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Per favore, il vero
Pelvicachromis sp. aff. subocellatus
si alzi in piedi!

di Kurt Zadnik

Descrizione particolareggiata delle caratteristiche, dell'allevamento e della riproduzione di Pelvicachromis subocellatus e Pelvicachromis sp. aff. subocellatus, anche in relazione alle differenze e somiglianze con P. pulcher

Traduzione dell'articolo
"Will The Real Yellow Krib Please Stand Up?"
sul sito di The Cichlid Room Companion; al link seguente l'articolo nelle versionie originali in inglese e spagnolo.
Questo articolo è stato originalmente pubblicato in
Cichlid News Magazine Jul-95 pp 06-11, è riprodotto qui con il permesso dell'autore Kurt Zadnik

Coppia di Pelvicachromis sp. aff. subocellatus - Foto di Kurt Zadnik
Una coppia di Pelvicachromis sp. aff. subocellatus.
Krib giallo - Foto di Kurt Zadnik

Ho sempre provato gioia nell’allevare e riprodurre i Ciclidi nani. Una parte di quel divertimento era racchiusa nel fotografare i Ciclidi nani e nel condividere le foto e le mie esperienze con i gruppi di appassionati allevatori di pesci tropicali in giro per il paese.
Queste conferenze, purtroppo, mi hanno appioppato il titolo di "esperto di Ciclidi nani". Dico purtroppo, perché sono completamente d'accordo con mio nonno che era solito dire che un "esperto" è qualcuno che conosce 100 modi di fare l'amore, ma che non conosce nessuno con cui fare l'amore! Come conseguenza dell’essere considerato un tale "esperto", inoltre, ricevo frequentemente chiamate dagli hobbisti principianti nell’allevamento dei nani, da tutto il paese, che è bello ma solo relativamente. È bello perché posso parlare con molta gente che condivide il mio stesso interesse per i Ciclidi nani, ma è brutto perché spesso devo rispondere alla stessa domanda una, due tre volte… all’infinito.

Una delle domande più frequentemente poste riguarda le differenze fra il Pelvicachromis subocellatus (il “vero” subocellatus) ed il cosiddetto "yellow krib", krib giallo, (nondimeno descritto come Pelvicachromis sp. aff. subocellatus).
Lo scopo del presente articolo è quello di contribuire a spiegare le distinzioni fra questi due pesci simili e tuttavia molto differenti.

Non è sorprendente la confusione che regna per queste due forme.
Anche se il Pelvicachromis sp. aff. subocellatus è stato importato sporadicamente nel corso degli anni, non si è mai trasformato in un pezzo forte nell'hobby come il krib comune, Pelvicachromis pulcher, probabilmente per i suoi colori generalmente grigi.

Il vero P. subocellatus, d'altra parte, è stato importato soltanto raramente, mentre era notevolmente ricercato sulla base delle foto pubblicate da Jorg Vierke nel suo libro “Dwarf Cichlids” nel 1979. Le foto in quel libro mostrano un maschio sessualmente tranquillo e una femmina colorata in maniera spettacolare, in piena livrea da deposizione: testa color oro, pancia rossa luminosa, pinna dorsale dorata e argentata con riflessi metallici e zone nere davanti e dietro il punto rosso della pancia. Per tantissimi entusiasti dei Ciclidi nani (me stesso incluso), è stato amore a prima vista!

Come conseguenza di queste foto spettacolari, gli hobbisti hanno attivamente dato la caccia a qualsiasi pesce che assomigliasse anche in modo superficiale al vero P. subocellatus, ma quasi invariabilmente si ritrovavano con il Pelvicachromis sp. aff. subocellatus (e rimanevano delusi). Non sto dicendo che ci sia qualcosa di male nel P. sp. aff. subocellatus; mi è piaciuto molto allevarlo, fin dal 1985. Ma semplicemente non c’è nessun paragone una volta confrontato con il vero P. subocellatus. Gli acquariofili americani hanno dovuto attendere fino alla fine degli anni 80 prima che il Pelvicachromis subocellatus diventasse disponibile attraverso gli hobbisti tedeschi (Linke, 1988). L'attesa si è conclusa soltanto con gli sforzi di Heiko "Indiana Jones" Bleher, che andò nello Zaire (nota del redattore: Ora Repubblica di Congo) e riportò indietro esemplari vivi egli stesso.

Anche se superficialmente simili, ci sono un certo numero di differenze tra le due forme.
Il Pelvicachromis sp. aff. subocellatus è nativo del grande delta del fiume Niger e spesso è raccolto nelle stesse zone del Pelvicachromis pulcher. Carichi in spedizione di quest’ultima specie (come pure della forma nigeriana, proveniente dagli stessi habitat del P. taeniatus) provenienti da Lagos sono spesso “contaminati" con i P. sp. aff. subocellatus, e questo quindi giustifica la loro continua permanenza nell'hobby.
Il vero P. subocellatus, al contrario, è nativo dei corsi d’acqua e degli stagni litoranei che vanno da Libreville, nel Gabon del sud, a Moanda nello Zaire. Questa zona non è stata riordinata commercialmente in maniera regolare fino agli anni 60, quando Pierre Brichard sviluppò il suo commercio di esportazione a Kinshasa, nello Zaire.

 

Maschio di Pelvicachromis sp. aff. subocellatus - Foto di Kurt Zadnik
Maschio di Pelvicachromis sp. aff. subocellatus
Femmina di Pelvicachromis sp. aff. subocellatus - Foto di Kurt Zadnik
Femmina di Pelvicachromis sp. aff. subocellatus
Maschio di Pelvicachromis subocellatus - Foto di Kurt Zadnik
Maschio di Pelvicachromis subocellatus
Femmina di Pelvicachromis subocellatus - Foto di Kurt Zadnik
Femmina di Pelvicachromis subocellatus

Secondariamente, come discusso precedentemente, il vero Pelvicachromis subocellatus e il Pelvicachromis sp. aff. subocellatus non sono uguali identici per quanto riguarda la colorazione.
I secondi hanno un soprannome adatto poiché sia i maschi che le femmine sono fondamentalmente gialli con una debole banda orizzontale marrone scuro quando sono sessualmente inattivi. Quando sono nel periodo della riproduzione, il maschio esibisce file verticali di spot rossi e blu luminosi alternati nelle pinne dispari. I maschi non hanno mai ocelli nero/oro nel lobo superiore della pinna caudale e la pinna dorsale ha soltanto uno stretto bordo rosso.
Una femmina di Pelvicachromis sp. aff. subocellatus sessualmente attiva ha la testa dorata, una pancia rossa luminosa con una macchia argenteo-bianca sopra e una pinna dorsale color oro chiaro. Le zone davanti e dietro il punto della pancia sono, nel migliore dei casi, grigio fuligginoso. La coda è di un giallo-oro traslucido.

Il vero Pelvicachromis subocellatus ha generalmente lo stesso disegno, ma assume un elevato livello di intensità. Sia i maschi che le femmine sono fondamentalmente dorati, con una distinta banda orizzontale nera nello stato non-riproduttivo. Una volta sessualmente attivo, il maschio mostra file verticali di punti rossi e blu luminosi alternati nelle pinne dispari con i ocelli nero/oro o bande orizzontali sul lobo superiore della pinna caudale. La pinna dorsale ha un caratteristico bordo rosso sottolineato con il bianco.
Una femmina sessualmente attiva ha una testa color oro luminoso e un color rosso ciliegia che si estende sopra ed oltre la pancia. La pinna dorsale è di un color argenteo-dorato incredibilmente riflettente. Le zone davanti e dietro lo spot rosso della pancia sono nere come la pece. La caudale è giallo-oro traslucido, spesso con punti neri ocellati sul lobo superiore. Se anche voi vedrete una femmina siffatta, capirete facilmente perché il maschio mostra un tale grande interesse nella procreazione!

Anche se entrambi raggiungono taglie simili, il Pelvicachromis sp. aff. subocellatus tende ad essere un pesce più tozzo nella corporatura, con un muso smussato, mentre il P. subocellatus ha una forma più affusolata con un muso aguzzo, contrasto che è più pronunciato nei maschi adulti.
Anche se il P. sp. aff. subocellatus ed il vero P. subocellatus sono stati ritrovati in natura in acque simili, tenere e con pH basso, il primo è facile da allevare e riprodurre anche in condizioni dell'acqua soltanto leggermente acida (pH 6,2-7,0) e moderatamente tenera (10-15 dGH). È inoltre abbastanza prolifico, rivaleggiando con il Pelvicachromis pulcher nella produzione di avannotti.
Dall’altra parte invece, il P. subocellatus può essere allevato in acqua leggermente acida e moderatamente tenera, ma richiede condizioni dell’acqua molto tenera (< 10 dGH), e decisamente acida (pH 5,5-5,6) per riprodursi con successo. Ogni covata è composta mediamente soltanto da 20-50 avannotti. Inoltre gli avannotti sono più sensibili alla qualità dell'acqua e richiedono cure più intensive che nel P. sp. aff. subocellatus.

Entrambe le specie depongono le uova in modo simile e vengono allevati nel modo migliore in un acquario di comunità, sempre che siano i pesci dominanti nella vasca.
Preferisco allevarli in coppia in acquari da 55 – 75 litri insieme con un piccolo gruppo di pesci che formano branchi (per esempio, pesci accetta, pesci matita, rasbore). Essi saranno veramente a loro agio in un acquario ben piantumato, con un grande numero di possibili luoghi di deposizione delle uova, quali corte canne di bambù, gusci di noce di cocco, legni e radici di torbiera, o vasi di terracotta rovesciati con il foro di drenaggio ingrandito abbastanza per permettere soltanto alla femmina di entrare.

Entrambe le forme sono specie generalmente monogame, dalla custodia degli avannotti biparentale (entrambi i genitori si prendono cura degli avannotti), e depongono in caverne.
È meglio cominciare con un gruppo di giovani e permettere loro di formare spontaneamente le coppie mano a mano che di sviluppano e maturano. I maschi difenderanno piccoli territori con caverne dalle quali vengono corteggiate le femmine. Esse si avvicinano all'apertura di una caverna e si esibiscono intensamente con una danza vibrante formando una "curva a S" davanti il maschio. Questo comportamento può andare avanti per qualche giorno prima che la femmina sia pronta a deporre le uova. Una volta che la femmina "prende possesso" della caverna, probabilmente è avvenuta la deposizione delle uova. Ulteriori indicazioni della deposizione delle uova sono la presenza di un ovopositore o un dimagrimento improvviso nella femmina.
Le femmine sono madri diligenti, e trascorrono la maggior parte del loro tempo a ventilare vigorosamente le uova, che schiudono dopo 72 ore a 27° C. La femmina sposta spesso le larve in diverse buche e caverne fino a che non iniziano a nuotare liberamente (dopo circa cinque giorni). Gli avannotti sono abbastanza grandi (0,6 cm.) e accettano volentieri e subito i naupli di artemia salina, i microworms e mangime in fiocchi finemente sbriciolato. La femmina è costantemente attenta, li porta in giro per la vasca in gruppo compatto; gli avannotti si guadagnano un pasto supplementare mangiando i rotiferi e altri microrganismi che crescono nella vasca. Durante questo tempo, il maschio difende le zone periferiche intorno al banco di avannotti. Essi si sviluppano velocemente sotto la protezione della femmina e raggiungono la maturità sessuale in 7-8 mesi.

Raccomando di cuore una di queste due specie agli entusiasti dei Ciclidi nani.
Suggerirei che i principianti inizino con il Pelvicachromis sp. aff. subocellatus, più facile da allevare. Se siete interessati ad una o all’altra forma, ma non riuscite proprio a trovarli, potete pensare di associarvi al Apistogramma Study Group (ASG), un gruppo di hobbisti dedicati all’allevamento, riproduzione e godimento dei Ciclidi nani sia sudamericani che africani.

Riferimenti

  • Linke, H.; 1988; New and reimported aquarium fishes - the "real one" is here; Today's Aquarium; 2/88:5-6.
  • Vierke, J.; 1979; Dwarf Cichlids; TFH Publications, Inc., Neptune, NJ.

© Copyright 1996, Kurt Zadnik - All rights Reserved


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Pubblicato in data 23/04/2004

Aggiornato il: 02/11/2008 16.45.50

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