Uno degli ambienti d'acqua salmastra più conosciuti ed interessanti è quello dei mangrovieti, diffusi lungo tutta la fascia dei tropici, in corrispondenza prevalentemente delle grandi foci dei fiumi, che forniscono grandi quantitativi di sedimento, sabbia e fango.
I mangrovieti costituiscono dei veri e propri ecosistemi a se stanti, fortemente influenzati dal ritmo incessante delle maree. I boschetti quasi inestricabili costituiti dall'intrico di rami e radici forniscono ospitalità ad una grande biodiversità di organismi, dagli uccelli che trovano riparo tra le fronde all'infinità di creature acquatiche che trovano nascondigli e nutrimento tra le radici. Infatti le mangrovie hanno un apparato radicale incredibilmente ampio e complesso, talmente intricato da trattenere anche la sabbia e i detriti portati dalle correnti dei fiumi e dal flusso delle maree, formando nel tempo dei piccoli isolotti che via via si espandono seguendo la corrente, tanto che le mangrovie sono anche dette "gli alberi che camminano" perché sembrano spostarsi, mano a mano che tra le radici si ferma altro terreno. Le radici delle mangrovie raccogliendo i sedimenti e rallentando il flusso dell'acqua contribuiscono a proteggere il litorale e ad impedirne l'erosione. Con il tempo, possono anche estendere ulteriormente il bordo della linea costiera.
Le mangrovie sono alberi o arbusti marittimi tropicali sempreverdi, del genere Rizophora, che hanno radici aeree e radici di filtrazione speciali che permettono loro di prosperare in acqua salmastra (acqua che non è salata quanto l'acqua di mare). Nelle varie regioni tropicali vi sono varie specie di mangrovie; alcune preferiscono acque più salate, altre preferiscono essere più vicine al fiume. Alcune preferiscono zone più riparate dalle onde, altre durante l'alta marea hanno le radici coperte dall'acqua di mare; altre crescono direttamente sulla terraferma.
Gli alberi di mangrovia devono tenere tronco e rami sopra la superficie dell'acqua, ma devono essere ancorate al
suolo molto saldamente, per non essere spostate dalle onde. A questo scopo, le mangrovie hanno tre tipi diversi di
radice: radici di sostegno che perforano direttamente il terreno, radici di crescita, che si torcono verso il basso
e verso l'alto, uscendo dall'acqua, e radici secondarie ritorte verso il basso, che compaiono sulla superficie dell'acqua.
Ogni parte di radice che sta sopra la superficie dell'acqua apporta ossigeno, tramite appositi canali( pneumatofori),
alle parti di radice sotto l'acqua. Con il tempo, quando i sedimenti si fermano incastrati tra le radici, ulteriori
radici vengono emesse dalla pianta, per trattenere ancora più fermamente il terreno.
Le paludi dove crescono le Mangrovie sono la dimora di numerose e bizzarre specie di pesci anfibi, come i Periophthalmus (mudskippers) dall'Africa orientale all’Australia e gli Anableps, i cosiddetti pesci quattrocchi dell’America centrale.
I Periophthalmus sono rinomati per la loro preferenza nel frequentare ambienti terrestri invece dei regni acquatici. Questi pesci trascorrono più tempo su relitti galleggianti, sui rami degli alberi e sulle piante di quanto ne trascorrano nell'acqua, in cui vanno soltanto per fuggire dai predatori. Osservare un gruppo di Periophthalmus ricorda allo spettatore quello che i nostri antenati devono essere sembrati quando per la prima volta hanno lasciato l'oceano per la vita sulla terra. Il Periophthalmus è un pesce molto intelligente, che si alimenta soprattutto con insetti e crostacei.
Una seconda specie anfibia che si trova nelle foreste di mangrovie è l’Anableps, una specie diffusa
nelle Americhe, dall'America Centrale al Sud-America settentrionale.
La sua caratteristica fisica più notevole sono gli occhi a doppio lobo, che permette loro la visione sia sopra
che sotto la linea dell’acqua, mentre nuota lungo la superficie dell'acqua. Anche l’Anableps lascia regolarmente
l'acqua per stazionare su radici d'albero e sulle rocce.
Nella pagina seguente, potrete vedere delle foto dell'ambiente sommerso tra le radici di mangrovia
Le foreste di mangrovie sono tra gli ecosistemi più minacciati del pianeta, a causa della loro vicinanza
all'oceano e della tendenza delle popolazioni e dei governi locali a sottovalutare i benefici che apportano.
Un recente studio della FAO, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite, ha rivelato
che dal 1980 è scomparso il 20% delle foreste di mangrovie del mondo, principalmente a causa dell'agricoltura,
dell’abbattimento per legname e carbone, diversione delle acque dolci, costruzione di beni immobiliari e conversione
per il turismo.
Secondo la Fondazione per la Giustizia Ambientale, il 38% circa del disboscamento globale delle mangrovie è collegato alla crescita delle aziende per l’allevamento dei gamberi. L’abbattimento delle mangrovie per far posto agli stabilimenti per l’allevamento commerciale di gamberetti e gamberi è particolarmente prevalente nell’Asia sudorientale. Questa forma di acquacoltura ironicamente è avvenuta a scapito della nascita naturale di pesci e gamberi.
La distruzione dei mangrovieti ha forti implicazioni per l'industria della pesca, poiché queste foreste
forniscono un importante terreno di deposizione e sono utilizzate come nursery da molte specie commercialmente importanti.
In più, le foreste di mangrovie proteggono le regioni litoranee dai danni e dalle erosioni dovute alle tempeste.
Le ricerche condotte in seguito allo tsunami del 2004 in Asia hanno rilevato che le zone con i mangrovieti hanno
subito considerevolmente meno danni delle zone senza alberi.
Molti governi si sono resi conto di come i mangrovieti siano necessari all'ecosistema, ed hanno adottato programmi di ripristino e di conservazione delle foreste di mangrovie, anche se il recupero delle zone abbattute o degradate avviene molto lentamente. In molti paesi è stata adottata una legislazione rigorosa per proteggere le mangrovie, ad esempio è priobita in molti luoghi l'asportazione di semi o piantine germogliate, anche ai fini acquariofili.
Circa un quarto dei mangrovieti mondiali si trova in Indonesia. Ad esempio nell'isola indonesiana di Giava gli allevatori di pesci su scala industriale sulla costa possono avere 4-5 ettari di terreno, ma sono tenuti a piantare mangrovie sul 20% di esso. I semi germogliati vengono piantati a 2-3 metri di distanza. Questo tipo di rimboschimento migliora l'ambiente e incoraggia l'economia, diventando una soluzione sostenibile a lungo termine.
Lungo tutti gli oceani tropicali vi sono circa 15,9 milini di ettari di foreste di mangrovie. Lungo il litorale atlantico si trovano dalla Florida fino all'Argentina, nella fascia del continente americano compresa tra i due tropici. I mangrovieti sono diffusi sia nei litorali dell'Africa occidentale che in quelli dell'Africa orientale, e nell'Asia meridionale, dall'India alla Birmania, al sud-est asiatico. Inoltre i mangrovieti sono comuni anche in Nuova Zelanda e Australia.
Articolo con molte foto illustrative della coltivazione delle mangrovie in acquario, e con tabelle dei risultati ottenuti in termini di assorbimento dall'acqua delle sostanze azotate. Ci sono anche molte foto dei mangrovieti in Florida.
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