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Pangio kuhlii

L'Esperienza Personale
Pangio kuhlii - 22 ottobre 2003
Pangio kuhlii

I Pangio kuhlii, che vengono ancora chiamati spesso con il loro vecchio nome, Acanthophthalmus kuhlii, sono quelle simpatiche biscette, o serpentelli, dal corpo giallastro-arancione con bande scure di aspetto variabile, alcuni esemplari le hanno unite anche sotto la pancia, altri no, probabilmente dipende dall'appartenenza a diverse sottospecie.

In realtà sono pesci a tutti gli effetti, con le loro pinne piccole e trasparenti, in posizione molto arretrata, e con 4 paia di barbigli con cui "sfrucugliano" incessantemente il fondo alla ricerca di cibo.

Pangio kuhlii

Sono prevalentemente notturni, e soprattutto possono essere molto timidi ed impauriti, specialmente nelle fasi delicate di adattamento ad un nuovo ambiente per loro sconosciuto.
Io ne avevo comprati 3, nel febbraio del 2000, in due negozi diversi, li avevo immessi in acquario e non li avevo più visti per almeno 3 mesi, li avevo dati per morti...
Invece un bel giorno vedo un guizzo tra le piante... possibile? Era proprio un Pangio, dopo qualche giorno ho rivisto anche gli altri due, e dopo poco tempo avevano preso così confidenza con l'ambiente circostante, che non avevo più nessun problema a vederli, erano sempre in giro tranquilli per la vasca, tutto il giorno, sempre tutti e tre assieme, che giocavano quasi, arrotolandosi ed attorcigliandosi insieme tra loro.
Era uno spettacolo guardarli, a volte erano così infilati tra le radici delle anubias da farmi temere che fossero rimasti incastrati, invece dopo poco li vedevo strisciare via...
Naturalmente in vasca erano presenti moltissimi nascondigli, tra rocce accatastate, legni sovrapposti ed incrociati, mezze noci di cocco rovesciate... i posti che preferivano erano gli intrichi formati dalle radici delle anubias che avevo legato alle noci di cocco e ai legni per "mimetizzarli" nell'ambiente circostante...


Ed un giorno ho avuto anche la bellissima sorpresa di scoprire, mentre gironzolava con gli altri, un pangio un po' più piccolo, non era uno dei miei deperito, come ho temuto lì per lì, ma un piccolo quarto pangio, nato nella mia vasca, senza che io purtroppo mi accorgessi di niente, e senza aver ricevuto quindi particolari attenzioni (rispetto soprattutto al cibo, che si è dovuto cercare da solo).
La cosa mi ha fatto un grandissimo piacere, perchè il fatto che fosse nato e soprattutto sopravvissuto mi ha fatto pensare che forse il mio acquario non era poi così male...


Dopo qualche tempo ho potuto anche assistere ad una deposizione, anche se purtroppo non è andata a buon fine perchè poco dopo stava andando a scatafascio tutto l'acquario...
Vi racconto in breve (si fa per dire, mi rendo conto che sono un po' prolissa  ) come è andata:

Avevo collegata all'acquario tramite un tubicino d'aeratore e pietra porosa una bottiglia con la mistura di acqua, zucchero e lievito per fare la CO2 artigianale; un giorno in mia assenza le mie due bambine sono riuscite ad "agganciare" il tubicino e strattonandolo hanno fatto cadere la bottiglia, e forse per l'effetto "agitazione" circa 1/3 del contenuto della bottiglia era entrato in vasca, risalendo il tubicino d'aeratore... Quando sono rientrata a casa mi è venuto un mezzo colpo, l'acqua sembrava molto sporca a torbida, e i pesci boccheggiavano in superficie Ho fatto subito un cambio d'acqua del 50% , ho messo l'uscita del filtro sopra il livello dell'acqua formando una cascatella, per ossigenarla meglio, e la situazione sembrava rientrata.

Pangio kuhlii nella riccia - 02 febbraio 2004
Pangio kuhlii nella riccia - Foto di Massimo Macciò
Pangio kuhlii nella riccia - 02 febbraio 2004
Pangio kuhlii nella riccia - Foto di Massimo Macciò

Qualche ora dopo, verso sera, ho notato due dei miei Pangio in superficie, in un cespuglio di riccia... li ho guardati per un po', temendo fossero lì colpiti dagli stessi sintomi d'asfissia che avevano mostrato gli altri pesci, invece dopo qualche secondo di immobilità hanno iniziato ad attorcigliarsi fra di loro, allontanandosi lievemente per riattorcigliarsi, in una specie di "danza" fatta di lievi sfioramenti e avvitamenti, alternati a momenti di immobilità...

Dopo parecchi minuti in cui guardavo emozionata questi "rituali", è avvenuta la deposizione: piccolissime uova scure hanno iniziato a "fluttuare", una buona parte è rimasta ancorata ai grossi cuscini di riccia che galleggiavano in superficie, altre sono cadute verso il basso, dove i Botia macracantha si sono subito accorti che c'era da banchettare...
I due Pangio, dopo essere rimasti ancora un po' di tempo nel cespuglio di riccia, immobili, sono quindi scesi di nuovo verso il fondo, senza curarsi delle uova.

Io ero stata presa completamente alla sprovvista, non mi sarei mai aspettata di assistere ad uno spettacolo del genere, era già sera, per di più sabato, e non avevo nè vaschette nè sale nido in cui ricoverare le uova, che d'altronde erano lì sulla riccia, solo quelle cadute in basso erano state mangiate, per cui ho lasciato tutto così com'era, sperando che come si era salvato un piccolo la volta scorsa forse qualcuno si sarebbe salvato anche questa volta...

Purtroppo però, quando mi sono svegliata il mattino dopo, la situazione era precipitata: l'acqua era diventata bianco latte, tutti i pesci erano a galla, boccheggianti ed esausti, i botia e i pangio erano coricati su un fianco sulle grosse foglie di un'echinodorus che arrivavano sulla superficie dell'acqua... Ero nel panico più completo, non riuscivo a capacitarmi di quello che stava succedendo... E mi era venuto in aiuto il newsgroup, it.hobby.acquari, ho postato un messaggio d'aiuto e nonostante fosse domenica mattina qualcuno ha subito risposto (Robflat, me lo ricordo ancora, non finirò mai di ringraziarlo  ), mi ha spiegato che poteva essere una forte proliferazione batterica causata dallo zucchero e lievito entrati in vasca il giorno prima, proliferazione che aveva azzerato il contenuto di ossigeno dell'acqua, provocando quei sintomi di asfissia nei pesci... Capire dalle sue parole quello che stava succedendo (prima non capivo più nulla, ero quasi nel panico, mi sembrava che tutta la vasca fosse diventata un'enorme bottiglia di CO2) mi ha sollevato e mi ha aiutato ad affrontare la situazione: cambi d'acqua piccoli ma ripetuti, aeratore a manetta e cascatella dal filtro per ossigenare l'acqua, in più carbone attivo nel filtro sostituito dopo due giorni, come mi aveva consigliato Walter Peris, ringrazio anche lui, per avermi seguito nella mia disavventura quasi passo-passo...

Inutile dire che nell'agitazione e nella preoccupazione per la sopravvivenza dei miei pesci (me ne erano morti 3, nonostante tutto) mi sono completamente dimenticata delle uova dei Pangio, quando me ne sono ricordata ormai la riccia era stata sbattacchiata tanto tra aeratore e filtro che delle uova non ve ne era più traccia...


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Pubblicato in data 04/08/2003

Ultimo Aggiornamento: 11/05/2008 23.09.56

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Commenti all'articolo

codice errato!

Veramente un bel racconto....mi dispiace per la disavventura. ;-)

Paolo F.

Ciao, bellissima esperienza, ma quanto costano allincirca i pangio?

Davide

Davide costano circa 2 o 3 euro

Stefano

Beh cavolo!Da me costano almeno 4,50 euro...

linda

Io ne ho uno,di giorno non si vede mai,la notte invece sbuca...l ho chiamato SMILZO perchè passa in fessure dove anche un foglio di carta farebbe fatica!!! :-)

Daniele

ciao, davvero interessante la tua storia!!! vorrei spare se l'anubias può crescere senza l'aiuto di fertilizzanti, sia nell'acqua, che sotto forma di pietre fertilizzanti, bensì anche se la si lega ad una radice di legno. volevo sapere anche se esistevano altre piante di questo genere....! grazie.

Mattia

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