
Un giorno, guardando un bel cespuglio di riccia galleggiare nel mio acquario, notai che tra le foglioline, i cosiddetti talli, c'erano dei filamenti verdi, sottili come capelli e molto fragili, con distanzanziati di 1-2 cm. dei "sacchettini" microscopici, alcuni dei quali sembravano contenere un semino. Toh, mi son detta, che sia la riccia che fa i semi? Guardando però nel libro della Kasselmann non ho trovato nessun cenno di questo strano fenomeno, ed analizzando meglio un ramettino di questi filamenti ho scoperto stupefatta che quel puntino scuro non era un semino ma... mangime! Un granellino di mangime di quello che do' sempre ai pesci...
Mi ci è voluto un po' per arrivarci, ma ho scoperto che quella che ho tutt'ora in acquario è una pianta molto diversa dalla riccia, a cui si era mescolata probabilmente in negozio o ancora prima, e che si chiama "Utricularia gibba".
E' una piccola pianta carnivora, con un sottile e fragile stelo, molto ramificato, dove si formano a distanza costante ed alternati, in corrispondenza di piccolissime foglioline, questi piccoli sacchettini, detti otricoli, dei veri e propri "organi di cattura" con cui la pianta riesce a catturare le piccole particelle che si muovono nell'acqua.
E' talmente sottile ed esile che per vivere si "aggrappa" ad altre piante acquatiche, come la riccia o il muschio di giava, per formare delle "matasse" disordinate.
Se in condizioni ottimali, cioè sembra con acqua poco mossa, acida, ricca di sostanze nutritive, e con forte illuminazione, l'Utricularia forma una folta vegetazione galleggiante, che può produrre anche dei piccoli fiori gialli.
E' diffusa in natura in tutte le regioni tropicali, ed è stata introdotta anche in Europa. Sinonimi: Utricularia exoleta.
Purtroppo gli otricoli dell'Utricularia, per quanto piccoli, possono addirittura catturare piccolissimi avannotti, come quelli dei Trichogaster o dei Colisa, per cui ho cercato per lungo tempo di liberarmene, senza però riuscirci, perchè essendo così sottile e fragile probabilmente ne rimaneva sempre qualche piccolo pezzettino nascosto nella riccia o nella vesicularia, che la faceva ripartire (tipo la lemna minor, che anche quando ti sembra di averla tolta tutta riappare misteriosamente... :-)
Naturalmente quando mi sono decisa a dare via i trichogaster per prendere gli scalari, i cui avannotti non sono sicuramente a misura di otricolo, l'Utricularia è praticamente sparita... :-)
...Beh, quasi sparita, non è più infestante come prima, ma nella riccia e tra la lemna guardando bene qualche filamento si trova sempre...
Ecco alcune foto dell'Utricolaria, anche fuori dall'acqua (scusate il pessimo sfondo, mi sono accorta solo dopo averlo visto nelle foto che era orrendo...)
Clicca sulle miniature per vedere gli ingrandimenti
Al passaggio del mouse sulla foto, apparirà una breve descrizione.
Autore: Ole Pedersen, Troels Andersen e Claus Christensen
Descrizione e splendide foto dell'Utricularia graminifolia.
Qui di seguito le pagine più interessanti che ho trovato sull'Utricularia, in questi siti:
Link a sito esterno
Link a documento pdf
Link a foto esterna al sito

In Italia vive questo genere allo stato naturale. Sono due le specie: Utricularia australis - Utricularia minor sono carnivore, perche' prive di radici. In Italia si trovano in Estinzione causa della modesta conservazione degli ambienti palustri. Se le volete allevare?, cercate di riprodurre le "Italiane" che ne hanno proprio bisogno, anzi cercatele nelle vostre regioni per vedere se ci sono ancora. Ciao a tutti (aptmb@tin.it)
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