La grande adattabilità che hanno i Pelvicachromis in natura corrisponde a quella che hanno in acquario: si adattano con facilità ai valori dell'acqua più disparati, qualche acquariofilo arriva ad allevarli senza problemi in acqua salmastra!
Senza arrivare a questi eccessi si può dire che per il loro allevamento e riproduzione va bene un'acqua di media durezza, come esce dalla maggior parte dei rubinetti italiani, con GH 5>15, KH 5>10, pH 7-7,5, ma si adattano anche ad acque più dure ed alcaline.
Comunque ritengo che siano da preferire valori più prossimi a quelli del biotopo d'origine, GH 1>5, KH 1>5, pH 6>7.
Questa grande adattabilità, le piccole dimensioni (il maschio raggiunge i 9-10 cm., la femmina 7-8 cm.) e soprattutto la facilità con cui si riproducono ne hanno fatto degli ospiti molto richiesti per gli acquari di tanti appassionati. In genere tranquilli con i coinquilini, non danneggiano le piante, curano la prole in modo ammirevole, hanno colori stupendi, soprattutto nel periodo riproduttivo.

Tuttavia ci sono alcuni aspetti da non sottovalutare, prima di pensare di introdurli in vasca: innanzitutto può succedere, non troppo spesso ma succede, che la difesa degli avannotti li porti a ferire gravemente o addirittura ad uccidere i compagni di vasca, quindi bisogna sempre tenere sotto controllo la situazione ed avere sempre a portata di mano un altro posto dove ricoverare i malcapitati se gli attacchi dei Pelvicachromis si fanno troppo pressanti.
Inoltre bisogna anche prevedere che riproducendosi facilmente ci si potrà trovare con 10-20-40-80-100 piccoli Pelvicachromis da far crescere, con le dovute cure ed attenzioni, che per la verità non sono molto gravose (si possono nutrire subito con gli appositi mangimi finissimi per avannotti o con il cibo degli adulti finemente triturato) e soprattutto che saranno da regalare o vendere a qualcuno, almeno che non abbiate in casa un numero sufficiente di vasche per farceli vivere tutti... in tal caso beati voi!!! :-)))
Per l'allevamento di questi bellissimi ciclidi, che hanno una spiccata indole territoriale, consiglierei come minimo una vasca da circa 80 litri, dimensioni minori sono consigliabili solo per coppie già affiatate, ed anche in questo caso non bisogna sottovalutare la loro aggressività intraspecifica. Per non aver problemi con la coppia la base dell'acquario dovrebbe essere almeno 70x40 cm., per non averne nemmeno con eventuali coinquilini la vasca deve essere ancora più grande, ben piantumata e ricca di nascondigli.
Non sarebbe male avere anche a disposizione un'altra vasca, in cui ricoverare i compagni dei pelvica nel caso le loro "attenzioni" diventassero troppo stressanti.
Infatti quando la coppia di pelvica avrà deciso che è arrivato il momento di riprodursi, essi scacceranno chiunque dal territorio prescelto, senza nessun timore neanche verso pesci molto più grossi di loro, e se la vasca è piccola e non offre nascondigli ai malcapitati questi possono arrivare anche ad essere uccisi.
Le vasche da 30 litri, che pure sono molto comuni, non vanno assolutamente bene per questi ciclidi, si potrebbero avere dei problemi anche con coppie già affiatate, metterci un maschio e una femmina a caso è da escludere del tutto, pena la morte di uno dei due.
Poi dipende anche dal carattere del singolo Pelvicachromis: ci si può trovare di fronte ad un maschio tranquillo, che si limita a spaventare i coinquilini senza provocare danni (è al maschio che in genere è affidata la difesa del territorio) anche in una vasca molto piccola, come invece si può trovare il maschio bastardissimo che in una vasca enorme invece parte subito in quarta addentando chiunque si presenti a tiro, fino a uccidere tutti i compagni di vasca.
L'acquario dev'essere ricco di vegetazione, di nascondigli e di ripari costituiti da legni, radici o sassi, o anche mezze noci di cocco rovesciate, che sono anche un ottimo substrato per la riproduzione.
Consiglierei anche un fondo di sabbia fine, perchè ho notato che amano "setacciare" la sabbia con la bocca, per scovare residui di cibo.
E' preferibile partire con un gruppo di 4 o 5 giovani esemplari, tra i quali si formerà spontaneamente una coppia; quando questa si è formata però è meglio spostare gli altri, specialmente se la vasca non è molto grossa, per evitar loro eccessivi stress.
Non si hanno comunque problemi ad immettere solo un maschio e una femmina, visto che sono facilmente distinguibili, come del resto ho fatto anch'io; l'importante è, come ho già detto :-), che ci sia spazio per la fuga e tantissimi nascondigli per eventuali scaramucce iniziali.
In genere non danneggiano le piante, possono però scavare buche, anche abbastanza profonde, come "rifugio" per gli avannotti, per cui potrebbero provocare danni al fondo fertilizzato, sollevandolo, o alle eventuali piante presenti nel posto dove hanno deciso di scavare; questo accade a quanto ho letto molto raramente, però è sempre meglio metterlo in conto. E' meglio cercare di non mettere comunque il fondo fertilizzato nei punti dove andranno collocate le mezze noci di cocco o quant'altro avrete deciso di mettere come "supporto" per la riproduzione: dentro la noce di cocco la femmina scaverà sicuramente, portando fuori la sabbia con la bocca in un incessante andirivieni, per fare spazio a lei e al maschio.
Per l'alimentazione non c'è nessun problema: fermo restando che il cibo vivo costituisce l'optimum per tutti i pesci, i pelvica si adattano a qualsiasi mangime commerciale; l'importante è comunque variare, cioè non limitarsi a comprare un barattolo di mangime e dare solo quello finchè non finisce, ma alternare diversi tipi di mangime ogni giorno, sia in granuli che in scaglie, di diverse marche e composizione.
Oltre a questi, si possono dare ogni tanto i mangimi liofilizzati, come dafnie, chironomus, krill e tubifex, facendoli ammollare in un po' d'acqua dell'acquario per una mezz'oretta, in modo che vadano a fondo subito.
Una o due volte la settimana si possono dare anche artemie o chironomus congelati.
Autore: Paul V. Loiselle
Ho tradotto questo articolo di Paul V. Loiselle perchè in articoli riguardanti l'allestimento di acquari per ciclidi ho trovato spesso l'espressione "dither fish" usata per indicare i pesci messi in loro compagnia, e non avevo ben capito a cosa si riferisse, prima di leggere questo articolo su Cichlid Room Companion.
Loiselle spiega dettagliatamente che cosa significa questo termine, che io ho tradotto come "pesci rassicuranti" (in realtà "dither" è un controsenso: letteralmente significherebbe pesci agitati, titubanti, mentre agitati e titubanti non sono loro ma i ciclidi con cui vengono messi, allo scopo di rassicurarli), in quanto tecnica molto usata dagli etologi per far mostrare ai ciclidi studiati tutta la gamma di comportamenti di cui sono capaci.
Autore: biggia
Resoconto giornaliero delle mie osservazioni del comportamento di un quartetto di Mikrogeophagus altispinosus, probabilmente due maschi e due femmine, che hanno formato coppie e cambiato partner, in un susseguirsi di riproduzioni, nessuna delle quali per? coronata da successo.
Autore: Neil Lilliedoll
Disquisizione sul significato di ciclide "nano" e individuazione dei parametri a cui un ciclide deve corrispondere per poter essere chiamato così.
Autore: Neil Lilliedoll
Articolo che tratta in maniera approfondita il tema della nutrizione dei Ciclidi nani, elencando tutte le possibili alternative per avvicinarsi il più possibile alle esigenze nutrizionali soddisfatte in natura.
Autore: Neil Lilliedoll
Descrizione degli accorgimenti più importanti da osservare per allestire una vasca da dedicare all'allevamento e alla riproduzione dei ciclidi nani.
Autore: Grant Gussie
Descrizione molto particolareggiata di un'esperienza d'allevamento e riproduzione del Pelvicachromis pulcher, con notizie utili ed interessanti a carattere generale.
Autore: Grant Gussie
Descrizione del luogo d'origine e delle varie caratteristiche degli appartenenti al genere Pelvicachromis, che elenca e descrive anche le diverse varietà di colorazione.
Autore: Serafino Teseo
Anche per le interessanti modalità di cura della prole, i ciclidi sono oggetto di diffuse attenzioni da parte degli appassionati; in particolare, P. pulcher gode di notevole popolarità tra gli acquariofili, complice la relativa facilità con cui può essere allevato unita ad un’attraente livrea. In questa sede saranno analizzati alcuni dettagli del comportamento riproduttivo della specie.
Autore: Bob Berdoulay
Esperienza d'allevamento e riproduzione del Pelvicachromis pulcher.
Autore: Lynn McMullen
Racconto di una esperienza di allevamento e di riproduzione del Pelvicachromis pulcher, pesce che viene consigliato vivamente ai neofiti dell'acquariofilia che si vogliono "impegnare" un po' di più
Link a sito esterno
Link a documento pdf
Link a foto esterna al sito

Non ci sono ancora commenti!
Inserisci il tuo commento:
Si prega di inserire solo commenti, non richieste di aiuto... per quelle c'è it.hobby.acquari