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Le Piante Acquatiche

Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere...

In questa pagina potrete trovare altri argomenti, che interessano l'argomento "Piante acquatiche" soltanto marginalmente, ma che ho reputato comunque interessanti.
Non finirò mai di ringraziare tutti i partecipanti di it.hobby.acquari per il contributo che danno alla crescita dell'acquariofilia, e soprattutto Walter Peris, visto che per ora le risposte più interessanti che ho trovato provengono quasi tutte da lui... visitate subito il suo sito! :-)

Elenco degli argomenti:

LEMNA MINOR IN FITODEPURAZIONE

G. Camera Roda
> Ho sentito diverse volte dire che quella pianta (di cui mi sfugge il nome) galleggiante che sul pelo dell'acqua forma un letto di "lenticchie verdi" è estremamente utile perchè assorbe in modo massiccio i fastidiosi nitrati e porcherie varie.
La Lemna minor (duckweed) e' stata oggetto di studio per l'utilizzo nella rimozione di nutrienti ed in generale per il trattamento di acque (fitodepurazione).
I risultati hanno mostrato sostanzialmente che in sistemi di fitodepurazione:
-la Lemna minor (LM) mostra di essere, tra le piante acquatiche, quella che presenta la minore "densità" di immagazzinaggio di azoto per unità di superficie, potendo arrivare solo a 4-50 kg (piuttosto variabile a seconda delle condizioni, ma comunque relativamente basso) di azoto immagazzinato per ettaro (a titolo di confronto la Typha presenta valori da 250 a 1560 kg/ha, mentre l'Eichornia crassipes da 300 a 900 kg/ha).
-come molte piante galleggianti (tra cui anche l'Eichornia) è tuttavia piuttosto facile mantenerla nella fase di "crescita esponenziale", principalmente non facendole mancare nutrienti (che negli impianti di fitodepurazione vengono alimentati in continuo), luce, temperatura adatta e spazio (procedendo regolarmente alla raccolta e rimozione).
-di conseguenza la capacità di rimozione di azoto per LM diventa interessante attestandosi a 350-1200 kg di azoto per ettaro di superficie all'anno, mentre la Typha (regolarmente sfalciata) arriva a 600-2630 kg/(ha y) e l'Eichornia a 1950-5850 kg/(ha y).
L'Eichornia dunque in linea di massima funziona meglio, ma si tratta anche di vedere quale risulta piu' facile da gestire, soprattutto in un acquario.
Tenete conto che il contenuto di azoto nei tessuti su base "secca" e' per la Typha attorno a 1.37 % (il fosforo e' a 0.21 %) e mediamente "per le piante tipicamente usate in fitodepurazione" siamo sul 2.2 % , con valori che spaziano dall'1.2 % al 2.6 %. Il dato specifico per LM non l'ho trovato, ma dovremmo comunque essere all'interno di questo campo.
Infine è stato ampiamente dimostrato che in fitodepurazione l'azoto rimosso direttamente nei tessuti delle piante (assumendolo preferibilmente sotto forma di ammoniaca, ma anche come nitriti e nitrati, che vengono ridotti a forme piu' assimilabili grazie all'azione di enzimi appositi presenti in maggior quantità nel sistema nel caso ci sia preponderanza di nitrati e nitriti) può essere solo una parte minore di quello totalmente rimosso.
Quello rimosso dalle piante attraverso la crescita infatti è stato misurato essere dal 13 al 67 % di quello globalmente rimosso anche attraverso altri numerosi meccanismi. Nel caso ci sia disponibilita' di carbonio organico la denitrificazione biologica anaerobica, che avviene principalmente nel terreno a ridosso delle radici delle piante acquatiche, fa' la parte del leone nella rimozione di azoto contribuendo ad alzare significativamente il tasso globale di rimozione di azoto e portando la frazione di azoto rimosso direttamente dalle piante attraverso la crescita ai valori piu' bassi del campo appena riportato.
I dati riportati sono reperibili in letteratura in diversi articoli scientifici od in libri come "treatment wetlands" di Kadlek e Knight.

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TERRACQUARIO CON PIANTE CARNIVORE

Dasho (22 lug 2004)
> si può fare? Oppure le esigenze delle piante e dei pesci contrastano?
Si, ma le condizioni dovrebbero essere le seguenti:
Pochi pesci, perche' le piante carnivore odiano l'azoto alle radici (sono carnivore apposta, vivono in ambienti dove l'evoluzione le ha costrette a cercarselo dall'aria (insetti) visto che nella terra e nell'acqua in cui vivono e' scarsissimo), e comunque sarebbe bene aggiungere in vasca molte piante comuni da acquario a crescita rapida per assorbire i composti azotati. I suddetti pesci dovrebbero essere amanti di acque acide in modo da poter mettere punti in cui far affondare alle piante le radici in torba, attraverso la quale, l'acqua, percolando, si acidifica parecchio. Direi che i killi e alcuni caracidi sono eccellenti candidati. Ci sono anche alcune (poche e non comunissime sul mercato florovivaistico) piante carnivore che vengono da zone dove il terreno e' alcalino, al volo mi vengono in mente quelle del genere Pinguicula, tieni pero' conto che per esempio P. gypsicola e' una pianta a crescita estiva e in inverno dovresti tirarla fuori dal terracquario e metterla fuori dalla finestra a fare il riposo invernale.
Per tutte, o quasi, luce molto, molto intensa. A parte poche specie che si adattano anche a illuminazioni moderate la maggior parte delle piante carnivore vive in torbiere o luoghi molto assolati, quindi tante lampade, possibilmente T5.
Infine, direi che a meno che tu non ti voglia stare a fare trapianti ogni 6-8 mesi dal terrario al balcone (o al frigo per fare il riposo invernale), dovresti evitare quelle del genere Dionaea e Sarracenia che sono pero' le piu' comuni e facilmente reperibili. Buone candidate alla tua missione potrebbero essere le varie Utricularia terrestri nelle zone meno luminose e Drosera (la capensis e la binata sono comunissime e non vanno in riposo invernale, cito queste due perche' le molte altre adatte non sono di facilissimo reperimento) nelle aree piu' intensamente illuminate.
Anche le piante del genere Nepenthes, le specie cosidette "lowland" provenienti da aree tropicali di bassa altitudine andrebbero bene ma prima o poi ti costringono a frequenti potature perche' crescono molto, specialmente in un ambiente come quello che stai per creare ovvero caldo, umido e ben illuminato. Queste ultime sono davvero insolite nell'aspetto e darebbero una connotazione davvero "esotica" alla tua vasca. Gli ibridi di Nepenthes che trovi al vivaio o sulle bancarelle vanno benissimo in terrario come in finestra, sono ibridi molto adattabili.
Buon lavoro, soprattutto di lettura, e aggiorna man mano che realizzi (SE realizzi) l'opera. A tuo conforto ti dico che ne sono stati realizzati altri da persone che conosco bene, e che si puo' senz'altro fare. Anche nei terrari in cui tenevo piante carnivore sarebbe bastato aggiungere pesci sul fondo, che, avendo uno strato d'acqua per mantenere l'umidita', li rendeva involontariamente dei quasi-terracquari
Datte da fa'

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Pubblicato in data 03/06/2003

Aggiornato il: 01/06/2008 19.46.57

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