Per quanto riguarda il Pleurodeles waltl (devo verificare se è valido anche per il P. poireti) gli esemplari
maschi hanno la coda più lunga e più compressa lateralmente rispetto alle femmine (è più lunga
della lunghezza del corpo dal muso all'ano) e avambracci più robusti. Inoltre i maschi sono in genere più piccoli
e snelli delle femmine, nel perido riproduttivo sviluppano dei rilievi nuziali sulle zampe anteriori, che assomigliano
a cuscinetti nerastri, e assumono una tonalità rossastro-arancione lungo il corpo.
Comunque maschio e femmina hanno un aspetto molto simile, e spesso è difficile distinguerli; talvolta l'unico
modo è osservare l'amplesso, nel quale il maschio sta sempre sotto la femmina.
A volte possono essere visti comportamenti riproduttivi anche in individui molto giovani, anche di meno di un anno
di età, ma è difficile in questo caso che vengano prodotte uova fertili.
Tipicamente Pleurodeles waltl inizia la stagione riproduttiva nei mesi da marzo a giugno, all'inizio del periodo primaverile. Inverni insolitamente caldi possono stimolare un secondo periodo riproduttivo. In cattività la stagione riproduttiva può essere simulata aumentando leggermente la temperatura, e aumentando il livello dell'acqua di qualche centimetro, ma in una colonia stabile basta il solo cambiamento dovuto al naturale scorrere delle stagioni per stimolare la riproduzione, senza alcun intervento esterno da parte dell'allevatore. Spesso anzi dimostrano di aver acquisito un loro "calendario biologico", per cui senza alcun cambiamento delle condizioni della vasca si riproducono comunque nelle due stagioni inizio primavera/inizio autunno.
Corteggiamento e deposizione delle uova sono facilissimi da osservare: nelll'amplesso il maschio nuota sotto la femmina e afferra le zampe anteriori della femmina con le sue, girandole all'insù in modo da tenerla "agganciata". La trattiene in questa posizione, trasportandola sulla schiena, per qualche tempo, da parecchi minuti a più di un'ora, dopo di che il maschio si gira e depita una spermatofora vicino alla regione cloacale della femmina. A volte il maschio tenta di posizionare forzatamente la femmina sopra la spermatofora. Le femmine non interessate o non pronte alla riproduzione possono sbattere violentemente per la vasca, nel tentativo di forzare il maschio a liberarle, il che talvolta funziona. In genere comunque il passaggio della spermatofora dalla cloaca del maschio a quella della femmina avviene senza traumi, dopodichè si dividono e ognuno se ne va per la sua strada.
Le uova, da 100 a 1300 a seconda dell'età e delle dimensioni della femmina (possono comunque essere anche meno di 100, mentre numeri superiori a 1000 sono casi eccezionali), vengono deposte in piccoli gruppi di 5-20 uova e attaccate a vegetazione sommersa, rocce, legni, o sparse semplicemente sul terreno. In cattività, non è insolito per la femmina deporle semplicemente sul suolo, dove possono essere mangiate dai compagni di vasca, o talvolta anche dalla madre. L'allevamento delle larve è abbastanza facile, alla portata di qualsiasi acquariofilo con un pochino di esperienza, e sarebbe quindi meglio effettuarlo togliendo le uova e mettendole in una vaschetta a parte.
Uova e larve dovrebbero essere tenute ad una temperatura di circa 21-23°C., per simulare la temperatura estiva
in natura. Le larve escono dall'uovo dopo 10 -12 giorni e misurano circa 1 cm di lunghezza.
Alla schiusa le larve andranno alimentate con cibo vivo minuscolo (prima infusori, poi cyclops, naupli di artemia,
dafnie ed enchitreidi) che va forniti in grande quantità. A questi andranno aggiunti gradatamente chironomus
a pezzettini, prima piccoli e poi sempre più grossi fino a darli interi, sempre compatibilmente con le dimensioni
della bocca delle larve.
Le piccole larve sono sensibili ai cambi d'acqua troppo consistenti e soprattutto alla presenza di cloro in acqua,
inoltre vanno nutrite tutti i giorni abbondantemente. Quando arrivano alle dimensioni in cui sono in grado di mangiare
chironomus intero però si può dire che il peggio è passato :-)
Infatti la mortalità delle larve purtroppo è piuttosto elevata, anche perché non si accrescono
tutte con la stessa velocità, e sono anche piuttosto aggressive le une con le altre, per cui le più robuste
riusciranno sempre ad accaparrarsi più cibo, rendendo il divario sempre più evidente; frequentissimi
sono poi i casi di cannibalismo, in cui le larve più grandi divorano quelle più piccole. Alcuni, per
far arrivare tutte alla maturità, le separano in tante micro-vaschette, una larva massimo tre per vaschetta
(ho letto che vengono usati anche tanti picchieri di carta per questo) ma così mi pare ci si avvicini più all'allevamento "industriale" che
a quello amatoriale, la necessità di farle crescerle tutte, se non è per aver maggior guadagno vendendole,
per gli acquariofili normali non dovrebbe esserci.
Le larve più precoci iniziano la metamorfosi dopo circa 110 giorni dalla schiusa delle uova; di solito alla metamorfosi il girino è lungo tra i 5 e gli 8 cm. Nei Pleurodeles il passaggio da larva a neometamorfosato è decisamente meno traumatico rispetto ad altri tritoni, e soprattutto più facile da gestire per l'allevatore, in quanto dopo la metamorfosi, i giovani rimangono principalmente acquatici, come gli adulti, anche se possono lasciare l'acqua per brevi periodi di tempo. Anche la colorazione è identica a quella degli adulti. I nuovi metamorfosati crescono molto rapidamente, e se alimentati spesso possono raggiungere le dimensioni adulte in meno di un anno. Anche se non è molto comune, sia in natura che in cattività ogni tanto può apparire qualche individuo neotenico, che raggiunge cioè la maturità sessuale senza compiere la metamorfosi.
Occorre evitare di liberare le larve in eccesso nell'ambiente, perché potrebbero adattarsi provocando danni ecologici.
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