I Characiformes, chiamati comunemente Caracidi (in inglese Characins) sono tra gli ordini di pesci più antichi; sono originari dell'Era Mesozoica, tra 80 e 150 milioni di anni fa, quando le zolle di Africa e America erano ancora unite. Proprio lo sviluppo parallelo delle varie famiglie di Caracidi in Sud America e in Africa, con la presenza di gruppi simili in entrambi i continenti (come ad esempio Hydrocynus da una parte e Hoplias dall'altra, o Erythrinus e Citharinidae da una parte e Hemiodontidae e Curimatidae dall'altra), viene considerato una prova del fatto che un tempo i due continenti erano uniti.
In passato i caracidi erano stati classificati dentro il Sottordine Characoidei dell'Ordine dei Cypriniformes, mentre attualmente sono stati posti in un Ordine autonomo, quello appunto dei Characiformes. Questi cambiamenti nelle divisioni tra le varie famiglie di pesci rispondono sia alle nuove scoperte sia a cambiamenti nei criteri tassonomici.
In accordo con i nuovi criteri, le famiglie appartenenti ai caracidi sono:
In questa tabella troverete una sintesi delle caratteristiche di tutte le FAMIGLIE DEI CHARACIFORMES.
Con l'eccezione di Astyanax fasciatus mexicanus, che è stato ritrovato anche nel Nord America, precisamente in Texas, l'area di distribuzione delle specie dell'ordine dei Characiformes è ristretta all'America centrale e meridionale, con più di 110 specie, e all'Africa, con più di 175 specie.
- in Africa: Characidae, Alestiidae (a da alcuni considerata sottofamiglia dei Characidae), Citharinidae (con l'inclusione
dei Distichodontinae, prima Disthichodontidae), e Hepsetidae.
- In America: Anostomidae, Hemiodontidae (da alcuni chiamati Hemiodidae), Ctenoluciidae, Curimatidae, Erythrinidae,
Gasteropelecidae, Lebiasinidae e Characidae.
E' praticamente impossibile individuare il sesso nei caracidi in fase giovanile; nelle specie dove si manifestano
differenze sessuali, queste diventano evidenti solo quando gli esemplari hanno raggiunto la maturità sessuale;
per le altre neanche questo :-)
Spesso l'unico modo di distinguere le femmine è quando il loro ventre è gonfio di uova.
La grande maggioranza dei caracidi è diurna. La maggior parte ha una tendenza alla predazione, ma molte specie sono troppo piccole per rappresentare un problema in acquario (se non ci sono avannotti piccoli). Anche i famigerati piranha sono tranquilli e mansueti se allevati in branco e ben alimentati; tuttavia è raccomandabile allevarli in acquari dedicati.
I caraciformi sono tipicamente pesci che vivono in banchi, e rallegrano le vasche di comunità nuotando energicamente
e instancabilmente nel livello mediano dell'acquario. E' consigliabile quindi per quasi tutte le specie un acquario
sviluppato particolarmente in lunghezza, dove possano nuotare a loro piacimento, con un filtro potente che movimenti
l'acqua e la arricchisca di ossigeno: queste specie necessitano in genere di molto ossigeno, e soffrono se è carente;
molte specie muoiono quando nella stagione secca i fiumi iniziano a prosciugarsi sotto il sole rovente, prima per
la carenza d'ossigeno che per la succesiva carenza d'acqua. Molti non tollerano neppure lo stress, poichè spesso
ne risulta un forte consumo di ossigeno.
Hanno, dato il gran numero di specie. una grande vastità di di biotopi, che vanno dalle rapide (Citharinidae,
Hemiodontidae) alle pozze d'acqua stagnante (Lebiasinidae, Erythriniidae).
La maggioranza dei caraciformi è onnivora, e può essere alimentata in acquario con i mangimi secchi
commerciali (anche i piranha possono adattarsi a mangiare i pellets). Tuttavia un'alimentazione siffatta non è sufficiente
per portarli alla riproduzione; molte specie per arrivare ad una deposizione con successo hanno bisogno di cibo vivo
o congelato.
Alcune specie sono spiccatamente predatrici, come Hoplias malabaricus, e vedono i compagni di vasca solo come dell'appetitoso
cibo vivo; queste specie sono facilmente riconoscibili dalla particolare dentatura: i denti del genere Hydrocynus,
il "caracide tigre" africano, Hydrolycus, Erythtinidae e dei piranha (prima Serrasalmus,
ora Pygocentrus) sono particolarmente prominenti, e se allevati in acquari dedicati (per quanto sempre sconsigliabile)
devono essere maneggiati con cautela, a causa della gravità delle ferite provocate dai loro morsi.
Le specie erbivore presentano parimenti delle difficoltà nell'allevamento in acquario, in quanto divorano
le piante; alcune di essere però possono essere convertite ad un'alimentazione basata su fiocchi e pellets
a base vegetale.
Se non si considerano i Siluriformes, i Characiformes sono i pesci più comuni in Sud America, mentre in Africa sono in stretta competizione con i ciprinidi e sorpassati in quanto biodiversità da molte famiglie di pesci, come ad esempio i ciclidi.
I caracidi hanno i sensi altamente sviluppati e una grande capacità nel ricevere gli stimoli ambientali,
infatti ad esempio sono sempre loro i primi pesci ad arrivare nel luogo dove c'è il cibo; perfino Astyanax fasciatus mexicanus, il caracide cieco delle caverne, grazie al suo olfatto sviluppatissimo arriva al cibo al
pari delle specie con vista normale. E' sempre grazie al loro olfatto che i caracidi sentono se qualche membro del
loro banco è stato ferito, e si danno alla fuga.
I caracidi inoltre reagiscono prontamente a stimoli visivi e acustici; questi ultimi sono captati grazie all'"apparato
di Weber", una modificazione delle vertebre cervicali, mediante la quale i segnali acustici vengono trasmessi
dalla vescica natatoria agli organi uditivi dell'orecchio interno, in modo che la vescica funga da cassa di risonanza,
apparato che è comune anche agli ordini dei Cypriniformes e dei Siluriformes.
Il corpo ha squame cicloidi e in moltissime specie il corpo è color argento, comunissimo è inoltre
uno spot nero sul peduncolo caudale, un tipico segnale caratterizzante i pesci che vivono in banco. Tutti i caracidi,
escludendo quelli che vivono nelle caverne, hanno occhi grandi; normalmente hanno una pinna adiposa, dalla funzione
sconosciuta.
Alcune specie all'interno degli Hemiodontidae e dei Curimatidae perdono facilmente le squame; sono pesce caratteristicamente molto nervose e sensibili, per cui vanno trattate con molta cautela, tuttavia quelle commercializzate sono più tolleranti allo stress che i loro parenti selvatici.
Innumerevoli le specie diffuse in ambito acquariofilo, neon, cardinali,
e tantissimi altri sono diffusi in quasi tutti gli acquari, rari gli appassionati che possono dire di non averli
mai allevati. Anche i piranhas esercitano un fascino irresistibile per molti.
Sono molto diffusi anche nell'acquacoltura, particolarmente il genere Colossoma: crescono rapidamente, accettano
i mangimi secchi, sono robusti, adattabili, sopportano un'alta densità di popolazione,ed hanno una carne superiore.
Tuttavia sono specie migratorie, per cui non depongono naturalmente nei bacini d'allevamento, ed è necessario
un protocollo di iniezioni con estratti pituitari, o analoghi preparati sintetici, attuabile solo in esemplari già di
una certa grandezza.
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