La specie recentemente istituita Pleurodeles nebulosus si trova in Algeria e nella Tunisia settentrionale,
con esclusione della Penisola di Edough in Algeria (Frost, 2004). Pleurodeles poireti invece occupa esclusivamente
proprio la penisoa di Edough, in Algeria nord orientale.
Pleurodeles waltl è quello con l'areale di diffusione maggiore, si trova in Spagna, Portogallo e
Marocco.
Pleurodeles waltl è principalmente, se non completamente, acquatico, e può essere trovato in tutta
una serie di ambienti acquatici, dagli stagni permanenti ai laghetti primaverili. Preferisce stagni puliti, profondi
e freddi, ma a volte si trova anche in zone più calde ed in acque torbide o leggermente salmastre.
Capita raramente di vedere i Pleurodeles waltl sulla terraferma, tranne quando migrano verso nuove zone d'acqua,
quando il precedente si prosciuga o diventa inabitabile per altri motivi. Invece di migrare verso nuove acque, alcuni
individui possono seppellirsi nel fondo fangoso di una zona secca dello stagno, rimanendo in uno stato di estivazione
fino a che non arrivi di nuovo la pioggia.
Vicino a Ben Slimane, Boulhaut, Marocco, Pleurodeles waltl è stato scoperto in caverne subacquee, alle profondità di
60-70 metri (Schleich ed altri, 1996).
Tutte e tre le specie di Pleurodeles corrono rischi più o meno seri di scomparire dai loro habitat naturali:

Pleurodeles nebulosus nella Red List è segnalato come VULNERABILE, in quanto la sua area di occupazione è meno di 2,000 km2, la sua distribuzione è estremamente frammentata, e c'è un continuo declino nell'estensione e nella qualità del suo habitat in Algeria e Tunisia settentrionali.

Pleurodeles poireti nella Red List è segnalato come EN (Endangered) cioè IN PERICOLO, in quanto l'area di distribuzione è meno di 5.000 km2 e quella di occupazione è meno di 500 km2, con tutti gli individui in meno di 5 locazioni, ed in continuo declino per estensione e qualità del suo habitat.

Infine, Pleurodels waltl nella Red List è segnalato come NT (Near Threatened) cioè VICINO AL PERICOLO d'estinzione, in quanto è in significativo declino (ma probabilmente con un tasso inferiore al 30% in dieci anni) a causa della perdita diffusa dell'habitat e degli effetti di specie invasive, che rendono la specie vicina ad essere qualificata come vulnerabile.
Questa specie è in generale minacciata, per la perdita degli habitat acquatici a causa del drenaggio, dell'inquinamento agrochimico, degli effetti dell'allevamento del bestiame (nei dayas dell'Africa settentrionale), dell'eutrofizzazione, della contaminazione causata dagli insediamenti umani e industriali, e dallo sviluppo delle infrastrutture. E' sparito nella gran parte dalle zone costiere nella penisola iberica e in Marocco, e nelle zone vicino alle aree altamente popolate e con concentrazioni turistiche (come Madrid). Pesci e astici (Procambarus clarki) non autoctoni ma introdotti nei loro habitat predano le uova e le larve di questa specie e sono implicati nel suo declino. E' stata segnalata come una seria minaccia per alcune popolazioni la mortalità sulle strade, causata dal passaggio degli autoveicoli.
Si presenta in un certo numero di zone protette nella penisola iberica, ma è necessario monitorare le popolazioni vulnerabili in Spagna nord-orientale e in Portogallo. La specie è elencata nell'allegato III della convenzione di Berna e in Spagna è protetta dalla legislazione nazionale, in alcune regioni vi sono norme sul loro allevamento in cattività e si stanno attuando progetti di ripristino del loro habitat naturale.
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