
E ssendo cresciuto fin da giovane nell'industria dei pesci d’acquario, sono diventato familiare con gli aspetti comici dei membri più comuni di questa famiglia (il comportamento intelligente, le originali abitudini d'alimentazione...) così come con gli aspetti non così divertenti delle cure necessarie per il loro allevamento (intere spedizioni importate muoiono "all'ingrosso").
Come allievo di una università di biologia delle industrie peschiere ho studiato questo gruppo da una diversa angolazione. Leggendo qualcosa sul lago artificiale più grande del mondo a quei tempi (Kariba, fra Zimbabwe e Zambia sul fiume Zambezi... negli scorsi anni '50) sono arrivato ad un "Delizioso Mormyrops"... sì un Mormiride usato nell’alimentazione. Come ho constatato, uno dei molti.
I Mormiridi sono noti per alcune notevoli caratteristiche strutturali e fisiologiche. Devono la loro apparente "rigidezza" del corpo allo sviluppo e all'uso di un senso elettrogenico. Questi pesci producono momenti di dipolo, campi magnetici, e possono percepire le perturbazioni nello stesso. Anche modulare i campi magnetici come mezzo di comunicazione. Quante altre famiglie di pesci conoscete che siano elettrogeniche? Ce ne sono parecchie, come vedrete.
Di interesse per i futuri ed attuali neurologi sono i cervelli, molto grandi e complessi, dei mormiridi. Sì, come percentuale del peso corporeo, sono tra i più grandi cervelli sul pianeta... in proporzione, il loro cervelletto è anche più grande del vostro...
Tornando al riferimento delle massive perdite all'ingrosso e al dettaglio di questi pesci, lasciatemi assicurare che le perdite da parte degli hobbisti acquariofili sono effettivamente prevenibili. Infatti, la maggior parte della gente che perde i pesci elefante fa degli errori molto semplici... lasciano loro spazio per saltare fori dall’acquario, li curano purtroppo con "medicine per pesci" caustiche per loro, li fanno morire di fame (per non dargli alimenti vivi e carnosi o per la troppa concorrenza dei compagni di vasca), non assicurando loro abbastanza "spazio scuro"...
Se vi assicurate inizialmente esemplari sani, e soddisfate le loro semplici esigenze, troverete che i mormiridi sono ben lontani dall’essere pesci "sensibili" da allevare.
Tutti i Mormiridi sono limitati al continente africano, dal Nilo a nord al lago Victoria ad est, e sono tutti d'acqua dolce.
Ci sono alcuni mormiridi molto grandi, fino a 150 cm di lunghezza (ad esempio il Mormyrops squisito di cui dicevo prima). La maggior parte delle specie (18 generi, 198 specie), arrivano in genere a 30 cm di lunghezza... con il più piccolo che arriva appena ai 7 cm da adulto ( Petrocephalus catostomus).

"Il" pesce elefante. La specie forse più (in realtà l'unica) comune. Viene dall'Africa occidentale, dove arriva a circa 35 cm di lunghezza massima. Nella foto a lato in acquario, mentre mostra il riflesso della luce del "flash" sul suo tapetum lucidum, la struttura degli occhi che amplifica la luce .

Il Sosha (nome nativo), o pesce elefante dal naso lungo, proviene dal bacino del Congo, arriva a circa 22 cm di lunghezza totale ed è uno dei mormiridi più comuni (in altre parole si lo trova) nei pesci d'acquario.

Un pesce elefante a volte chiamato "delfino d'acqua dolce". Africa occidentale; bacini della Guinea e del Cameroon. Fino a 42 cm di lunghezza. Uno tra le poche delle più di duecento specie di mormiridi usati nel commercio acquariofilo.
Tutti i mormiridi sono catturati in natura. Ho qualche esperienza di seconda mano di quello che significa la loro cattura e stabulazione... e molte di prima mano con il loro trattamento dopo la spedizione. Questi pesci prendono spesso molte botte il durante il loro lungo trasporto dal pæse d'origine in Africa ai negozi di pesci d’acquario di tutto il mondo.
È di importanza fondamentale sapere da quanto tempo gli esemplari che state guardando sono arrivati in negozio e controllarli bene prima di acquistarli:
L’osservazione di un tipico Mormiride rivela un corpo stretto, compresso lateralmente... colore, da marrone-fango scuro a nerastro (magari con una bella lucentezza)...
Questi pesci vivono vicino al fondo in zone fangose e fittamente piantumate. Potete replicare queste qualità nel vostro allestimento per loro. Luce smorzata, abbondanza di nascondigli e tante piante vere. Ci sono molte vere piante acquatiche che vivono bene in condizioni di luce bassa ed a loro volta avranno un ruolo tremendo nel modificare, migliorare e stabilizzare la qualità della vostra acqua.
Può essere costituito da sabbia o ghiaia arrotondata. Abbiate cura di evitare i tipi spigolosi o taglienti, in quanto i vostri elefanti trascorrono la maggior parte del tempo vicino al fondo, scavando alla ricerca di cibo. Allo stesso modo, non usate rocce o altri elementi decorativi taglienti sui quali possano provocarsi ferite sul corpo delicato.
Il legno naturale di tutti i tipi va benissimo.
I Mormiridi sono pesci tropicali che preferiscono acque calde e costanti. L’ideale sono tra i 21 e i 26°C. Nel loro ambiente naturale, prevale un’acqua dal pH da neutro a leggermente acido e durezza da bassa a media. In acquario, si sono dimostrati resistenti ad una vasta gamma di condizioni chimiche.
Una nota riguardo al trattamento dell’acqua per il loro uso: trattate tutta l'acqua e fatela decantare idealmente per circa una settimana prima di usarla. I Mormiridi sono abbastanza sensibili ai prodotti usati per la disinfezione dell’acqua di rubinetto.
Per l'habitat ombreggiato che forniscono, la modificazione della qualità dell'acqua, fornitura di cibo... l'uso delle piante vive non può non essere enfatizzato troppo.
Fate un po’ di ricerche sui tipi di piante adatti. I tipi più adatti ad acqua tenera e acida... Ce ne sono molti, ma per quelli più adatti agli acquari più bui, non dimenticate le semplici felci acquatiche del genere Ceratopteris.
Ci sono tantissime altre piante di superficie che potrebbero essere considerate. C’è molto spazio in superficie? Il giacinto d'acqua, Eichhornia crassipes, è una candidata. Le varie Lemna "duck weeds" tropicali sono eccellenti e richiedono pure pochissima manutenzione. Altrimenti, c’è un mondo di altre piante d'acquario tra cui scegliere.
Se siete in dubbio, più piante mettete meglio è...
Problemi di metallo, e non mi riferisco alla musica heavy metal. Metalli di tutti i generi, particolarmente quelli ferrosi (ferro, acciaio) sono problematici nell’ambiente di questi pesci. Evitate i termometri di metallo, e ogni inclusione di materiali metallici nel loro ambiente. Far passare una calamita attraverso il substrato dopo averlo disposto o prima, è una buona idea per rilevare e rimuovere gli agenti inquinanti ferrosi.
Abbiamo già accennato alla loro inclinazione per il salto, alla loro avversione per una forte illuminazione, alla loro esigenza di nascondigli e ripari... Molti, troppi, muoiono per la mancata considerazione di queste richieste. Grossisti: mettete dei tubi, delle radici nelle vasche di questi pesci, tenete la luce bassa, il livello dell'acqua abbassato... con un coperchio!
I Mormiridi delle dimensioni e delle specie disponibili per gli acquariofili sono molto pacifici. Non sono troppo elettrogenici, tanto da stordire i coinquilini, nè sono interessati a mangiare pesci o altre creature acquatiche che non vadano ad importunarli.
Detto questo, ci possono essere certe difficoltà nel mischiare membri della stessa specie o di un altro genere dei mormiridi insieme. Sì, ci sono pochi spettacoli intriganti come un gruppo di "elefanti" che nuotano in un acquario piantumato... ne ho visto qualcuno in alcuni acquari pubblici in giro per il mondo. Ma c’è da considerare la dimensione di questi sistemi.
Sono titubante ad accennare questo, ma dato un sufficiente spazio in acquario, le specie dei Mormyridi possono essere allevate in piccoli gruppi (coppie o trii sono peggio di numeri più grandi come quattro o cinque) in cattività (molte vivono in gruppo in natura).
Per la specie più comuni/disponibili sono necessari almeno 110 litri per individuo, e vanno forniti abbondanti nascondigli per tutti. In poco spazio, i mormiridi più grandi "vincono" invariabilmente a spese della perdita dei loro “fratelli” più piccoli.
Brevemente, è quasi sempre meglio allevare i Mormiridi come individui solitari in acquari riservati. Se avete lo spazio (migliaia di litri), per provare ad allevarne più di uno per vasca, bene.
In natura la maggior parte dei mormiridi (delle dimensioni e del tipo usati come pesci d'acquario) si cibano di piccoli crostacei, larve di insetti, vermi che trovano sul/nel substrato, usando la loro labile bocca/mascella e "naso" per trovarli e snidarli. In cattività, dovrebbero essere loro offerti alimenti carnosi delle dimensioni simili (non possono mordere) vicino al fondo VERSO IL TRAMONTO.
Specialmente all’inizio, probabilmente non vedrete il vostro "naso" mangiare qualche cosa. Funziona sempre continuare a mettere gli alimenti sempre nello stesso punto, vicino a dove vivono. Non è necessario che i cibi siano vivi perchè vengano essere accettati.
Generalmente vengono accettati con gusto i chironomus (in realtà larve di insetto) e vari altri alimenti congelati/scongelati.
Quelle dei Mormiridi sono specie in gran parte notturne che naturalmente "dormono" per una buona parte del giorno... ma in acquario possono/si adattano di più all’attività diurna, muovendosi con familiarità avanti e indietro, su e giù.
Alcune specie hanno delle caratteristiche che consentono la distinzione tra i due sessi, ma nessuna di quelle disponibili nel commercio acquariofilo. Inoltre, ci sono specie i cui comportamenti riproduttivi e di deposizione sono conosciuti attraverso le osservazioni in natura.
Per quanto ne so non ci sono deposizioni confermate di Mormiridi in cattività.
La riproduzione stagionale in natura è legata alla stagione delle piogge, con pH basso, acque ricche di humus che aumentano, coppie riproduttive che ascendono verso i tributari più piccoli... Per qualche specie si ipotizza che abbiano cure parentali... tenete conto della bassa fecondità di questi pesci.
Sono stati rilevati alcune casi in cui i pesci presentano la capacità di produrre, utilizzare corrente elettrica. Alcune famiglie e alcune specie sono fortemente elettrogeniche, utilizzando tessuti specializzati nel produrre la corrente, di amperaggio tale da procurarsi il cibo ed evitare di essere predati tramite la "scossa".
Altri gruppi sono "debolmente elettrogenici", compresi i Mormiridi (e molti "pesci coltello" del Sudamerica, insieme ad altri...). I pesci elefante hanno il tessuto di un muscolo nella parte del corpo vicina alla coda che selettivamente produce ed immagazzina particelle cariche che possono/producono un campo magnetico/elettrico. Tutti i tessuti viventi contengono ioni, particelle cariche... il movimento degli organismi (o il movimento intorno a loro) può essere percepito da questi pesci elettrogenici come una perturbazione del loro campo magnetico relativamente statico (motivo per cui appaiono relativamente “rigidi” dalla testa alla coda). I
n più, possono/usano la modulazione di questi campi per comunicare... identificando in questo modo gli altri individui, i compagni per l’accoppiamento. Un aspetto affascinante di questi pesci.
Quanto siamo intelligenti? I nostri cervelli (che usano circa il venti per cento dell'ossigeno che "consumiamo") compone circa il 2.3 per cento del nostro peso corporeo, ed è abbastanza piacevole dirci che siamo superiori! Bene, andiamo oltre... il cervello del pesce elefante più comune, Gnathonemus petersii è una percentuale più grande del peso sorporeo (3.1) e consuma molto più ossigeno (circa il sessanta per cento)... I pesci elefante penseranno di essere gli animali più intelligenti?
Come accennato prima, i mormiridi sono intolleranti a quelle che passano come "medicine per pesci". Il rame, la formalina, le tinture, il sale sono spesso mortalmente tossici per loro.
Purtroppo il gruppo è soggetto ai parassiti esterni tipici dei pesci d'acquario come l'ichthyo. Cosa fare? La cosa migliore è la prevenzione, trattarli bene, una buona manutenzione. Spesso è efficace alzare la temperatura.
Posso vedervi scuotere la testa leggendo questa breve presentazione dei Mormyridae e del loro "uso" in cattività. "Dice che queste specie non sono difficili da allevare, e poi fa una litania dei loro bisogni...".
E' sicuro che, una volta acclimatati, seguendo i semplici consigli detti sopra, sarete ricompensati nei pesci elefante da animali domestici acquatici intelligenti e longevi.
© Bob Fenner - wetwebmedia.com
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