Le piante palustri in natura non vivono mai completamente sommerse, a differenza di quelle comunemente dette acquatiche, che vivono sempre o per la maggior parte dell'anno sommerse, rimanendo emerse per brevi periodi stagionali.
Se le comprate per il vostro acquario, attirati dalla loro bellezza e dai loro colori, spesso più appariscenti delle piante acquatiche propriamente dette, siete destinati a vederle inesorabilmente marcire. Magari vi daranno l'illusione di adattarsi, butteranno anche qualche foglia nuova, gli Spathyphyllum possono anche fiorire sott'acqua, ma purtroppo questo non durerà a lungo (parlo purtroppo anche per esperienza personale).
Ecco l'elenco delle piante palustri che più facilmente si trovano in commercio:
Non a caso queste piante sono note anche come piante d'appartamento, infatti vivono tranquillamente in un vaso, all'asciutto.
Questo invece non è possibile con le piante acquatiche, anche quelle che vivono in natura per periodi anche emerse o semi-emerse possono vivere in vaso, ma solo con l'accortezza di mantenerle sempre all'umido.
C'è a questo proposito un articolo molto interessante di Germano Ferrara su Aquarium - Ed. Primaris - n. 2 febbraio 2003, sulla coltivazione emersa di Echinodorus cordifolius.
Con le piante acquatiche o anche con quelle palustri è molto decorativo trasformare la vecchia boccia dei pesci rossi, che avrete senz'altro messo in un acquario da 60-100 litri tutto per loro dopo aver frequentato it.hobby.acquari, in una sorta di piccola serra umida: basta mettere pochissimo fondo fertilizzato, un po' di sabbia o ghiaietto, qualche centimetro d'acqua e le piantine che più vi piacciono.
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