Il dimorfismo sessuale dei Pelvicachromis pulcher è molto evidente. Quando sono piccoli sembrano tutti femmine, avendo le pinne arrotondate, mentre a partire dall'età di circa 4 mesi (che corrisponde ad una dimensione di circa 4 cm.) i maschi incominciano a differenziarsi, gli si allunga la pinna dorsale, che finisce in una lunga punta, così come le ventrali, e la coda assume la tipica forma lanceolata, mentre la femmina mantiene le pinne arrotondate e più corte, e la coda a ventaglio ed incolore. Inoltre sebbene anche il maschio presenti una macchia rosata sul ventre, la pancia della femmina diventa proprio di un intenso color ciliegia, e tutti i suoi colori sono molto più marcati di quelli del maschio, soprattutto durante il periodo riproduttivo.
Cliccando sulla foto a lato potrete vedere un'immagine, sia pure di qualità non eccelsa, in cui ho cercato di evidenziare i caratteri distintivi dei due sessi, cerchiandoli con colori diversi e corrispondenti: in rosa la coda, che si presenta più piccola, a ventaglio ed incolore nella femmina (al massimo con qualche sfumatura dorata), mentre è a forma semi-lanceolata e colorata quella del maschio, con due bande colorate sopra e sotto, da giallo ad arancione; in giallo la pinna dorsale (nel maschio la pinna dorsale è appuntita e con il margine superiore colorato fino alla fine della punta, nella femmina è arrotondata, e l'ultima parte, quando incomincia la curva dell'arrotondamento, è incolore); in verde le pinne ventrali, e in rosso la pinna anale, che sono tutte a punta nel maschio e arrotondate nella femmina.
La riproduzione dei Pelvica è molto facile da ottenere, senza dover cercare particolari valori dell'acqua, anzi, è molto più difficile, se non impossibile, farli smettere!
E' importante predisporre delle cavità o delle piccole grotte dove possano deporre le uova, il mezzo più usato e più efficace è quello della mezza noce di cocco, ed è molto semplice: basta prendere una noce di cocco, tagliarla a metà, sbafarsi il contenuto
, lavarla bene e magari bollirla per un po', fare con il trapano un foro più grande come entrata e qualche foro piccolo in cima per il ricircolo dell'acqua, piazzarla nell'acquario ed il gioco è fatto! Se poi non avete dimestichezza con il trapano, basta che la mettiate anche semplicemente spaccata a metà nella sabbia, ci penserà la femmina scavando a farsi l'entrata.
Comunque al link seguente potrete trovare un articoletto con foto esemplificative di come vanno preparate le noci di cocco per metterle in acquario.
E' preferibile metterne più d'una, in posti diversi, in modo che la femmina possa scegliere quella che le piace di più, dopodichè scaverà bene all'interno, facendo alacremente avanti ed indietro portando fuori la sabbia con la bocca, per fare spazio per sé e per il maschio.
Comunque se la noce di cocco manca, troveranno il modo di riprodursi lo stesso, è già successo che Pelvica, spazientiti dal fatto che il "padroncino" tardasse a preparare la noce, deponessero sulle foglie di anubias!
In genere è la femmina a prendere l'iniziativa: nel periodo riproduttivo il suo ventre assume un colore rosso carico, quasi porpora, ed è lei che "corteggia" il maschio, avvicinandolo ed inclinandosi lateralmente, per mostrare l'addome coloratissimo, vibrando rapidamente, ed invitandolo a seguirla.
Questi preliminari possono durare anche qualche giorno, può capitare anche qualche scaramuccia, ma è tutto nella norma per questi focosi ciclidi. La femmina continua vibrando e mostrando l'addome, a sollecitare il maschio, fino a che questi la segue nel luogo da lei prescelto e preparato, dove avviene la deposizione.
Una volta terminata, la femmina rimane dentro la noce di cocco a custodire e ventilare le uova, senza neppure andare a mangiare, mentre il maschio "pattuglia" la zona, impedendo a chiunque di sostare nelle vicinanze.
Dalla deposizione alla schiusa passano circa 4-5 giorni (dipende anche dalla temperatura dell'acqua), e per altri 4-5 giorni le larve non avranno bisogno di cibo perchè avranno da assorbire il sacco vitellino.
I genitori iniziano a spostare gli avannotti in luoghi riparati e dove il maschio ha già precedentemente scavato dei piccoli avvallamenti come protezione, hanno una colorazione molto mimetica, beige a puntini grigi, che li rende quasi indistinguibili dal fondo, e quando iniziano a nuotare, formando quella indimenticabile nuvoletta intorno ai genitori, saranno già lunghi 5-6 millimetri.
Accettano già da subito i mangimi micronizzati che esistono in commercio, appositi per avannotti, ma in mancanza di meglio si può ricorrere anche al comune mangime per gli adulti, sbriciolandolo il più possibile. L'optimum rimane comunque nutrirli con i naupli d'artemia, che secondo me sono i migliori. Io li alternavo, usando il micronizzato solo nell'intervallo tra una preparazione e l'altra dello schiuditoio, e comunque non mi dava le stesse soddisfazioni, perchè con i naupli vedevo chiaramente i piccoli mangiare, e i loro pancini diventare belli arancioni.
Come tutti gli avannotti, andrebbero nutriti con piccole quantità di mangime ma date molto frequentemente, dalle 4 alle 6 volte al giorno. Se li lasciate nella vasca con i genitori, cosa che vi consiglio per non perdervi le loro fantastiche cure parentali, potete "spruzzare" molto lentamente e delicatamente il cibo nel mezzo della nuvoletta di avannotti, servendovi di una siringa, alla quale avrete sostituito l'ago con una lunga cannuccia da bibite, o con un pezzo di tubicino da aeratore. Al principio l'oggetto estraneo sarà attaccato ferocemente dai genitori, ma vedrete che capiranno presto che da lì viene il cibo e vi lasceranno fare.
I piccoli Pelvica crescono molto rapidamente, ed è da non perdere lo spettacolo unico delle cure parentali dei genitori, che sono tra le più assidue ed intense del mondo dei ciclidi: entrambi i genitori infatti si prendono cura della prole, con una costanza quasi commovente, senza distrarsi un attimo e proteggendoli da qualunque "estraneo".
E' la madre in genere che sta a più stretto contatto con gli avannotti, il padre è leggermente più distanziato, in alto, per controllare bene anche le zone circostanti. La madre mantiene anche la colorazione rosso ciliegia intenso del ventre, che sembra fungere da richiamo per i piccoli. Dal canto loro essi, sia pure piccolissimi, istintivamente sanno interpretare ogni messaggio corporeo della madre, immobilizzandosi non appena essa si allontana, per tornare a muoversi alla perenne ricerca di cibo non appena la rivedono.
Per vedere tutte le foto della crescita degli avannotti cliccate sulla sezione FOTO
Dopo circa 15 giorni di vita gli avannotti sono lunghi già un cm. circa, ed hanno assunto la forma di pesciolini in miniatura, anche se mantengono la loro livrea mimetica.
All'età di un mese - un mese e mezzo, incominciano piano piano ad assumere la livrea degli adulti, con la linea nera che va dal muso fina alla coda, sono lunghi quasi 2 cm., ed i genitori incominciano a lasciarli soli per qualche minuto per andare a mangiare. Nella foto si incomincia a notare, il piccolo ha un mese e 10 giorni, ma i puntini sui fianchi si fanno più scuri e tendono ad unirsi in una linea prima grigio scura e poi nera.
All'incirca dopo 2 mesi - 2 mesi e mezzo, a 3 cm. di lunghezza, i piccoli Pelvicachromis possono dirsi autonomi, infatti i genitori in genere li abbandonano definitivamente, per iniziare a prepararsi per una nuova covata. In genere tollerano la presenza dei figli della covata precedente, limitandosi ad allontanarli bruscamente dal luogo prescelto per la deposizione, ed è fortissimo vedere i piccoli che, scacciati dai genitori, riassumono per qualche minuto la livrea da avannotti, sbiadendo la linea nera laterale rendendola simile ad una fila di punti grigi, come a dire: "Non mi scacciare, non vedi che sono piccino? ![]()
Più problemi possono invece avere i figli alla terza covata, in quanto ormai sono grandi ed i genitori li vedrebbero come potenziali predatori per i nuovi piccoli; inoltre la vostra vasca non sarà mica enorme, che cosa aspettate a separarli? ![]()
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Scherzi a parte, quando i genitori si preparano per una nuova covata, se non lo avete già fatto prima, è ora di separare i piccoli, per evitare loro problemi ed eccessivi stress.
Potete metterli in una vasca a parte, dove incominceranno a mostrare i caratteri distintivi dei due sessi all'incirca verso i 4 mesi di vita, ad una lunghezza di 4-5 cm.: non disperatevi se fino a questo momento vi sono sembrate tutte femmine: vedrete che a qualche individuo incomincerà ad allungarsi la pinna dorsale, e ad appuntirsi quelle ventrali ed anale, mentre la coda si andrà colorando maggiormente, facendosi riconoscere come maschietti.
Nella foto a lato, un giovane Pelvicachromis di 3 mesi, dopo i 5 mesi d'età si è poi rivelata una bellissima femmina...
Raggiunta una taglia di circa 5-6 cm. tutti gli individui si potranno distinguere definitivamente tra maschi e femmine.
Due splendide foto della riproduzione dei Pelvicachromis di Giuli, una partecipante di it.hobby.acquari, con gli avannotti a cinque giorni dalla schiusa, scattate a maggio del 2006:
E qui di seguito altre due foto, che Giuli mi ha inviato ad aprile 2006: la coppietta che ha deposto non è quella precedente, ma sono i loro figli, e gli avannotti i loro nipotini :-)
Un'annotazione riguardante rapporto tra i sessi di una nidiata e il pH: ho letto in parecchi siti che il rapporto tra i sessi dei Pelvicachromis nati in una stessa nidiata, è influenzato dal pH dell'acqua al momento della deposizione e della nascita, ed infatti ho potuto constatare questo di persona: le covate nate nell'acquario grande, dove ho la CO2 e quindi pH tra 6 e 6,5, hanno avuto una netta predominanza di pelvica maschi rispetto alle femmine (ad esempio, su una trentina di avannotti arrivati all'età adulta, solo 7 si sono rivelati delle femmine).
Invece nelle covate nate nella vasca piccola, dove non c'è CO2 e il pH è intorno a 7,5, in tutte le covate una volta arrivati tutti all'età adulta, le femmine predominavano (di molto) sui maschi.
Autore: Grant Gussie
Descrizione molto particolareggiata di un'esperienza d'allevamento e riproduzione del Pelvicachromis pulcher, con notizie utili ed interessanti a carattere generale.
Autore: Erik Olson
"Giornale di bordo" dei tentativi di riproduzione dei P. pulcher, coronati alla fine dal tanto sospirato successo... Dagli errori, propri ed altrui, si può sempre imparare qualcosa :-)
Autore: Serafino Teseo
Anche per le interessanti modalità di cura della prole, i ciclidi sono oggetto di diffuse attenzioni da parte degli appassionati; in particolare, P. pulcher gode di notevole popolarità tra gli acquariofili, complice la relativa facilità con cui può essere allevato unita ad un’attraente livrea. In questa sede saranno analizzati alcuni dettagli del comportamento riproduttivo della specie.
Autore: Curt Brobst
Esperienza d'allevamento che sembrava in un primo momento negativa, per la precoce morte dei potenziali riproduttori, ma che si è conclusa poi felicemente (nonostante le piante di plastica, bleah! Per favore, voi mettetele vere! :-)
Autore: Bob Berdoulay
Esperienza d'allevamento e riproduzione del Pelvicachromis pulcher.
Autore: Lynn McMullen
Racconto di una esperienza di allevamento e di riproduzione del Pelvicachromis pulcher, pesce che viene consigliato vivamente ai neofiti dell'acquariofilia che si vogliono "impegnare" un po' di più
Interessanti per la considerazione delle differenze ma anche delle somiglianze con il P. pulcher, gli articoli su allevamento e riproduzione del Pelvicachromis subocellatus e del Pelvicachromis taeniatus
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sono un giovane neofita, ho 12 anni. volevo dire che mi e' piaciuto molto l'articolo sulla riproduzione dei pelvicachromis pulcher
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