignoranti sull'argomento e finiscono, magari per far contenti i figli, per comprare povere bestiole che poi muoiono malamente...
E che dire di tutte quelle persone che comprano tartarughine palustri per poi metterle su ridicole bacinelline di acqua fredda? Muoiono quasi tutte!!! La gente non sa che devono necessariamente vivere in un terracquario con filtro, luce neon, lampada riscaldante e acqua termoregolata! Insomma, tutto quello che serve ai pesci o ai rettili(come appunto sono). Consiglio di scrivere un breve ma efficace articolo su come allevare le tartarughe d'acqua dolce!!
Ma anche l'aquatan per trattare L'acqua del rubinetto e il nitrivec, sono cancerogeni? 1000 grazie
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