Ci sono molte teorie non confermate riguardo al comportamento di differenti specie di Botia allevati in cattività. Nella maggior parte dei casi, indipendentemente sia su manuali che su siti web, gli autori sostengono che i Cobitidi sono specie altamente territoriali e che dovrebbero essere prese speciali cautele quando si fanno convivere specie diverse.
Benchè questo si applichi particolarmente ai membri dei complessi Hymenophysa e Modesta, in acquari di comunità dovrebbe essere dato alle altre specie di Botia spazio sufficiente per impedire potenziali conflitti e tensioni. Una delle limitazioni consuete nell'hobby è la rinomata mancanza di spazio nei piccoli mondi subacquei. Anche in una vasca inizialmente abbastanza spaziosa, contenente alcune centinaia di litri d’acqua, la porzione di territorio per le specie territoriali si riduce drasticamente con ogni nuova aggiunta.
Se qualcuno desidera allestire correttamente un acquario per le varie specie di Botia, il consueto dilemma è tra lo spazio disponibile ed il numero di esemplari adeguati per la particolare disposizione della vasca. Questo significa che noi hobbisti siamo destinati a vasche sottopopolate, abitate da una singola specie o, in alcuni casi estremi, da un singolo esemplare?
A mio parere personale no, o almeno non completamente. Per dimostrare questa dichiarazione ho deciso di inviare un paio di foto della mia vasca di specie indiane, Vale a dire un acquario di comunità con soltanto Barbi e Botia.
La popolazione dell’acquario è costituita attualmente da 27 Botia e da 33 Barbi, che convivono in armonia e in pace in una vasca da 200 litri, che ha una superficie del fondo che non supera i 0,5 metri quadri. Tuttavia, il nucleo degli abitanti della zona del fondo è formato da specie relativamente pacifiche, quali Botia histrionica, Botia striata, Botia dario e Botia rostrata e, in più, Botia lohachata, Botia beauforti e Botia hymenophysa (spiacente, l'unica specie estranea alle acque indiane :-( ) Questi ultimi pesci, che appartengono al gruppo identificato come “tiger loaches”, sono considerati come altamente territoriali e molto molesti negli acquari di comunità.
La vasca indiana sta funzionando dall'estate dell'anno scorso e finora tutti i pesci stanno convivendo bene insieme. Potrete godere delle loro abitudini sociali (io spero) mentre guardate le foto della vasca [vedi sotto]. Le foto, fatte l’ultimo fine settimana, mostrano l'enorme interesse dei pesci per la radice introdotta nella vasca dopo un paio di settimane di lunga quarantena. Nelle foto si vedono quasi tutte le specie di Botia, tranne gli esemplari di Botia dario e di Botia hymenophysa. Questi ultimi sono relativamente giovani e piccoli e così non sono molto ben visibili nel volume della vasca. Al contrario, la specie di Botia dario con alcuni degli esemplari che raggiungono la rilevante lunghezza di 12 cm, è solitamente più schiva e timida, con apparizioni pubbliche piuttosto rare e occasionali. Ma loro sono semplicemente le regine, le “Queens loaches”, non è vero?
Spero che questo materiale illustrativo vi dia l'idea di quanto possono essere sociali e divertenti molte delle specie di Botia. A mio parere, non è lo spazio in se, ma letteralmente la sensibilità della sicurezza che induce i pesci a comportarsi in uno o nell'altro modo. Ma per favore cercate di non esagerare. Dovete fornire un numero sufficiente di spazi per la fuga, in caso di minaccia o di pericolo reale o virtuale; ma deve essere sempre una scelta dei vostri cobitidi favoriti se se devono farne uso oppure no. Se si ritengono al sicuro vi garantisco che i vostri Botia si comporteranno molto naturalmente, giocando intorno non soltanto con la loro propria specie ma anche con gli altri membri della loro famiglia e con gli altri abitanti della vasca. Persino durante il loro tempo libero rimarranno visibili riposandosi negli spazi ombreggiati ma all'aperto.
Sono, indubbiamente, creature estremamente pacifiche e sociali, non è vero?
P.S.: Potete ora confrontare in parte le varie specie indiane di Botia nella stessa prospettiva. C’è stata inoltre una recente discussione su un esemplare "sospetto" nei veri esemplari di Botia rostrata.
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© Testo e foto di Bogdan Janiczak
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