Altro grande appartenente al gruppo dei "Botia tigre", Syncrossus hymenophysa manifesta come i cugini un'indole molto aggresiva e combattiva, che unita alle dimensioni ragguardevoli (25 cm) non lo rendono adatto alle comuni vasche di comunità.
Per allevare i S. hymenophysa serve come raccomandato dall'autorevole fonte di LoachesOnLine,
un acquario da almeno 120 cm quando sono ancora giovani, per poi passare ad acquari più grandi mano a mano
che cresceranno.
Data l'indole, sono da abbinare solo a botia dal carattere altrettanto aggressivo, come Syncrossus
helodes, Syncrossus berdmorei, Yasuhikotakia
morleti ecc. o a grandi barbus dal nuoto veloce.
Vanno allevati in non meno di 5 esemplari, per dar loro modo di sviluppare una naturale gerarchia. Vivono sul fondo, rimanendo spesso nascosti ma uscendo alla notte scavando sul substrato alla ricerca di larve di insetti e vermi. Il modo migliore di allevari è collocarli in una vasca con un substrato morbido e fine (sabbia) per non ferire il delicato apparatto boccale, con rocce e radici sufficienti per fornire molti nascondigli. Ci vuole acqua tenera e cambi d'acqua frequenti per mantenerla sempre pulita.

E' un cobitide allungato e snello con una testa conica e appuntita. La sua bocca è rivolta verso il basso ed ha tre paia di barbigli. Sotto l'occhio è presente una spina biforcuta ed erettile; la sua lunghezza è la stessa del diametro dell'occhio.
Il dorso è brunastro o marrone-giallastro e il ventre è giallo chiaro. I fianchi sono giallo-grigiastro o grigio-verde; ha 11 o più barre trasversali scure, posizionate leggermente oblique, che contrassegnano i fianchi. Queste barre sono separate da strette zone pallide, ma non raggiungono la pancia. Le pinne sono giallastre o verdastre; le pinne dorsale e caudale hanno sottili fasce scure.
A volte viene confuso con Syncrossus helodes, dal quale può essere facilmente distinto osservando la direzione delle strisce anteriori alla pinna dorsale. In S. hymenophysa le strisce cominciano dalla superficie del dorso e terminano con il fondo orientato in avanti, verso il muso del pesce. In S. helodes sono orientate all'inverso, con le strisce rivolte all'indietro invece che in avanti. Inoltre S. helodes ha una serie di spot ovali neri di varie dimensioni orientati verticalmente nella zona fra la pinna pettorale e l'ano, non presenti in S. hymenophysa, che invece ha uno spot abbastanza grande sulla pinna dorsale che manca a S. helodes.

Questa specie non è ancora stata riprodotta in cattività, quindi tutti gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura.
Autore: Emma Turner
Un articolo dettagliato sull'allevamento di alcune delle specie più aggressive di botia, con indicazioni utili per l'allevamento corretto e con tutti gli avvisi necessari per poterli allevare degnamente anche con la loro irascibilità. L'articolo è corredato dalle splendide foto di Emma.
Autore: Kamphol Udomritthiruj
Descrizione delle differenze fra i membri del genere Syncrossus e come identificarli
In origine era "The Tiger Botias of the Hymenophysa Group" di Kamphol Udomritthiruj; nel 2006 è stato aggiornato con la nuova nomenclatura da Martin Thoene.
Autore: Bogdan J. Janiczak
Descrizione di una vasca abitata solo da specie di origine indiana, con molte specie di Botia e di Barbi che convivono pacificamente
Autore: Michael Ophir
Articolo che descrive le quattro specie di Botia chiamate "Botia tigre", oggi Syncrossus (Syncrossus beauforti, Syncrossus berdmorei, Syncrossus helodes, Syncrossus hymenophysa), cercando di fare un compendio di tutte le notizie che si sanno su di loro.
Autore: Emma Turner
Una visione d?insieme del perchè questi due tipi molto differenti di pesci non sono adatti ad essere alloggiati insieme. L'articolo propone alcune considerazioni sul perchè pesci così diversi non vanno allevati nello stesso acquario: non si tratta di astratte motivazioni di biotopo, ma di concrete riflessioni sulle loro esigenze e comportamenti così diversi.
Con le parole di Emma Turner: "Gli acquari che manteniamo dovrebbero essere in primo luogo e anzitutto adeguati ai bisogni dei pesci, non ai nostri"
Ecco le bellissime foto di Bob Darnell:
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