I Pleurodeles, ed in particolare il più diffuso, il Pleurodeles waltl, sono molto resistenti in cattività, e si riproducono regolarmente con poco sforzo da parte dei suoi allevatori. Sono considerati una specie "indistruttibile", ma questo non vuol dire che siano scevri da problemi se non allevati correttamente. Come tutti gli anfibi, i Pleurodeles sono soggetti a problemi di salute e alla morte a causa di cattiva qualità dell'acqua, condizioni non idonee, sovraffollamento, allevamento con altre specie non compatibili, ecc.
I Pleurodeles in natura vivono in luoghi caldi e aridi, in stagni e pozze fangose temporanee o fiumi a lentissimo
corso. Spesso nella stagione secca sfuggono al disseccamento dei luoghi umidi in cui vivono rifugiandosi nelle crepe
del terreno o sotto i sassi ed estivando, vale a dire entrando in uno stato temporaneo di inattività (l'estivazione è il
corrispettivo estivo del letargo invernale di altre specie).
Potendo scegliere però rinuncia completamente alla vita terrestre per vivere sempre in ambiente acquatico,
sott'acqua, per cui si può considerare una specie dalle abitudini prettamente
acquatiche, e quindi da acquario, non da terrario. Tutt'al più si può prevedere una piccola
zona emersa in acquario, che però sarà ben difficile che venga utilizzata; in effetti anche io non
li ho mai visti salire sulle rocce fuori dall'acqua, mentre apprezzano molto le cavità tra quelle sott'acqua.
Come capienza della vasca, bisogna fare una distinzione tra le specie di Pleurodeles: se per un gruppetto di poireti/nebulosus, che arrivano ai 12-15 cm di lunghezza, possono bastare 50 litri, per uno di waltl, che possono arrivare fino ai 20-30 cm, ci vorrebbe una vasca da almeno 100 litri. Per una sola coppia di waltl spesso ho sentito consigliare un acquario di 70 litri, a me sembrano un po' sacrificati, tenendo conto del fatto che sono molto attivi, e soprattutto quando viene dato loro il cibo per ottenerlo diventano anche abbastanza violenti. Vasche più grandi comunque sono sempre consigliabili, anche per ricreare un ambiente più vario e più piacevole per i propri prigionieri. Qualcuno, a questo proposito, sostiene che sia meglio allevare i tirtoni in vasche completamente spoglie. E' vero che questo facilita le operazioni di pulizia in caso di avannotti, ma vasche di questo tipo mi fanno una tristezza infinita, anche gli anfibi hanno diritto a vivere in un ambiente che rispecchi quello in cui vivrebbero in natura, senza forzature ma senza abusare della loro adattabilità.
I Pleurodeles dovrebbero essere allevati in vasche acquatiche o semi acquatiche ma con una grande percentuale di
acqua, fresca e profonda. La filtrazione può essere effettuata tramite un filtro interno o esterno per le
vasche più grandi, l'importante è che la corrente in uscita dal filtro non sia tale da disturbare i
tritoni, che preferiscono acque calme e tranquille. Molti filtri sono provvisti
di una regolazione del flusso, da regolare al minimo, altrimenti si può puntare l'uscita contro il vetro vicino,
o schermarla con piante, legni o rocce.
Se si effettuano abbondanti cambi d'acqua regolari, del 10-20% settimanali o comunque in funzione degli abitanti
e di quanto "sporcano", del filtro si può anche fare a meno.
I Pleurodeles sono sensibili alle condizioni dell'acqua, ed un improvviso cambio di abitudini da acquatiche a terrestri
può essere indicativo di un peggioramento delle stesse.
Inoltre è fondamentale che la vasca sia ben chiusa, per scongiurare
possibili evasioni: anche tenedo basso il livello dell'acqua possono arrampicarsi lungo i vetri per tratti notevoli,
e da piccoli possono passare per fessure che nemmeno avremmo preso in considerazione.
La pelle dei Pleurodeles non è liscia ma cosparsa di piccole asperità cornee, che lo fanno apparire "ruvido".
La colorazione è piuttosto variabile, ma generalmente consiste in un colore di fondo grigio scuro o verde
oliva coperto di macchie irregolari e non ben definite grigie più scure o nere. La dimensione e l'abbondanza
delle macchie varia tra i vari individui ed alcuni possono anche essere di un colore uniforme. Altri possono avere
macchie più chiare invece che più scure, altri ancora possono avere macchie molto più contrastanti
dallo sfondo del normale. Il colore del ventre è più chiaro del dorso, ma possiede le stesse macchie
scure irregolari.
La testa è appiattita e gli occhi sono quasi sulla parte superiore della testa; si pensa che questa forma
sia dovuta ad un adattamento acquistato per fuggire più rapidamente fra le rocce piatte, mentre la posizione
degli occhi può aiutare nella rilevazione dei movimenti sulla superficie dell'acqua.
Il Pleurodeles waltl presenta due file di puntini giallo arancioni lungo ogni fianco, per tutta o a volte meno la lunghezza dell'addome, fra le zampe anteriori e posteriori. Tali puntini sono ghiandole paratoidi e sono situate in corrispondenza della posizione delle punte delle costole. Queste ghiandole paratoidi possono essere molto pronunciate in alcuni individui e quasi invisibili in altri, in genere diventano più evidenti mano a mano che gli anfibi crescono. Queste ghiandole secernono una sostanza tossica e irritante che serve a proteggere l'animale dai predatori.
Infatti appena sotto le ghiandole paratoidi ci sono le punte delle costole, che possono con una contrazione del corpo rompere le ghiandole paratoidi e perforare la pelle. Questo costituisce un eccellente meccanismo di difesa, dato che quando un animale tenta di mordere un Pleurodeles waltl, non solo viene ferito dalle punte delle costole, ma si riempie anche la bocca del veleno fuoriuscito dalle ghiandole. Apparentemente invece la perforazione della pelle da parte della punta dele costole non provoca alcun danno permanente ai tritoni, infatti sono a volte visibili degli esemplari in cui tali punte appaiono all'esterno, senza che questo provochi alcun disagio.
Quindi, se si vuole prenderli in mano è d'obbligo farlo con delicatezza, sciacquandosi poi accuratamente.
La cute dei pleurodeles è molto irritante rispetto a quella di altri tritoni, e può provocare lievi
e momentanee irritazioni sulla pelle per semplice contatto, specialmente in caso di pelli sensibili.
Comunque è buona norma non toccare nessuna specie d'anfibio senza assoluta necessità,
e se c'è bisogno di farlo occorre sempre bagnarsi prima le mani, in quanto gli anfibi sono stressati sia dal
calore della nostra pelle che dalla sua salinità.
Altra caratteristica è quella di fare la muta, di perdere cioè lo strato esterno della pelle; mi è capitato di vedere, molto preoccupata, 4 dei miei pleurodeles "attaccare" insieme il quinto, per accorgermi che non si volevano mangiare direttamente lui, ma gli stavano "strappando" letteralmente la vecchia pelle di dosso per mangiarsela...
Inoltre, capita, specie al momento del pasto, che nella frenesia di mangiare si prendano a morsi l'uno con l'altro; in genere tali morsi sono del tutto incruenti, ma a volte capita che si portino via qualche dito o addirittura buona parte della zampa... Non c'è da preoccuparsi: per loro fortuna in poco tempo la zampa ricresce di nuovo perfettamente, bisogna curare comunque la qualità dell'acqua, in modo che non sorgano infezioni. Non so comunque fino a che punto sono in grado di "ricostruirsi", specie in caso di lesioni più estese e/o profonde.
I Pleurodeles sono anfibi d'acqua temperata, non tropicale, per cui non bisogna assolutamente riscaldare l'acqua,
come si fa con gli acquari per i comuni pesci tropicali (e questa è anche una delle ragioni per cui pesci
e tritoni non possono convivere).
In genere l e temperature medie delle nostre case vanno bene, comunque le temperature
ideali dovrebbero essere 17-22ºC durante il periodo estivo e 13-15ºC durante il periodo invernale.
Sotto gli 8° ho letto pareri contrastanti, c'è chi dice che muoiano, c'è chi dice che vanno in
ibernazione, cioè smettono di mangiare e di fare qualsiasi movimento, aspettando che l'acqua ritorni alla
temperatura ideale...
Tra i tritoni sono comunque quelli che sopportano meglio i picchi di temperatura verso l'alto (cioè verso
i 30°C.) che d'estate colpiscono quasi tutte le case italiane, per altre specie invece tali picchi potrebbero
essere letali (per questo si consiglia a volte di collocare le vasche dei tritoni in cantina o in ambienti più riparati).
Per la riproduzione l'ideale sarebbe ridurre gradualmente la temperatura, fino a 10-11ºC per circa 3 settimane, per poi riportarla sempre gradualmente fino a 20 ºC, aumentando nel contempo la profondità dell'acqua, fino circa a 25 cm. Comunque i Pleurodeles in genere si riproducono regolarmente in primavera, senza accorgimenti particolari da parte dell'allevatore (se non quello di avere la presenza di entrambi i sessi :-).
L'ideale sarebbe il cibo vivo, come chironomus, tubifex, artemia salina, ma vanno benissimo anche i mangimi congelati, i soliti chironomus, così come tubifex, krill, artemie. Si possono fornire inoltre lombrichi (van bene quelli da pesca), camole del miele (molto grasse e quindi da usare solo come variante), piccole larve della farina (possibilmente quelle bianche che hanno appena compiuto la muta).
La cosa più importante è come al solito variare la dieta, cercando
di fornire alimenti diversificati, e, nel caso degli anfibi, tener conto del fatto che è difficile che accettino
mangime secco, in scaglie o granuli, e di questo va tenuto conto al momento dell'acquisto. Nel corso degli anni comunque,
con molta pazienza, è possibile abituarli ad assumere anche il secco; si possono fornire le pastiglie per
pesci da fondo rosse (non quelle per pesci vegetariani). Ho detto nel corso degli anni perché pare che i Pleurodeles
possano essere molto longevi, arrivano anche a vivere per una ventina d'anni :-).
Questo è un altro elemento che deve essere vagliato bene prima di acquistarli, bisogna tener conto che la
vasca che dedicherete loro sarà occupata per tutto questo tempo, e sempre per lo stesso tempo andranno curati
e coccolati :-)))))
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