Questo è il resoconto della riproduzione dei Cory Albini avvenuta nella mia vasca di comunità e portata avanti in un mini acquario a parte. Ringrazio di cuore Anita per il suo magnifico sito e per tutti i consigli che mi ha dato: se non mi diceva che potevano essere uova di cory quelle sul vetro, forse sarei ancora li a chiedermi perché i miei scalari non si filavano le loro uova :)
La vasca di comunità è una 90x40x50 industriale, con filtro esterno a cestello, illuminata con due lampade fluorescenti compatte da 40w, una 840 e l’altra 950, impianto co2 a zucchero e lievito. La flora è composta da Hygrophila polisperma e siamensis, Heteranthera cardinalis, cryptocoryne, nimphea lotus zenkeri red, vallisneria e anubias nana, la fauna annovera 2 scalari livrea classica e pinne a velo, 1 scalare gold, 5 barbus tytteya, 10 neon, 2 Microgeophagus Ramirezi e i 6 corydoras albini. I valori: ph 6,8 gh 11, kh 5, no2 assenti, no3 25 mg/l, t 25°.
La riproduzione è avvenuta in modo casuale, perché installando una vaschetta per curare uno dei pesci rossi di mia suocera ho inavvertitamente staccato il riscaldatore: il calo di temperatura (2° circa), oltre a causare l’ichtyo ai miei ramirezi, ha avviato la riproduzione dei cory che in natura avviene nella stagione piovosa.
Si nota una maggior vivacità dei pesci che poi si riprodurranno, che iniziano a rincorrersi lungo la vasca e le pareti. La femmina, più grande e con la pancia gonfia di uova, è stata corteggiata e fecondata da più maschi, più piccoli di lei, usando una particolare ‘posizione a T’. Per maggiori particolari su questa posizione consultate l'articolo
"Corydoras, sfida della riproduzione " (2Mb circa), su
spaziohydra.com, è sorprendente. La femmina quindi ha deposto le uova fecondate, che ha prima trattenuto tra le pinne ventrali, sulla parete dove c’è la corrente in uscita dal filtro.
Le deposizioni si susseguono con intervalli di pochi minuti, ed ogni volta la femmina depone una decina di uova. Io sono riuscito a raccoglierne circa 90 in una sala parto: sono molto adesive e le ho tolte dal vetro una ad una, prima che venissero mangiate dagli altri pesci e dagli stessi cory, passandoci delicatamente un dito sopra finché non mi rimanevano attaccate; poi le ho riattaccate, sempre delicatamente, nella sala parto. Questo passaggio l’ho fatto facendo uscire le uova dall’acqua, in altri siti dove mi sono documentato lo sconsigliano, ma sono stato rapido a rimetterle nella sala parto in acqua e la percentuale di schiusa è stata di oltre il 90% nel mio caso. La femmina ha continuato a deporre per un paio d’ore ancora, normalmente i cory aeneus depongono 200 uova circa: quelle non ho raccolto le hanno gradite molto scalari e ram.
Inizialmente volevo mantenere la sala parto nella vasca grande, ma le uova non vanno tenute sotto la luce diretta; allora ho provato a schermare il coperchio con l’alluminio da cucina, ma la sala affondava. Per fortuna ho un altro piccolo acquario da 10 litri netti dove tenevo temporaneamente una femmina di guppy e delle caridina japonica, con minifiltro biologico e plafoniera snodata, quindi ho deciso fare di necessità virtù portando la guppy nella vasca di comunità (e poi indietro al negozio dove l’avevo presa), poi ho sostituito l’acqua dell’acquarietto con altra proveniente dalla vasca grande e ci ho velocemente spostato la sala parto. Ho orientato la plafoniera in modo che non andasse direttamente contro le uova ed ho diretto l’uscita del minifiltro in modo che lambisse la sala parto, garantendo il necessario ricambio d’acqua, ed ho quindi aggiunto una decina di gocce di blu di metilene per non farle ammuffire.
La schiusa avviene dai 3 ai 5 giorni dopo la deposizione, secondo la temperatura, parametro che non è importante per i Corydoras paleatus, le cui uova possono anche essere tranquillamente tenute a temperatura ambiente (in natura si trovano anche nei fiumi argentini, a latitudini temperate), mentre lo è un po’ di più per gli aeneus che avrei comunque potuto tenere anche a temperatura ambiente visto che a casa mia d’inverno non scende mai sotto i 19°-20° (ho la moglie freddolosa), ma ho preferito mettere comunque un piccolo riscaldatore da 10w, di quelli senza termostato.
Dopo 3 giorni è successo un imprevisto: le ventose del filtro hanno ceduto proprio la notte della schiusa ed il flusso d’acqua è andato direttamente contro la sala parto, così le larve sono uscite tutte e sono stato costretto a recuperare anche le caridine e a passarle nella vasca di comunità. Ho chiesto lumi su IHA circa l’opportunità di tenere o meno il filtro acceso, mi è stato consigliato (da EC, che ringrazio anche qui) di spengerlo e così ho fatto; avrei fatto meglio a toglierlo del tutto dalla vasca, perché qualche avannotto è entrato nelle feritoie e non è più uscito, e me ne sono accorto solo quando era troppo tardi. Una volta che si spenge il filtro è opportuno procedere con cambi d’acqua giornalieri del 10%; io invece non sono stato molto assiduo nei cambi, probabilmente è per questo che gli avannotti sono ad oggi rimasti solo in otto.
Gli avannotti appena nati si alimentano per qualche giorno dal sacco vitellino: quando questo si è completamente riassorbito ho iniziato a somministrare il cibo. Io ho optato per delle compresse di spirulina polverizzate, alle quali ho unito anche un pizzico di mangime per avannotti in polvere, e ne ho somministrato due o tre pizzichi tre volte al giorno, avendo cura al momento del cambio d’acqua di rimuovere dalla superficie quello che non affondava, usando un bicchiere di carta.
Quando gli avannotti erano sul centimetro di lunghezza ho inserito tre lumache neritina zebra per ripulire la vaschetta dallo strato di alghe che si era formato ovunque; quando hanno esaurito il loro compito ne ho tenuta una ed ho spostato le altre due nella vasca di comunità, sostituendole con un'ampullaria, più veloce nel mangiare gli avanzi, che poi ho comunque riportato nella vasca di comunità quando ho riacceso il minifiltro. A proposito, quando si procede alla riaccensione è bene prima estrarlo, smontarlo e pulirlo per bene altrimenti può succedere come a me che non ho fatto così ed è uscita una gran puzza di 'morto'... Non ho perso tempo a fare test per vedere quale parametro si fosse alterato, ho direttamente cambiato il 50% d'acqua che per fortuna avevo già pronta, smontato e pulito il filtro: i piccoli non ne hanno sofferto.
Gli avannotti ormai sono cresciuti: a due mesi di età sono sui 3 cm, tra poco li trasferirò nella vasca di comunità anche perché il 24/12 i riproduttori hanno deposto ancora, ho 150 uova circa stavolta in una vaschetta di plastica a parte con l’ossigenatore, voglio vedere se otterrò risultati migliori e soprattutto se, utilizzando la vaschetta non arredata, riuscirò a garantire ai piccoli che eventualmente nasceranno una migliore igiene rimuovendo meglio le impurità, cosa che con la vasca arredata non era possibile fare al meglio.
© Testi e foto di Francesco Simoncelli
Ecco qui gli splendidi filmati di Francesco sulla sua riproduzione dei Corydoras aeneus albini, sono da guardare, perché i micro-cory che grufolano sul fondo sono stupendi :-)))):
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Link a foto esterna al sito

bellissima spiegazione molto accurata soprattutto con l'aggiunta dei video...
sublime
anche a me sta capitando la stessa cosa l'unica cosa e che leggendo qua e la' li ho messi in una vaschetta apposita con ossigenatore, non ho messo un riscaldatore casa e' abbastanza calda. Posso sapere come ti e' andata successivamente?
commento molto accurato e ebn spiegato complimenti per il sito!!!!!!!!!
i corydoras sono tenerissimi complimenti
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