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Sto buttando giù nel sito alcune pagine sui Pesci Elefante, i
Gnathonemus, per la serie "
pesci da non comprare".
Cercando notizie in rete, ho letto in questa pagina:
www.acquariofacile.it/pesci/gnathonemus.htm una frase che non mi è piaciuta per niente:
E’ meglio ospitare un solo esemplare a meno che non si disponga di un acquario particolarmente capiente.
Ma i pesci vanno allevati rispettattando le LORO necessità, non le NOSTRE...
se l'acquario è troppo piccolo per ospitare un gruppo di pesci che in natura vivono in gruppo, allora è troppo piccolo anche per ospitarne uno solo.
Il vivere in gruppo corrisponde a tutta una gamma di comportamenti sociali e di interazioni intraspecifiche che, se non possono venire assunti per mancanza di conspecifici, inducono malessere e stress nel pesce costretto da solo, e come non mi stancherò mai di ripetere lo stress debilita i pesci, li rende più soggetti ad ammalarsi e riduce drasticamente la loro aspettativa di vita.
Questo vale per i pesci elefante, per i botia, ma anche per i piccoli caracidi e ciprinidi, per tutti i pesci che vivono in gruppo:
se la vasca non è abbastanza capiente da permettervi di ospitarne un bel gruppo, NON COMPRATELI!!! Non compratene solo uno, o una coppia, nemmeno un terzetto: i comportamenti sociali, le gerarchie, le iterazioni, possono svolgersi in maniera naturale
solo se il gruppo è superiore almeno alle 5 unità. Questo è il numero che considero minimo per poter parlare di "gruppo".
Inoltre su Fishbase ho letto che è dimostrato ampiamente che i comportamenti a volte anche aggressivi verso i conspecifici sono indispensabili ai gnathonemus per "scaricare" l'energia elettrica che si accumula nel loro organo elettrico, ragione di più per non tenerli mai da soli. Anzi, ragione di più per non comprarli per nulla: i gnathonemus non sono adatti alla vita in acquario, tra i tanti motivi anche perchè le onde del loro organo elettrico vengono inesorabilmente modificate dalla cattività, tanto che non si riconoscono più nemmeno come maschi e femmine. Il potere lo abbiamo noi consumatori: se non richiedessimo/comprassimo certe specie, non le troveremmo in negozio!!
E' uscito Playfish n. 18!

Gli articoli di questo numero:
- La meraviglia in un battito d'ali, di Pietro Grassi
con splendide foto, fa rivivere l'emozione di vedere una farfalla che esce dal bozzolo completamente trasformata.
- Carinotetraodon travancorius, di Antonio Borrani
bellissimo articolo sull'allevamento dei pesci palla nani, che spiega bene quali siano gli aspetti, soprattutto comportamentali, che attraggono tanto in questi pesciolini.
- Lamprologus ornatipinnis, di Graziano Fiocca
articolo su questi pescetti tanto piccoli quanto cattivi 
- Un terrario per le piante carnivore, di Graziella Antonello
descrizione passo passo dell'allestimento di uno splendido terrario dedicato alle bellissime piante carnivore.
Come sempre, questo e tutti gli altri numeri di Playfish sono scaricabili dal sito degli
Acquariofili Valle Stura.
Mi sono imbattuta oggi in questo sito molto interessante:
di Maurizio Gazzaniga, mi sono piaciute molto le foto al microscopio delle creature quasi invisibili ad occhio nudo che popolano gli acquari, ed anche le schede delle piante e gli articoli, il tutto da un punto di vista insolito ma che apre un mondo enorme, tutto da scoprire.
Sto aggiungendo nelle pagine del sito alcune splendide foto di Fabio Ghidini, tratte dal suo bellissimo sito di fotografie
Aquacube.it. Un grande grazie per la sua disponibilità
Ho letto proprio oggi su
Practical Fishkeeping della riproduzione riuscita dei
Chromobotia macracanthus da parte di un acquarofilo russo, Mihajlov Oleg:
le foto dei piccoli pagliaccetti di cinque settimane di età sono tenerissime, purtroppo però andando avanti nella lettura si scopre che Mihajlov Oleg è arrivato alla riproduzione soltanto grazie ad iniezioni di ormone pituitario...

Arrivare ad una riproduzione con questi metodi per me è una sconfitta, non una vittoria... è come ammettere che in acquario i macracanthus non troveranno mai le condizioni adatte alla riproduzione, senza interventi invasivi da parte dell'uomo... e purtroppo sembra proprio che sia così
Le Tigri del terrore... ed i loro Complici nel Crimine!
Foto di Emma Turner (
Loaches Online)
Ho tradotto altri due interessanti articoli di Emma Turner sui cobitidi:
Il primo riguarda i botia molto aggressivi e irascibili del gruppo dei "Botia Tigre", troverete consigli per il loro allevamento, indicazioni su come allestire l'acquario in modo da godervi i botia senza pericoli per la loro incolumità o per quella di eventuali compagni di vasca.
Il secondo propone alcune considerazioni sul perchè pesci così diversi non vanno allevati nello stesso acquario: non si tratta di astratte motivazioni di biotopo, ma di concrete riflessioni sulle loro esigenze e comportamenti così diversi.
Con le parole di Emma Turner: "
Gli acquari che manteniamo dovrebbero essere in primo luogo e anzitutto adeguati ai bisogni dei pesci, non ai nostri"...
Ho inserito nella sezione dedicata ai
Cobitidi un interessante articolo di Emma Turner, tratto da
Loaches Online, con le indicazioni di base per l'allevamento dei botia più comuni da trovare in commercio:
Vengono messi in evidenza gli aspetti caratteriali e le dimensioni raggiunte dai Botia, ciò che è necessario per allevarli nel migliore dei modi, come meritano tutti i pesci.
Emma Turner ha suscitato la mia invidia quando ho letto che alleva a casa sua un banco di una quarantina di
Chromobotia macracanthus, in un acquario da più di 1000 litri...
I legni che avevo messo nell'acquario salmastro stavano iniziando a marcire, così li ho sostituiti con delle belle pietrone prese al fiume:
Ancora l'aspetto è un po' innaturale perchè sono belle pulite, ma quando avranno una bella patina d'alghe anche loro l'insieme sarà molto più naturale

Nella
pagina con il diario delle vasche altre foto.
Splendidi esemplari di Syncrossus helodes (ex Botia helodes) - Foto di Kamphol Udomritthiruj (
Loaches Online)
Ho aggiornato le pagine relative ai
botia riclassificati da Kottelat: Botia, Syncrossus, Yasuhikotakia, Sinibotia.
Maschio dell'incubatore orale
Betta sp. "Tailandia meridionale" - Foto di Nonn Panitvong -
www.siamensis.org
Ho aggiunto un articolo di Nonn Panitvong -
www.siamensis.org - che descrive ed illustra con belle foto le cinque specie conosciute di Betta incubatori orali provenienti dalla Tailandia; Betta pi, Betta pugnax, Betta simplex, Betta prima e Betta sp."Tailandia meridionale".
L'autore auspica una maggiore diffusione e conoscenza di queste specie, che non hanno nulla da invidiare ai cugini Betta costruttori di nidi di bolle; incita chi di cimenta nel loro allevamento a provare anche a riprodurli, visto che potrebbero essere i primi al mondo
Di
biggia (del 03/03/2008 @ 19:06:28, in
Animali, linkato 47 volte)
www.animalipersieritrovati.org è un sito che si propone di aiutare tutti coloro che si trovano nell'angosciante situazione di aver perso un animale caro, per fornire un supporto non solo "astratto" (ma non per questo meno importante in certi momenti) di solidaretà e conforto, ma anche concreto, con consigli pratici sul cosa fare, ad esempio tra le tante cose ci sono anche molti fac-simili di volantino da scaricare...
Inoltre in collaborazione con la Guardia di Finanza è stato stilato anche un utilissimo
vademecum per acquistare consapevolmente cani ed anche altri animali d'affezione, indicando sia cosa controllare e guardare, sia cosa è proprio diritto chiedere ed ottenere, e quali sono le "armi" anche legislative da utilizzare in caso di frode.
Ve lo segnalo sperando di far cosa utile, nel contempo sperando anche che non ne abbiate mai bisogno; nel sito inoltre si può anche segnalare il ritrovamento di qualche animale che risulta perso/smarrito, per costituire una banca dati utile per ritrovarne il legittimo proprietario.
Sono venuta a conoscenza dell'ottimo lavoro che fanno grazie ad un file che mi hanno mandato, che riguarda un terzetto fortunato di pesci rossi che ha trovato una casa degna di questo nome:
Nati Nel Segno Dei Pesci, e che adesso potete trovare anche nel loro sito:
Nati Nel Segno Dei Pesci in versione molto più leggera (ma purtroppo non molto compatibile con Firefox). Viene spiegato nei dettagli, passo passo, come con grande fantasia ed ingegno hanno allestito un grande acquario "incastonandolo" in un tavolino dell'Ikea rivisitato... Ne è venuto fuori un piccolo gioiellino, un acquario a terra, visibile da tutti e 4 i lati e anche dall'alto, ma con un sistema ingegnoso di luci... che scoprirete guardando la presentazione

Il tutto naturalmente senza dimenticare ma anzi mettendo al centro le necessità e le esigenze dei pesci, come dimostrazione che anche pensando prima a loro e alla loro natura si può fare qualcosa di bello ed accattivante anche per l'occhio umano.
Ho ritrovato nel sito di
Raiynolt, che una volta scriveva su
it.hobby.acquari, il famoso testo redatto da
Giorgio Perbellini in collaborazione con i partecipanti alle discussioni del newsgroup
it.hobby.acquari, e che era andato disperso dopo una sua risistemazione del sito, dedicata ormai alle sue splendide foto e non più agli acquari.
Grazie a Raynolt ho quindi aggiornato la pagina linkata dal logo
Boicotta il colore artificiale con l'articolo originale, mi sembra importante proprio perchè era nato dalla collaborazione di tutto il newsgroup.
#nd#
Segnalo anche qui una cosa importante, molto spesso sottovalutata ma che costituisce un problema serio: ho letto su
it.hobby.acquari che il
verde malachite, un composto chimico usato per curare l'ichthyo, la cosiddetta malattia dei puntini bianchi, è stato tolto dal commercio perchè
è un cancerogeno molto pericoloso per l'uomo e con tempi di abbattimento in natura troppo lunghi... il
thread è questo (linko perchè in questi giorni su IHA c'è qualche flame di troppo

).
Il problema in realtà è annoso: le ditte acquariofile, per poter vendere i medicinali nei normali negozi d'acquari, li etichettano come "
biocondizionatori" invece che come medicinali, cosa che invece sono. Questo permette loro un vantaggio aggiuntivo: quello di non dichiarare nemmeno genericamente che cosa c'è dentro la boccetta del medicinale "biocondizionatore".
Ma tale procedimento è molto pericoloso per l'utente finale, il consumatore, che compra il "biocondizionatore", senza sapere cosa c'è dentro, rassicurato dal nome generico, e che invece si trova in mano dei veri e propri medicinali, che come ogni medicinale andrebbero usati con molta cautela, perchè come si dice "fanno bene da una parte ma fanno male dall'altra".
Io ringrazio
Walter Peris, che da quando lo leggo su IHA ha sempre posto l'accento su questo problema. Essendo chimico conosce meglio di altri le proprietà e i pericoli dei vari elementi, e ha sempre avvertito del fatto che molti dei composti usati fossero cancerogeni. Come detto da lui, per evitare rischi inutili è meglio usare questi prodotti con mascherina e occhiali che proteggano gli occhi da schizzi, e con guanti di lattice. E' bene isolare il/i pesce/i da curare in una vaschetta spoglia, perchè in vasche arredata la sua eliminazione totale è più difficile, e naturalmente
non bisogna MAI mettere le mani in vasca durante il trattamento.
Naturalmente non è che chi per non essersi informato lo ha fatto rischi la morte all'istante, ci mancherebbe altro, ma in questo mondo siamo già esposti a innumerevoli fonti cancerogene per il nostro organismo, che è meglio evitare tutte quelle che si può
Chi dice che i pesci non siano esseri intelligenti?
Ecco qui sul
Corriere della Sera, la dimostrazione che le Gambusia holbroki, studiate nella laguna di Venezia, sanno contare almeno fino a 4